FoggiaManfredonia
Insegnante, membro del comitato per l’Unesco e del presidio di Libera, ha studiato la polis e i testi greci con quel taglio filologico che è spiccatamente classico

Rossella Bruno: la sfida del libro nel paese senza librerie (Cerignola) (II)

Paese senza librerie, dicevamo, paese di provincia in cui il cui l’evento, per farsi strada, ha sfruttato la scia della festa patronale nei primi tre anni facendo coincidere le date

Di:

Foggia. Più volte mi sono chiesta quali siano le specificità di un corso di studi, di un tipo di laurea in particolare. Cioè quali tracce uno sente di portarsi dentro nel tempo e come incidano sul lavoro che intraprendi. La domanda l’ho rivolta a Rossella Bruno, laureata come me in lettere antiche, cosa di cui ero all’oscuro prima di intervistarla. La conoscevo – anche perché quotidianamente aggiorna la pagina facebook del ‘Festival del libro, dell’editoria e del giornalismo’ che si celebra da 6 anni a Cerignola- come fondatrice di ‘Oltre Babele’, l’associazione che di questo si occupa prevalentemente.

La cultura del libro. Fra i più grandi centri della Capitanata (circa 60mila abitanti), Cerignola è priva di librerie, e continua ad esserlo tanto più oggi, ci spiega Rossella, che un libro ordinato sul web arriva in un giorno. “Se manca un rapporto diretto fra chi lo vende e chi lo acquista, se non si creano intorno ad esso eventi, mostre, è difficile venderlo. Il web ha ammazzato molti punti vendita, anche prestigiosi e con tradizione. Eppure noi abbiamo qui tanti appassionati lettori, i laboratori di lettura per i bambini che organizziamo sono sempre pieni ma nessuno che abbia colto il fermento creato avviando un’attività”. Il numero dei libri venduti dalla prima edizione della fiera alla sesta del 2015 è cresciuto da 15 a 980, il pubblico registrato l’anno scorso è di circa 2500 persone anche dal barese, particolare non scontato in una zona che di queste iniziative pullula.

Gli studi e le istituzioni. Insegnante, membro del comitato per l’Unesco e del presidio di Libera, ha studiato la polis e i testi greci con quel taglio filologico che è spiccatamente classico. “Noi con i nostri studi abbiamo una lettura diversa delle cose, un bagaglio di eredità subliminale che ti fa vedere quello che altri non vedono, ti senti una responsabilità, essere un po’ superficiale talvolta non guasta, in ogni caso l’impatto con la realtà ti fa tornare coi piedi per terra”. In quello che è diventato, nel tempo, un festival delle arti, ha ospitato professori dell’Università di Foggia che ha frequentato, molti dei quali sono baresi.

Organizzata anche una mostra su abiti e moda dell’antica Grecia: “Ho sempre mantenuto un contatto con l’università, quando studiavo ero fuori dal mondo, poi devi confrontarti con la realtà, con i concorsi, con la difficoltà di un territorio difficile in cui però l’entusiasmo negli anni è cresciuto. Mi fanno arrabbiare quelli che ci danno etichette politiche, questo sì. Vorrei avere un interlocutore in giunta, un assessore alla cultura con cui parlare…credo che sia difficile per un sindaco già pieno di lavoro tenere per sé anche questa delega”. Il posto di giunta in questione fu di Giuliana Colucci, ora è nelle mani del sindaco Franco Metta come lo fu del predecessore Giannatempo. Un destino segnato? “No aspettiamo, siamo fiduciosi. Sai, noi abbiamo scritto anche ad assessori regionali per avere udienza senza esito ma non molliamo, certo abbiamo sempre il patrocinio”.

Paese senza librerie, dicevamo, paese di provincia in cui il cui l’evento, per farsi strada, ha sfruttato la scia della festa patronale nei primi tre anni facendo coincidere le date: “Se inviti una casa editrice che non ti conosce magari nemmeno ti risponde o non viene e basta. Ubik, Patierno e altre importanti librerie della zona ci conoscono, sono in grado di totalizzare molte vendite e con questa percentuale paghiamo le spese di vitto e alloggio agli ospiti. Quest’anno il tema sarà incentrato particolarmente sulla legalità, un tema che stiamo affrontando nelle scuole. Da un po’ di anni alunni e docenti visitano la nostra fiera che da essere uno spazio della festa patronale si è ritagliato una sua autonomia”.

Il tentativo di “rete” fuori Cerignola. Si dice spesso “fare rete”, l’esortazione immancabile di ogni impegno che si rispetti per il territorio. Il festival dell’editoria ci ha provato insieme a ‘Mediterraneo e cultura’ di Lucera e ‘Questioni Meridionali’ di Foggia. “Siamo partiti bene, poi ognuno si è concentrato sulle proprie realtà con il principale problema di trovare le risorse per andare avanti. Ha sempre senso lavorare e se non ce la fai ti ridimensioni”. Come rappresentante del Club Unesco sta lavorando alla valorizzazione del Piano delle fosse- un unicum italiano, forse, nel novero degli antichi luoghi dove si depositava il grano- come monumento di pace: “Qui la Madonna incontra i suoi fedeli, qui avvennero scontri bracciantili fra lavoratori e caporali, le spighe sono simbolo di pace. Servono 5mila firme e al momento esistono intoppi burocratici ma questo riconoscimento lo meritiamo”.

Oltre Babele frequenta i quartieri più a rischio di Cerignola, fra microcriminalità ed un alto tasso di dispersione scolastica: “Nella parrocchia di san Domenico teniamo il doposcuola, per molti ragazzi quelle ore sono un’oasi nel deserto, l’unica”. Il libro preferito? “Il Piccolo Principe, sono un po’ romantica, lo so, ma ci insegna a rimanere ingenui e a guardare il mondo con freschezza”.

Fotogallery

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This