Regione-Territorio
I 1.079 soggetti individuati non hanno rispettato i vincoli previsti per beneficiare dei contributi

Stop ai furbetti dell’autoimpiego: 40 milioni torneranno allo Stato

L’Agenzia offre costantemente supporto al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, consentendo l’accesso diretto ai propri gestionali e inviando periodicamente dati su tutti i beneficiari finanziati

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Sono 1.079 i soggetti individuati dalla Guardia di Finanza e Invitalia che dovranno restituire allo Stato 39,5 milioni di euro: finanziamenti indebitamente percepiti per l’avvio di attività imprenditoriali mai decollate, in tutta Italia. Sono i primi risultati dell’Operazione “Return” avviata nel 2015 con i controlli sulla posizione tributaria delle imprese e dei soci che hanno presentato domanda di accesso alle agevolazioni per l’Autoimpiego (Titolo II- D.Lgs. 185/2000), la misura di Invitalia destinata ai disoccupati con aspirazioni da imprenditori.

I 1.079 soggetti individuati non hanno rispettato i vincoli previsti per beneficiare dei contributi: per lo più si tratta di imprese che non hanno comunicato la cessazione di attività entro il 5° anno, ma si sottolinea che non tutte le cessazioni sottendono attività fraudolente. Di queste 1.079 imprese irregolari, il 39,8% sono in Campania, il 18,7% in Puglia, il 15,2% in Siciia. Segue poi la Calabria con un 10,3%. I Comandi territoriali della Guardia di Finanza stanno provvedendo a concludere gli accertamenti per l’avvio dei procedimenti penali ove necessario, mentre Invitalia ha già attivato le procedure di revoca dei finanziamenti e le conseguenti iniziative legali per il recupero dei fondi.

“Return” fa seguito all’analoga operazione “Lustro” avviata nel 2012, che aveva evidenziato già 2.153 posizioni irregolari. Pertanto, l’attività di analisi dei fondi erogati da Invitalia con l’Autoimpiego ha, fino ad oggi, consentito l’individuazione di 3.232 posizioni irregolari con un conseguente obbligo di restituzione di fondi che supera i 100 milioni di euro. Invitalia collabora con la Guardia di Finanza, grazie a un protocollo d’intesa firmato nel 2008 e finalizzato al monitoraggio dei finanziamenti a sostegno delle imprese che richiedono agevolazioni statali.

L’Agenzia offre costantemente supporto al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, consentendo l’accesso diretto ai propri gestionali e inviando periodicamente dati su tutti i beneficiari finanziati. L’Agenzia opera anche attraverso il Nucleo di Controllo interno della GdF, che effettua analisi di controllo preventivo durante la valutazione, concessione ed erogazione delle agevolazioni. Infine, Invitalia supporta anche i Comandi territoriali nell’ambito di indagini puntuali su particolari beneficiari. Domenico Arcuri, Amministratore delegato Invitalia ha commentato: “Il proficuo utilizzo delle risorse pubbliche è tra le massime priorità del Governo e noi vogliamo contribuire a perseguire questo obiettivo. Collaboriamo attivamente con la Finanza da molti anni ormai per evitare dispersioni di risorse finanziarie e svolgere con sempre maggiore credibilità il nostro ruolo a sostegno dello sviluppo del paese”.

Redazione Stato Donna.it



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