Cultura
C'era una volta uno sport bellissimo che coinvolgeva milioni di appassionati in tutto il mondo: il calcio

Una Fifa del diavolo – G. De Carolis e G.Piccardi, 2016

Nel libro “Una Fifa del diavolo”, instant-book pubblicato dal Corriere della Sera, si parla degli scandali che negli ultimi mesi hanno decapitato il calcio mondiale

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C’era una volta uno sport bellissimo che coinvolgeva milioni di appassionati in tutto il mondo: il calcio. Ad un certo punto il calcio ha smesso di essere uno sport e s’è trasformato in business, un settore che fa girare cifre da capogiro e muove interessi politici ed economici strategici. Allo stesso tempo attira le organizzazioni criminali, come abbiamo già visto con “Qualcuno truccò la partita del secolo” di Brett Forrest (sul sito si può leggere la recensione). Nel libro “Una Fifa del diavolo”, instant-book pubblicato dal Corriere della Sera, si parla degli scandali che negli ultimi mesi hanno decapitato il calcio mondiale.

UNA FIFA DEL DIAVOLO. “Potere, soldi, relazioni internazionali, business miliardari. Chi l’avrebbe detto che dietro le quinte della Fifa, la multinazionale del calcio con sede a Zurigo che ha appena eletto Gianni Infantino come nuovo presidente, si nascondessero tanti retroscena? Sembrava solo calcio e invece ecco la corruzione, le mazzette, gli arresti all’alba in riva al lago, l’irruzione sulla scena dell’Fbi e lo scontro politico tra superpotenze. Il pugno duro degli Usa mette kappaò l’epopea di Blatter e Platini, aprendo un nuovo corso alla Fifa e alla Uefa. Se l’avesse scritto Fëdor Dostoevskij, non sarebbe uscito un romanzo altrettanto epico e drammatico”.

ANALISI. Dopo una bellissima introduzione dello scrittore Fabio Genovesi, dal titolo “Lo sport è un’altra cosa”, si comincia con “Gianni l’italiano”, capitolo dedicato al nuovo presidente della Fifa, Gianni Infantino, svizzero di origini italiane. Poi si alternano capitoli scritti da Guido De Carolis e Gaia Piccardi (ad eccezione di uno, il secondo, di Mario Gerevini), che ricostruiscono gli eventi che hanno portato alla caduta dell’impero di Blatter. Leggiamo di come la corruzione fosse ben presente, all’interno dell’organizzazione che regge il calcio mondiale, già dai tempi del predecessore brasiliano Havelange. Tuttavia l’evento che ha scatenato la bufera giudiziaria è stata l’assegnazione, il 2 dicembre 2010, dei mondiali di calcio del 2018 alla Russia e quelli del 2022 al Qatar. Il peccato originale, questo, da cui è scaturita la reazione dei due principali sconfitti dalle assegnazioni, Inghilterra e soprattutto Stati Uniti. Le indagini, che hanno visto coinvolta in prima linea l’Fbi, hanno scoperchiato il vaso di Pandora della Fifa, soprattutto il diffuso ricorso alla compravendita di voti e quindi della corruzione in fase decisionale. L’instant-book “Una Fifa del diavolo” si legge quasi come un giallo dal ritmo serrato, seppur con qualche ripetizione di troppo e nonostante si conoscano già i colpevoli. Il senso di disgusto al termine della lettura è grande, e se si unisce all’eterno complottismo che fa da alibi ai fallimenti del calcio italiano, verrebbe voglia di abbandonare per sempre questo sport che del gioco originario non ha più niente. Ma dove trovare, oggi, un altro gioco che non sia altrettanto compromesso?

GLI AUTORI. Il libro è curato da Guido De Carolis, giornalista del Corriere di Bologna, responsabile Sport e Internet, e da Gaia Piccardi, giornalista del Corriere della Sera, con la collaborazione del collega Daniele Dallera. Il testo di “Una cassaforte inespugnabile” è di un altro giornalista del Corriere della Sera, Mario Gerevini.

Il giudizio di Carmine
A cura di Guido De Carolis e Gaia Piccardi
UNA FIFA DEL DIAVOLO
2016, Rcs
Valutazione: 3/5

(A cura di Carmine Totaro – Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata)



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