Cinema

Magnifica presenza – F. Özpetek, 2012


Di:

Ferzan Ozpetek (fonte: schermiblog.blogspot.com)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Magnifica presenza
Nazione: Italia
Genere: commedia drammatica, fantastico

COME l’herpes, la fama di alcuni registi vive e si trasmette di bocca in bocca. E questo a prescindere da qualunque giudizio di valore.
La voce, la moda, il passaparola, la convinzione, spesso la necessità d’appartenenza ad un dire comune e ai gruppi che lo sostengono: ecco i veicoli maestri di un’epidemia che non sempre premia il genio, l’artigiano originale, l’innovatore, quanto chi sa vendersi o si ritrova, anche involontariamente, elevato a fenomeno sociale da un intricatissima convergenza di idee di massa.
Accade all’estero e accade anche in Italia.
“E’ nelle sale l’ultimo di Özpetek” (cit. da uno qualunque), fantastico in equilibrio tra commedia e dramma in cui un giovane pasticciere, preso in affitto un appartamento a Roma, vi trova degli insoliti inquilini, a lui solo visibili. Non potrà fare a meno di conviverci e conoscerli.

Magnifica presenza - Locandina

Si esce dalla sala con tante domande.
E’ davvero questo il cinema d’autore in Italia?
Sarebbero film come Magnifica presenza a dover convincere e indirizzare uno spettatore verso i prodotti nostrani rispetto al mainstream straniero, solo perché “noi siamo italiani e dobbiamo valorizzare il cinema italiano”? – come se dall’estero piovessero solo Transformers
Fortunatamente no.
Fortunatamente c’è Sorrentino, fortunatamente c’è Martone e c’è anche l’imperfetto Avati.
Ma fortunatamente c’è soprattutto chi non si unisce al coro della pseudocinefilia snob impellicciata da “pomeriggio al cinema” che bela compiaciuta e remissiva di un autore all’altro membro del branco per riconoscersi; o che cerca di trovare in una robetta misera come Magnifica presenza lo stesso valido autore de La finestra di fronte, magari dalla stessa disprezzato perché “c’è Raoul Bova“.
Qui no, non c’è Raoul Bova.
Qui abbiamo la brava Margherita Buy, il tanto bravo Giuseppe Fiorello e il sopravvalutato ma convincente Elio Germano; tuttavia il film non decolla, non lascia il segno e appare solo una trappola per chi ha il pregiudizio di vederci un artista dietro la macchina da presa.

Özpetek cerca di costruire una delicata favola fantastica con un delicato protagonista, a tratti surreale per deviazioni spiazzanti, ma il risultato è un collage di parti imperfette o incollate male. Quasi nulla è approfondito, dettagliato, emotivamente decorato, e ci si trova di fronte ad una storiella che sembra solo comunicarci quel che vorrebbe essere, la sua aspirazione verso il sogno, la malinconia, il dramma, riuscendoci a malapena in un finale che funziona per contrasto ([…]1).

Magnifica presenza - Compagnia teatrale Apollonio (fonte: solocine.it)

Infine l’omosessualità, questa ossessione che non frutta, non matura in un pensiero, in un racconto che parli al cuore e ci faccia conoscere la diversità, la renda meno lontana. Özpetek la propone sempre, insistentemente, anche quando non contestualizzata o addirittura stridente, rischiando di sortire persino una reattività al tema. E la ritroviamo nel vicino del protagonista, dall’impatto quasi azzerato in trama, in un anziano trans ospitato a casa del giovane pasticciere, senza senso di sceneggiatura, manco a dirlo in uno dei fantasmi e, per finire, nella breve e inutile parentesi della discesa sotterranea in un covo clandestino di trans capeggiati da un misterioso individuo onnisciente interpretato da Maurizio Coruzzi, in arte Platinette (sic!).
Ma che pasticcio è questo?

Quel che resta è un racconto non sgradevole, una giostra di bravi attori ben vestiti e una squisita colonna sonora.
Ma è poca cosa. Davvero poco anche per un dilettante.

Valutazione: 5/10
Spoiler: 7/10

AltreVisioni

Hostel: Part III, S. Spiegel (2011) – film inutile e sbagliato sotto ogni fronte, anche quello della gratuità gore * 1.5
Il papà di Giovanna, P. Avati (2008) – triste storia drammatica con un bravo Orlando, non completamente ricamata in sceneggiatura, psicologie e interpretazioni. Sottotono per poco * 6.5
La seconda notte di nozze, P. Avati (2005) – commedia drammatica irrisolta che non cattura nonostante il felice tocco di Avati ed un bravo Albanese * 5.5

In Stato d’osservazione

Romanzo di una strage, M. T. Giordana (2011) – dal regista de La meglio gioventù * 30mar



[…]1 i fantasmi che escono di casa e attraversano la città

Magnifica presenza – F. Özpetek, 2012 ultima modifica: 2012-03-25T15:34:19+00:00 da Alessandro Cellamare



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