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Pubblicato nel 2006, riproposto nel 2016: le due vite di un libro di culto

Tra Bacon e Lynch, Giordano Tedoldi

Dieci anni dopo, il diamante nero ci riprova

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Foggia. “Io stesso ricordo, dieci anni fa, lo stupore e l’ammirazione che provai quando affrontai per la prima volta questi racconti così belli, moderni, scintillanti, inquietanti, pieni di fascino e mistero. Quel libro fu una sorta di diamante nero piovuto dallo spazio nel mondo dell’editoria italiana mentre si occupava d’altro”. Nicola Lagioia, Premio Strega 2015 e direttore della collana Nichel di minimum fax, non ha avuto dubbi: Io odio John Updike è un libro che non deve bruciare, meritevole di una seconda possibilità. Pubblicato per la prima volta da Fazi nel 2006, ripubblicato dieci anni dopo con l’aggiunta di un nuovo racconto in questa nuova edizione minimum fax, il libro di Giordano Tedoldi trova dunque una nuova vita e concede “ai lettori che lo mancarono dieci anni fa”, una seconda chance. Mercoledì 27 aprile, alle ore 19, il talentuoso scrittore romano (“autore di culto per un pubblico di happy few”, come scrive ancora Lagioia), presenta il suo Io odio John Updike alla Ubik di Foggia, conversando con il direttore artistico della libreria, Michele Trecca. Tutta la modernità di un’opera che, dieci anni dopo, guardandosi indietro, si accorge ancora di avere un grande e imprevedibile futuro alle spalle.

Io odio John Updike (Minimum fax, gennaio 2016; collana: Nichel; 289 pagine). Uscito per la prima volta nel 2006, Io odio John Updike è stato l’esordio di Giordano Tedoldi. Libro di culto, oscuro, inquietante, popolato di personaggi misteriosi, immerso in atmosfere noir, allucinate e quasi fantascientifiche, ha rivelato un autore unico: per qualcuno l’Italia letteraria aveva trovato il suo Francis Bacon, o il suo David Lynch. In una Roma illuminata solo da luci artificiali, due sconosciuti si sfidano ogni notte a bordo di una Ferrari e una Aston Martin. Uno scapolo anaffettivo innamorato della madre morente affida la gestione delle sue giornate a un computer di nome George. Un uomo insegue una meravigliosa mulatta incontrata a un corso di scrittura e una donna insegue un devastatore in camicia di lino con la speranza di farsi devastare a propria volta. Ecco alcuni dei personaggi che popolano le storie di questo libro. Questa nuova edizione è arricchita da un racconto inedito in cui la scrittura di Tedoldi – sempre sospesa tra durezza estrema e magnifiche rivelazioni – riluce più che mai. “Una voce propria e un’immensa sfacciataggine – ha scritto di lui Marco Lodoli – queste le qualità che uno scrittore che si presenta ai lettori deve avere, e Giordano Tedoldi le ha senz’altro”.

Giordano Tedoldi. Nato a Roma nel 1971, ha esordito nel 2006 con Io odio John Updike, all’epoca pubblicato dalla casa editrice Fazi. Nel 2013 ha pubblicato sempre per Fazi il romanzo I segnalati. Suoi racconti sono presenti in diverse antologie, come quella edita da minimum fax nel 2004, La qualità dell’aria, curata da Christian Raimo.



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