25 luglio 2014 - Aggiornato alle

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Liberazione, GD: scandaloso comizio fascista di Santeramo

Liberazione, GD: scandaloso comizio fascista di Santeramo
25 aprile
23:41 2012
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Festa Liberazione, iscritti ANPI in piazza (fonte image: youfeed)

Foggia – APPELLO dei Giovani Democratici a onorare quotidianamente il 25 Aprile. “A sessantasette anni dalla Liberazione, vediamo minacciati i valori che hanno animato la lotta partigiana e che sono alla base della nostra Repubblica e della nostra Costituzione”. “La crisi economica, come era prevedibile e come era già successo nel 1929, ha precipitato fasce già deboli della popolazione in un ancora maggiore stato di indigenza che genera paura nel futuro, e la paura, come sempre, alimenta posizioni retrograde e reazionare, che spesso sfociano nell’ aperta xenofobia e nel razzismo (come abbiamo visto attraverso il preoccupante risultato ottenuto dal Fronte Nazionale in Francia)”.

“Inutile dire, come la stessa storia ha dimostrato in passato, che queste non sono che risposte di pancia a problemi molto più complessi, che affondano le loro radici nei problemi strutturali del capitalismo e nelle politiche economiche che abbiamo visto negli ultimi decenni”.”Non saranno la caccia all’immigrato, la scarsa mobilità sociale o politiche non favorevoli all’integrazione che faranno tornare a far crescere l’ Italia e l’Europa, ma solo un nuovo stato sociale ed un mercato del lavoro inclusivo che valorizzi giovani e lavoratori, permettendo quella crescita economica che come scrive oggi Panebianco sulle colonne del Corriere è il primo passo per sostenere la democrazia e non precipitare nel baratro dell’ antipolitica e dell’ individualismo egoistico”.

La convocazione a Cagliari di una manifestazione dell’estrema destra proprio nel giorno della Liberazione o di un comizio di Fascismo e Libertà (!!!) a Santeramo in colle (in seguito revocato: “per noi fascisti la data del 25 aprile rappresenta un giorno disonorevole, ipocrita e fazioso; perciò ci discostiamo da tutte le pseudo-manifestazioni che l’antifascismo ignorante – in tutti i sensi della parola – propone“, come detto dal candidato sindaco ventenne della lista Fascismo e libertà, ndR), così come le sempre più numerose aggressioni in tutta Italia ad opera di gruppi neofascisti e il diffondersi crescente di questi gruppi anche nella nostra città sono solo punte di iceberg di un malessere sociale diffuso che queste forze cavalcano offrendo false speranze. Occorre che le Istituzioni si facciano carico di reprimere certe vergognose iniziative, e che si dia corso a politiche riformiste che sappiano dare al paese democrazia e crescita economica, requisiti essenziali per una società antifascista”.

“Noi Giovani Democratici Foggia crediamo che solo una grande stagione riformista ad opera delle forze progressiste possa difendere la nostra Repubblica e far tornare a brillare i valori della Resistenza oggi in pericolo. Il 25 Aprile va difeso ed onorato ogni giorno“, come detto nella nota dai rappresentanti di GD di Foggia.


Redazione Stato@riproduzione riservata

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1 Commento

  1. Eugenio Gargiulo
    Eugenio Gargiulo maggio 19, 19:25

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo ( eucariota@tiscali.it)

    Commette il reato di “apologia del fascismo” chi fa il saluto romano , ma non chi urla “Viva il fascismo o il Duce”!

    Quali sono i presupposti concreti in forza dei quali si realizza la commissione del reato di “apologia del fascismo“?
    Il reato di “apologia del fascismo” è previsto dalla XII disposizione transitoria della nostra Costituzione che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista: si tratta di una legge del 1952, nota come “legge Scelba”. (Legge 23 giugno 1952 n. 645)

    Ma elogiare l’ideologia fascista o l’operato di Mussolini, urlando “Io sono fascista!” o palesando altrimenti ammirazione per il Ventennio rientra nel reato di apologia del fascismo?

    La Corte Costituzionale si pronunciò sulla questione con una sentenza del 1957, originata da più di un ricorso in cui si sollevava il dubbio di legittimità costituzionale della legge Scelba con riferimento alla libertà di manifestazione del pensiero (Art. 21 comma 1 Cost), stabilendo che l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una semplice difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. (in tal senso C. cost. sent. n. 1 del 26.01.1957.)

    Dunque, soltanto il tentativo di riorganizzare l’abolito partito fascista e di restaurare il regime del Ventennio può realizzare il reato di “apologia del fascismo”. A conforto di tale sentenza della Corte costituzionale è intervenuta poi una sentenza della Cassazione, precisando che la libertà di manifestare il proprio pensiero non trova limiti “ideologici” nella Costituzione, neppure quando la manifestazione abbia per oggetto il fascismo: ne consegue che, per costituire reato di l’apologia del fascismo , bisogna essere in presenza di in un’esaltazione tale da poter portare alla riorganizzazione del partito fascista. ( così Cass. sent. del 06.06.1977.)

    La stessa Suprema Corte, peraltro, in una sentenza del 2009 ha stabilito che il “saluto romano“, espressione gestuale ben nota, non è espressione della possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma un’istigazione all’odio razziale, vale a dire che istiga alla violenza, e ciò rientra nella previsione nel reato in questione previsto dalla legge Scelba. ( in tal senso Cass. Pen. Sez. VI sent. n. 24184 del 17.6.2009)

    In effetti, la libertà di manifestazione del pensiero non può sconfinare nell’istigazione alla discriminazione e alla violenza di tipo razzista: il saluto romano è proprio la caratteristica tipica di quel contesto storico in cui il gesto era espressione di appartenenza (al regime fascista), e non di pensiero, e che serviva a provocare anche adesione alle idee bastate sulla superiorità e sull’odio razziale.

    Si pone l’ulteriore problema, ha osservato la Corte, del contrasto con la successiva “legge Mancino” del 1993, che punisce tutte le condotte di discriminazione razziale, etnica e religiosa. (Legge 25 giugno 1993 n. 205)

    In conclusione possiamo affermare che la semplice esaltazione del fascismo in sé non è reato. Pur nel vigore della disposizione transitoria XII della nostra Costituzione attuata dalla legge Scelba del 1952, resta vietata in Italia la riorganizzazione del partito fascista o di qualsiasi partito che ne persegua i principi.

    Qualora infatti non si tratti di “rivitalizzare” tale partito prevale la libertà di manifestare il pensiero costituzionalmente tutelata, anche qualora si arrivasse al caso estremo di costituire movimenti sociali che perseguono scopi simili all’ex partito fascista: ciò viene riconosciuto lecito purché si rispetti il dettato costituzionale sulla libertà di associazione, che trova il solo limite nelle associazioni segrete e che perseguono fini politici mediante l’uso delle armi. (Art. 18 comma 2 Cost)
    Foggia, 19 maggio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo

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