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Il Parco Nazionale del Gargano ha espresso parere negativo sul “Programma di ricerca e produzione di idrocarburi off-shore del Montenegro”

Ricerche off-shore in Montenegro, parere negativo del Parco Gargano

L’Ente ha evidenziato come sia l’attività esplorativa iniziale che la successiva fase estrattiva e di coltivazione produrrebbero importanti perturbazioni sull’ambiente marino

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Foggia. Nell’ambito della consultazione transfrontaliera, il Parco Nazionale del Gargano ha espresso parere negativo sul “Programma di ricerca e produzione di idrocarburi off-shore del Montenegro”. La sua attuazione potrebbe determinare rilevanti impatti negativi sull’ambiente marino dell’intero Mar Adriatico, con ripercussioni gravissime anche per le Isole Tremiti e l’intero Gargano, da tutti riconosciuti come aree di notevole pregio ambientale e naturalistico, tanto da essere tutelati e protetti con l’istituzione di un Parco eduna Riserva Marina Nazionale.

Nella relazione tecnica inviata al Ministero dell’Ambiente, l’Ente ha evidenziato come sia l’attività esplorativa iniziale che la successiva fase estrattiva e di coltivazione produrrebbero importanti perturbazioni sull’ambiente marino e costiero del Gargano e delle Isole Tremiti a causa principalmente dell’inquinamento sonoro e delle alterazioni delle caratteristiche chimiche delle acque per la fuoriuscita di acque reflue oleose (oilspill)e di perdite accidentali (blowout). Il tutto con impatti fortemente negativi anche sull’economia costiera legata al turismo.
“Se il pericolo prospezioni a largo delle Isole Tremiti è stato scongiurato visto il dietro front della Petroceltic, non bisogna abbassare la guardia nei confronti delle ricerche di petrolio che potrebbero partire nei Paesi dirimpettai dell’Adriatico”. A dichiararlo è il Presidente del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella che aggiunge “Il nostro parere non poteva che essere negativo così come è sempre stato. Ecco perché ribadiamo il nostro sostegno al referendum del 17 aprile, giorno in cui speriamo si voti SIper dire NO ad uno sviluppo che va nella direzione opposta a quella della tutela del mare e della biodiversità di cui siamo sempre stati forti promotori”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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