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"A noi resteranno solo maggiori costi e puzze estive"

Attività inceneritore Marcegaglia, Cislaghi: “Quanti rifiuti ci porteremo?”

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Foggia. ”L’inceneritore ETA di Borgo Tressanti ha iniziato a funzionare, ancora pochi mesi, quanti ne servono per esaurire le discariche, e ci porteremo anche i nostri rifiuti, il 90% di indifferenziato che biostabilizziamo. Ci porteremo anche i rifiuti che trattiamo per la BAT? Probabilmente sì. Ci porteremo rifiuti dal resto della Puglia? Prchè no? E dal resto d’Italia? Un po’ di utili ai privati non si negano mai. Emergenza rifiuti per quasi tutta la provincia alle porte, indifferenza colpevole di Regione Puglia, inerzia di Provincia di Foggia, errori madornali di valutazione del Comune di Foggia. A noi resteranno solo maggiori costi e puzze estive, niente di niente a restituzione di quanto facciamo per il resto della Puglia. Complimenti ai nostri politici che siedono in Consiglio Regionale, complimenti a chi si fa fotografare con un bigliettino con su scritto “no puzza” ma poi si dimentica di cosa di far seguire i fatti, complimenti al nostro Sindaco che non ne ha indovinata una. Caro Presidente della Regione, caro Presidente della Provincia, quali controlli ambientali sono in essere per tutelare la nostra aria? Il nostro territorio? Le nostre acque? Se l’inceneritore non inquina provate a respirare i suoi fumi e poi vedremo come starete”. (A cura di Giorgio Cislaghi, Foggia 24.04.2016)



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Commenti


  • libero

    Se non importia da estero perche i tigiuti non li mandiamo in doetro da dove vencono cosi i nostri rigiuti sono molyo dimeno e le discariche basterebrro per altre 200 anni .per fare in modo che la gente partecips a una buona diferenziata le bolete devono essete ridote a zero perche gia si paga liva che ssrebe lo saltimento del prodoto che si aquista .tutti gli ingeneritori inquinano,e quele terreni sarano absntonati per inquinamento del sotosuolo e superficie intorno per un ragio di 10 kilometri come enichm .chi controlera cosa brucerano veramente!?


  • Benito

    carisimo pinochio


  • ilproletario

    All’epoca in cui mi battevo, con altri compaesani, per costruire anche a Manfredonia un impianto di compostaggio dei rifiuti, quasi trenta anni fa, si per l’esattezza 28 anni, girando per l’Italia del nord, ho visitato impianti e inceneritori che stavano vicino alle città o nei boschi frequentati per il pic-nic. A mia precisa domanda, i tecnici mi spiegarono che la diossina si era prodotta in un solo inceneritore, trenta anni prima di allora, solo perché gestito da dipendenti di un Ente pubblico, che avevano fatto scendere la temperatura del bruciatore sotto i 900 gradi centigradi. Da allora la tecnologia ha brevettato tanti di quei controlli automatici per cui è IMPOSSIBILE che tale incidente si ripeta. Naturalmente, gli ambientalisti battono sempre e solo su quel tasto, anche se andate su Google, trovate sempre quella spiegazione in malafede.


  • ilproletario

    La tecnologia di cui prima, è un sensore già presente in quasi tutte le nostre case, inventato nel secolo scorso, tra le due guerre, quello che permette lo spegnimento automatico del condizionatore d’aria o della caldaia a gas una volta raggiunta la programmata temperatura. Naturalmente, sugli inceneritori la cosa è applicata in maniera più grande e con più impegno..
    Sopra i 900 gradi, non si produce altro che vapore acqueo, cioè ossigeno e idrogeno combinati.

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