Manfredonia

Energia da fonti rinnovabili, obbligo Autorizzazione paesaggistica (LXb)

Di:

Pannelli zona Eurospin (ST@archivio)

Manfredonia – LA realizzazione di opere dedicate alla produzione di energia elettrica alimentate da fonti rinnovabili necessita dell’autorizzazione paesaggistica e se un grande impianto viene frazionato in più parti non si può ricorrere alla procedura semplificata. Sono le conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione con la sentenza 26636/2013.

In linea con altre pronunce, la Cassazione ha affermato che gli interventi dedicati alla produzione di energia elettrica a fonti rinnovabili devono essere giudicati compatibili sia sotto l’aspetto ambientale sia sotto quello paesaggistico.

Ai sensi del Decreto Legislativo 387/2003, la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili sono soggetti all’Autorizzazione Unica.

La pronuncia che si pone nel solco già formato dalla stessa sezione della Suprema Corte ribadisce che gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili devono essere sottoposti a preventivo assenso paesaggistico anche se qualificati come opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti in applicazione dell’art. 12 D. Lgs. 387/2003. Inoltre che l’Autorizzazione Unica alla realizzazione delle citate opere è rilasciata sul presupposto del rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico e quindi, secondo la Corte, l’autorità competente in tali casi valuta anche gli aspetti dell’opera connessi alla conformità non solo edilizia ma anche paesaggistica.

Gli impianti di piccola taglia, fino a 1 MW, possono invece essere realizzati con la PAS, Procedura Abilitativa Semplificata, come previsto dal Decreto Legislativo 28/2011.

Nel caso preso in esame dalla Cassazione, l’impianto fotovoltaico era stato frazionato in tre parti, ciascuna da 1 MW, ma la realizzazione faceva capo ad un unico soggetto. Dal momento che mancava l’autorizzazione paesaggistica, la Corte ha quindi disposto il sequestro dell’impianto.

La sottrazione dell’impianto, il cui esercizio è anche esso soggetto ad autorizzazione (art. 12, comma 3 del D. Lgv n°387/2003), al controllo delle amministrazioni competenti ad accertare le sue compatibilità con l’assetto del territorio ed il rispetto delle altre condizioni previste dal comma 7 determina la protrazione della lesione dell’interesse protetto dalla norma e giustifica di per sé l’applicazione della misura cautelare, così concludeva la Sez. III della Cassazione con sentenza n°15988 del 8 aprile 2013.

Nel caso dell’impianto fotovoltaico installato in zona “Eurospin”, visto che dovrebbe far capo ad un unico soggetto, laddove risultasse frazionato in impianti sotto la soglia di 1 MW e privo dell’Autorizzazione Unica ci si potrebbe trovare nella stessa fattispecie della succita sentenza 26636/2013. Dove, tra l’altro, la valutazione dell’ipotetica compromissione del paesaggio e dell’ambiente in modo “continuato”, non si esaurirebbe solo con la realizzazione dell’impianto.

E’ solo un questione di stile.

(A cura di Carleo Santi Pinto)

(Fonti: edilportale.com; studiolegale24.it)



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Commenti


  • anonimomanf

    E vai, tutto quanto detto viene confermato anche dalal Cassazione, che se ho capito bene, sul caso di specie si configurerebbero degli abusi…. autorizzati dall’Ente Comunale, che a quanto pare non conosce le leggi dell’Ordinamento Italiano, e quindi, sempre se l’interpretazione è corretta non sa svolgere il proprio dovere , ma più in particolare non riesce a tutelare la cosa più semplice che un buon padre di famiglia dovrebbe fare… (familiari e propria abitazione) i suoi cittadini ed il suo territorio.
    Sempre nei limiti della soggettiva interpretazione… significa che siamo messi proprio male in quanto chi ci amministra classe burocratica comunale ed amministratori pubblici, non sanno svolgere il proprio ruolo. Dire altro… !!!!


  • portoilturismo

    Mi sembra che le notizie vengano riportate e adattate a proprio piacimento solo per trovare dei capri espiatori. Mi dispiace per carleo santi pinto, il quale, pue essendo un tecnico, dimostra di non aver approfonito l’argomento impianti eurispin.
    E’ vero che si tratta di 3 impianti ma la somma dei tre non raggiunge il megawatt.
    Non è una questione di stile.
    La disinformazione è una caduta di stile.


  • Redazione

    Ok la ringraziamo per l’intervento e giriamo l’appunto all’autore del testo; la responsabilità della pubblicazione spetta naturalmente alla direzione del giornale; grazie, Red.Stato – http://www.statoquotidiano.itsegreteria@statoquotidiano.it


  • nutellamortadellatagliatella

    io vedo gli storci


  • porto turistico senza barche

    come è diventata brutta manfredonia.


  • kati

    mia madre ha comperato una lavatrice.
    cosa centra ?
    nulla !
    come non centra nulla riportare una sentenza per impianti di potenya superiore ad un megawat (seppur frazionato)visto che anche un occhio inesperto si accorgerebbe che le pensiline di zona eurospin sono inferiori a 0,4 MW.
    la disinformazione e´ l`anima dei frequentatori dei bar e dei tuttologi che per scrivere e far pubblicare un articolo a proprio nome farebbero di tutto.
    appunto mia madre ha comperato una lavatrice.
    stato quotidiano pubblica un bellárticolo su questo bell´avvenimento.


  • Na dò

    I soliti che fanno finta di non capire scrivono commenti fuorvianti. Ha usato il CONDIZIONALE. Dando una informazione (la sentenza), si legge se “risultasse”…..insomma come deve arrivare il turismo da uno che si firma portoilturusmo e che non sa leggere un articolo così semplice?


  • Na dò

    E poi quali sarebbero i capri espiatori, visto che si sta cercando di fornire informazioni?


  • Uno di Voi

    I problemi sono tanti per questi pannelli.

    1. Fanno ombra sul marciapiede dalle 7.00 alle 10.30 della mattina. Quindi non sono ombreggianti: a tutto servono tranne che a fare ombra ai pedoni.

    2. sono tuttora sotto sequestro, ma durante il sequestro si sono fatti tutti gli allacciamenti. Chi ci dice che non funzionino?

    3. nonostante abbiano costruito in città una centrale elettrica da fonte rinnovabile i soldi ricavati vanno tutti all’impresa; al Comune solo 1000 euro all’anno!!

    4. L’ordinanza di sospensione dei lavori faceva riferimento a motivi igienico-sanitari, quindi presumo al non rispetto della fascia cimiteriale di 200 m., in cui vige l’inedificabilità assoluta.

    5. Gli alberi sradicati dovevano essere ripiantati di fianco a quelli tolti. Mi immagino che se li mettono ci troveremo alberi bonsai per non ombreggiare i pannelli.

    6. Perchè la vecchia amministrazione e la nuova hanno consentito a questa azienda uno scempio senza buon senso?

    —–


  • vigoli dino

    ..
    .
    .
    E adesso chi paga per lo smantellamento?
    Se questa amministrazione vuole rifarsi,intervenga contro la società s.r.l. per le spese di smantellamento.


  • giovangiuseppe

    Insomma,in conclusione,quella grande”schifezza d’arte”la toglieranno o no?E nel caso in cui,malauguratamente,non dovessero toglierla,perchè non dedicare la Piazza al sindaco che la fatta mettere?Un modo di dire:Quest’opera è opera(scusate il gioco di parole!)del Sindaco C….!E non è l’unica grande cacata fatta a Manfredonia!


  • michela

    io cambio sempre vestiti come una vera maniaca


  • Giovanni

    Forse a qualcuno sfugge un particolare, l’impresa oltre ad aver ottenuto tutte le autorizzazioni dal comune ha anche stipulato un contratto con il comune (credo di 25 anni)con delle penali molto pesanti per il comune stesso nel caso decida di rescindere il contratto, l’impianto è già funzionante e deve esserlo per forza proprio perchè tra l’azienda ed il comune c’è un contratto. State certi che se quell’impianto verrà smantellato verrà fatto a spese del comune cioè nostre.


  • Uno di Voi

    Bravo Giovanni!

    Tu si che ci capisci qualcosa, forse perchè sei un protagonista del capolavoro!

    Tu hai detto che l’impianto “è già funzionante” in base ad un contratto, altrimenti ci sarebbero delle penali.

    Ulteriori domande:

    7. Il dissequestro (o la revoca della sospensione dei lavori) quando è stato fatto?

    8. Con che atto?

    9. Se c’è l’atto, è stato pubblicato?

    10. Le transenne a che sono servite in questi 9 mesi?
    A creare problemi alla circolazione delle auto!

    Da quello che mi risulta e fino a prova contraria, le autorizzazioni del Comune erano illegittime (ecco perchè c’è stata la sospensione dei lavori), quindi non valide e non c’è stato nessun atto di dissequestro pubblicato.

    11. I lavori e gli allacciamenti possono essere fatti in un cantiere privato dove è prevista la sospensione dei lavori da parte dell’ente pubblico?

    12. Un impianto privato illegittimamente costruito (secondo l’atto pubblico di sospensione dei lavori) può regolarmente funzionare?

    13. Un impresa privata può incassare soldi da un suo impianto sequestrato da atto pubblico?

    14. Se sì, non credi che quel contratto pubblico-privato sia stato fatto “ad arte”, in modo preventivo?

    15. Il responsabile pubblico può pagare di persona per i suoi atti pubblici illegittimi, avvantaggiando così esclusivamente l’interesse privato, invece di accollare i costi delle sue “distrazioni” ai cittadini?

    Giovanni, non ti sembra che ci siano troppi (IPOTETICI) segnali di “fratellanza” tra pubblico e privato?


  • A

    Tante parole.Ma non vedete che stanno distruggendo la nostra città,costruendo qua e la quello che vogliono. questo perché chi comanda non sono i nostri amministratori ma i costruttori di Manfredonia.


  • Giovanni

    Per “uno di voi”:
    1) non centro nulla con quell’impianto sono un cittadino come te.
    2) tu confondi la sospensione dei lavori con il sequestro. Il cantiere non è mai stato sequestrato, sono stati solo sospesi i lavori in quanto dopo la protesta dei cittadini il comune si è voluto appigliare ad un cavillo (vedere se avevano l’autorizzazione sanitaria) per vedere se si poteva bloccare l’impianto cosa che puntualmente non sono riusciti a fare in quanto la società che ha realizzato è in una botte di ferro. Quindi le transenne servivano a delimitare il cantiere non ancora ultimato, infatti se ci fai caso ora è stato tutto asfaltato e hanno fatto le strisce bianche per i parcheggi.
    Sono d’accordo con te che chi ha sbagliato dovrebbe pagare ma purtroppo per noi siamo in Italia e se a sbagliare è un sindaco o una giunta comunale a pagare sono sempre i cittadini e comunque l’autorizzazione fu data dal comune quando era sindaco l’avv. Campo per questo l’attuale sindaco voleva metterci una pezza ma non vi è riuscito.

    Questa è la storia.

    Informati prima di sputare sentenze sulle persone.


  • A Manfredonia si prendono i salumi con le mani e senza guanti e pinzette

    Che schifo quei pannelli!!


  • Uno di Voi

    x Giovanni

    Bella storia la tua: un cantiere in cui sono sospesi i lavori e i lavori continuano a svolgersi tranquillamente con allacci, asfalto, strisce, messa in funzione dell’impianto ed incasso dei soldi, senza alcuna revoca della sospensione dei lavori.

    Tutto normale, non è vero?

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