Manfredonia
A cura della dottoressa Vittoria Gentile

Se l’è cercata

"Lei deve venire in Italia. Farà la commessa, la modella, l'attrice, la babysitter. Ora sta sulla strada. Deve"

Di:

Lei se l’è cercata. Lei. Lei aveva la gonna corta, lei viaggiava da sola, lei studiava, lei aveva la scollatura, lei non può passare in quel vicolo. No. Lei è una donna, non può. Lei è in India, ha pochi anni e un bruto le fa qualcosa di terribile. Ma lei deve rimediare. Deve sposarlo. E sentirsi ancora più sporca. Lei è in Arabia. Deve andare a nozze con un uomo grande, grandissimo, sembra un gigante. E ne ha paura. Ma deve. Lei è a Roma, ha diciotto anni, vuol conoscere il mondo. Se lei viene violentata, massacrata, usata e calpestata lei non doveva andare. Lei è in Africa.

Lei deve venire in Italia. Farà la commessa, la modella, l’attrice, la babysitter. Ora sta sulla strada. Deve. Altrimenti sono botte. Altrimenti le si ritorceranno contro, si vendicheranno sui
suoi figli. Lei è ad Agrigento (o di Mantova, fate voi). Il marito la picchia, la umilia, le fa sanguinare anche l’anima. Lei deve rimanere. Altrimenti che donna sei che non sopporti qualche momento di rabbia di tuo marito? Lei deve. Lei è in Argentina. Le hanno detto che non può studiare, deve rimanere a casa, ha i fratelli da curare. Ma loro studiano tutti. Lei no. Lei deve rimanere a casa. Lei vive a Milano. Lei è stata violentata, ha denunciato. Era un tipo importante lui. Ma ora nessuno la saluta più. Nessuno le rivolge parola. Lei ha denunciato il suo capo, che l’ha violentata. E’ lei che s’è permessa di rimanere in studio la sera, per finire una pratica. .Ma non lo sa come va il mondo?

Lei è in Thailandia. Lei ha dodici anni. Lei deve portare il pane a casa e lo fa. Ogni giorno. Ogni turista è una fonte di soldi. Lei deve. Poi si sente sporca e si lava cento volte, ma vede i fratelli mangiare, la mamma malata afferrare il pane. Loro devono. Perché è lei che se l’è cercata, lei che ha viaggiato, che ha studiato, che ha perso. Ma davvero pensate che hanno perso? Forse sì. Ora.” (liberamente tratto dal blog occhi da orientale)

Se l’è cercata. A Roma, Milano, Calcutta, in Thailandia, in Africa. Paesi “civilizzati”, civilizzandi, incivili ai nostri occhi e agli occhi dei nostri modernissimi valori. Se l’è cercata; oggi, trent’anni fa, cent’anni fa… Domani?? Se l’è cercata; Non vi piace la minigonna? Gli abiti troppo succinti, il corpo esibito, mostrato senza fantasia, e nemmeno autoironia? Nemmeno a me piace questo codice espressivo, perché obbediamo fedeli a un immaginario maschile, sempre lo stesso da millenni, e lo facciamo pedissequamente e forse poca personalità .. Ma cosa c’entra questo con quello? La “colpa”mescolata e confusa con buongusto e cattivo gusto presunto? Se l’è cercata; e di nuovo ricadiamo, obbedienti, in una dittatura del pensiero divenuta ormai nostra (di donne), per cui “siamo colpevoli” necessariamente. Cherchez la femme! Non recita così un vecchio adagio sempre attuale? Dito puntato:è la minigonna, cosa credeva? Ha provocato per provocare. La “colpa” della vittima attenua sempre nell’immaginario collettivo le colpe, autentiche e volontarie, dell’aggressore. Anche nei civilissimi paesi occidentali, Italia compresa. Si sa, è un meccanismo vecchio come il mondo, inossidabile.

E quando l’aggressore, verbale, fisico, comportamentale è un connazionale, beh ..se l’è cercata anche un po’ lei via.. che rientra tardi la sera, da sola, dopo la serata con gli amici. Quando è un immigrato.. è il governo ad esserselo cercato, è ovvio. Un capro espiatorio che attenui la colpa o esacerbi i conflitti interetnici si trova si sempre si sa, è un gioco facile, di pancia, si fa velocemente e gratuitamente, senza sperpero di pensiero aggiunto, intendo. Se l’è cercata, lo impariamo già da bambine per tramandarlo, poi, più o meno inconsapevolmente, alle nostre bambine. Più siamo “colpevoli” per imprinting ultragenerazionale, più siamo domabili. Il peggio è che, attraverso i nostri stessi occhi giudicanti, partecipiamo al gioco del controllo.

(A cura della dottoressa Vittoria Gentile, Manfredonia luglio 2016)



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Commenti


  • antonella

    Bellissimo articolo, mille anni fa le prime forme di società arcaica, veneravano la donna vista come dispensatrice di vita e di prosperita, poi quando i saggi hanno capito che in verità la donna non genera da sola ma ha bisogno del contributo maschile, hanno smesso di venerarla
    ( rispettare), per dare origine al mito della potenza maschile che e’diventato sesso forte, mentre la donna e’ stata ridotta a essere il sesso debole, sottomessa e ridotta in schiavitù fisicamente, mentalmente,
    culturalmente, sporcata, accusata, denigrata, violentata, se non nel fisico, sicuramente nell’animo, nell’suo essere donna. Le donne sono colpevoli sicuramente,ma solo di avaver permesso
    Che tutto ció accadesse.


  • vittoria gentile

    Grazie Anto. Voglio solo ribadire che, non di rado, il “dito puntato” e “il gioco alla colpa” lo fanno le donne verso altre donne. Noi non siamo meglio a prescindere, ahimè.

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