CulturaManfredonia

Io e la festa della Madonna (1965)

Di:

Claudio Castriotta (st)

Manfredonia – NEL 1965 ascoltavo situazioni e storie, ironie, povertà e malattia di un tempo che a vederlo oggi sembra così distante. Si parlava della diffidenza dei centri del nord e della mal comprensione dello Stato, considerati sempre come una terra di seconda scelta, insomma noi del sud camminavamo ai margini dell’abbandono.

Intanto non riuscivano a spiegarsi e li vedevamo arrivare da ogni parte dell’Italia e dall’Estero nel mese di agosto. Gente facoltosa, grandi industriali i quali arrivavano quaggiù nella terra della polvere per la straordinaria bellezza del nostro luogo, unico nel suo genere; ammiravano le meraviglie del posto, Manfredonia era una cittadina pura come una limpida mattina che si svegliava sotto un sole d’estate.

L’amata terra era piena di odori puri forti della natura più vera, circondata come si usava dire in dialetto manfredoniano da “li piant d paradus”. Il vento più buono saliva fino alle cave che diffondevano anche in profondità le voragini bianche di nuvole di polvere. La ‘Festa Patronale’ si festeggiava sempre gli ultimi giorni di fine agosto fino al primo di settembre “Festa di Sant’Andrea”. Quasi tutti ci tenevano a fare bella figura, per sentire la coscienza e l’anima sollevata, insomma provare pace per quella immagine della Madonna Santissima Maria di Siponto, tenuta sull’altare con i suoi meravigliosi addobbi di rosso infiorata e dai tappeti che abbellivano l’altare in un clima davvero inspiegabile del religioso di fede.

Quando il popolo iniziava a prepararsi per la processione – con il vestito più nuovo, rispettato il voto fatto – alle ore 7.00 in punto sparavano i cannoni tra mare e cielo per l’apertura della festa.

Mentre dentro al canto del pomeriggio partiva la processione santa con il quadro della Madonna, si allungava la folla lungo la sera in un silenzio di preghiera. Non come adesso con musiche religiose che a volte si confondono con altre musiche. Diverse. Quante devote andavano senza scarpe, ma solamente con calze di nylon per tutto il tragitto che si allungava per le stradi della città. Le illuminazioni coloravano la sera fitta tra i singhiozzi di passione di culto mariano dell’amato cielo manfredoniano, che ogni anno confidanva sempre in una nuova condizione della propria terra.

(A cura di Claudio Castriotta – Redazione Stato@)

Io e la festa della Madonna (1965) ultima modifica: 2013-08-25T17:10:39+00:00 da Claudio Castriotta



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Commenti


  • carla rita sabatelli

    che bella e colorata descrizione ne ha fatto,direi anche tanto fotografica!Nel leggerla davanti ai miei occhi scorrono le immagini ed il mio cuore si gonfia di nostalgia e di Fede fino alla commozione quando rivedo il tanto amato “Quadro della madonna di Siponto”!I miei ricordi di bambina,di adolescente,di adulta ritornano alla mente,un po’ affievoliti dalla lontananza.Grazie per aver rinverdito i miei ricordi ed averne fatto un piacevole dipinto della nostra amatissima città.Grazie!


  • SIPONTA

    Altri tempi…..purtroppo.


  • carla rita sabatelli

    vorrei correggere ” Madonna di Siponto “!!! <3 che per una banale distrazione ho sbagliato a scrivere.Scusatemi.


  • Claudio

    Grazie di cuore Carla Rita,le tue parole mi hanno fatto commuovere.


  • GENNAIO

    Come,la Madonna da” Turca “è diventata “di Siponto”?Si vede che i ricordi di molti si stanno affievolendo!Altro che memoria storica!Avete letto l’articolo di don Leonardo?Bene,leggetelo,così che possa tornarvi la “memoria storica”,a voi ed ai tantissimi manfredoniani!


  • Redazione

    Ok, compreso ma terminiamo la polemica comprendendo il vostro doveroso appunto; grazie, Red.Stato


  • Respighi

    Ahime’ il solito fanatico di religione,che non ha nemmeno il coraggio firmarsi con nome ,purtroppo la vera rovina della religione punto e basta.


  • Respighi

    A proposito non mi importa nulla di sto don Leonardo non faccia pubblicita’ graduita,continuo a ripetere informatevi.


  • GENNAIO

    Visto che il”poeta cantastorie” ricostruisce le storie di Manfredonia,sarebbe opportuno citare le fonti delle sue “ricostruzioni storiche”,non per “andarle a copiare”ma per la “verità storica e non c—–!Un articolo Culturale Storico,deve contenere elementi storici provati,altrimenti sono storielle.Per esempio:La Strega di Manfredonia ,di Francesco Paolo Bozzelli,è un romanzo storico ,in una ambientazione storica di un fatto realmente accaduto.E’ un Romanzo.I quaderni della ex Azienda di Soggiorno e Turismo ed altri ancora,sono “ricostruzioni storiche”con tanto di elenco “bibliografico”,quindi non inventato,ma esposto,diversamente ed analiticamente,da un altro autore,in quanto le fonti a volte sono le stesse.Quando invece si “sparano”—-,purtroppo per chi si avvicina alla Storia della nostra città,le notizie del nostro Autore,(POTREBBERO essere,ndr) ingannevoli,per cui sarebbe opportuno che ,all’inizio di ogni suo articolo”storico”,faccia una bella precisazione:”Fatto inventato di sana pianta” ed amen!


  • Redazione

    Ok, con questa concludiamo, grazie, Red.Stato


  • Redazione

    Ok, terminiamo la polemica, Red.Stato


  • Legnasanta

    Se questo è un forum libero non bisogna pretendere di aver ragione a tutti i costi. Il poeta, il cantastorie o il saltinbanco godono della “licenza poetica”. Credo di non essermi posto la domanda se esiste differenza tra madonna di Manfredonia, Madonna di Siponto o Madonna Turca. Mi sembra che sia la stessa Madonna:
    1) La Madonna di Manfredonia è quella che veneriamo oggi dietro la processione;
    2) La Madonna di Siponto è la stessa che abbiamo portato da Siponto;
    2) La Madonna Turca la la stessa Madonna lignea che ha vomitato sulla barca dei turchi quando fu rapita.
    Questo ho inteso io leggendomi cenni di storia e vari scritti (compreso quelli del poeta Claudio Castriotta).
    Ora mangio il mio cachizzo perchè tutto il resto è poesia.
    Buona festa della Madonna


  • annalisa

    Non è ancora tempo di cachizzi o legnasanta(quando non è ancora maturo-sfatto!).E’ chiaro che le Madonne,con tutti i vari titoli è sempre la stessa e su questo,carissimo Legnasante,non ci piove.Il VERO problema è che l’autore dell’articolo e di tanti altri,li vuol far passare come “fatti o avvenimenti storici”,e qui,purtroppo,casca l’asino,portando migliaia di manfredoniani a pensare per esempio cheManfredonia sia stata fondate da Re Manfredi+Donia(la regina);oppure,come da te scritto che la Sipontina ,rapita(rubata)dai Turchi,abbia vomitato;ecc.ecc. .Quindi,il Sig.Castriotta può scrivere ciò che vuole,ma non può,come diceva il grande Totò,far passare i fischi per fiaschi o per applausi!Lui,gli scritti ,purtroppo,li propone come fatti realmente accaduti e ciò “non corrisponde al vero”.Non si può scrivere un fatto inesistente e poi passarlo per vero,ripeto,per vero!Non ho mai scriticato la satira,anche se a volte a convenienza,del suo ill.mo fratello ed esimio amico,Franco.E’ satira,è basta,con cose vere ed inventate,ma satira!La verità storica,non è storiella!Quando non ci sono “documenti”,molti autori seri,specificano”con termini,quale:si pensa;si suppone;si dice,ecc.ecc.,quando i fatti sono lontanissimi!Quando sono vicini,ci sono documenti storici,quali scritti ed immagini,per cui non posso dire che Tizio o Caio e dire cose non vere.Fino a prova contraria,lo dico sempre,quando si denuncia o si processa una persona,una base “vera”c’è sempre,e se c’è un equivoco,lo si chiarisce,come tanti processi hanno dimostrato:Non voglio processare nessuno,ne tanto meno il Sig.Castriotta,ma gli chiedo di essere più obiettivo e più informato nelle sue”ricostruzioni storiche”!Stop!Saluti e buona festa a tutti!


  • Redazione

    Ok, messaggio ponderato e da accogliere, nel rispetto di tutte le parti interessate: autore e lettori; ciao, grazie, Red.Stato

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