ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Franco Rinaldi

Manfredonia, gli apparatori durante la festa patronale

"Ringrazio l’amico Matteo Piemontese per la concessione di alcune foto del suo archivio inserite nel presente articolo"

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Manfredonia. Nell’800 l’addobbo “l’apparazzjone” dove veniva posto il Sacro Quadro della Madonna di Siponto in Cattedrale alla venerazione dei fedeli, avveniva già dal 22 agosto, allorquando in occasione della Festa Patronale, la Sacra Icona veniva trasferita “ce iove a pigghjè a Madònne a Sepònde” dall’antica chiesa di Siponto alla Cattedrale di Manfredonia, per il sacro rito della Novena “a Nuveje alla Madònne Sepònde”.

Il giorno prima della Festa Patronale, l’apparatore provvedeva ad arricchire il baldacchino e il trono dove era posto il Sacro Quadro della Madonna di Siponto con tentaggi e frange di pregio. Mentre la mattina del 31 agosto, giorno della solenne processione, venivano posti lateralmente alla Sacra Icona i simulacri di San Lorenzo Maiorano, di San Filippo Neri (vestiti con antichi paramenti) e di San Michele Arcangelo.

Da documenti dell’’800, dell’archivio storico del Comune di Manfredonia relativi alla Sagra in onore della Madonna di Siponto, si rileva che in occasione della Festa Patronale venivano invitati, ospitati e retribuiti dalla Deputazione Festa, arredatori di altari e cappelle molto bravi che provenivano da Foggia e da Napoli. Nel secolo scorso, fino agli anni 1919-1920, l’addobbo interno della Cattedrale in occasione della Festa Patronale veniva realizzato dall’artista napoletano Vincenzo Tene. Negli anni ’20, invece, da un allestitore di altari di S.Marco in Lamis, un certo Giovanni Apollonio. Negli anni ’30-‘40, l’industriale Domenico Rosa e il proprietario del mulino-pastificio Vincenzo D’Onofrio, entrambi molto devoti alla Madonna di Siponto, in occasione della Festa, a loro spese facevano venire da Foggia e da Lucera esperti approntatori di altari di chiese.

Nel dopoguerra, fino al 1961, la costruzione dell’impalcatura arricchita con drappi “l’apparazzjone” in cattedrale durante la Festa Patronale veniva effettuata dal sagrestano della chiesa Matteo Caratù coadiuvato da apparatori di S.Severo e di Lucera. Dal 1962 al 1992, il nuovo sagrestano della chiesa Madre, Matteo Piemontese insieme al figlio Giuseppe provvedevano a predisporre il trono per il Sacro Quadro della Madonna di Siponto in occasione della Festa Patronale, con la collaborazione di Domenico Palmieri e in alcune Feste con l’ausilio di arredatori forestieri. Dopo la morte di Matteo Piemontese, il figlio Giuseppe ha continuato fino al 1995 ad espletare il lavoro di sacrestano della chiesa Madre e quello dell’allestimento artistico della cappella dove veniva posta l’Icona della Madonna nel corso della Festa, sempre con la collaborazione di Palmieri; quest’ultimo grande devoto della Madonna di Siponto, accompagna da oltre sessant’anni il Sacro Quadro durante la solenne processione del 31 agosto. Nei primi anni, il sacrestano Giuseppe Piemontese, non essendo ancora tanto esperto, si faceva aiutare nella costruzione e nell’addobbo del baldacchino e del trono per la Sacra Icona da Gaetano (Tanine) Lauriola; questi sagrestano della chiesa di S.Matteo, organista e bravo cantore, era esperto allestitore di ornamentii di altari e sepolcri nelle chiese e in quelli costruiti in casa. Va evidenziato che Angelo Piemontese, figlio di Giuseppe, che già collaborava da piccola età in Cattedrale, dal 1995 lo ha sostituito nel lavoro di sacrestano nel Duomo.

Negli anni ’60, fino al tempo del compianto arcivescovo Mons. Andrea Cesarano, il giorno della processione, era tradizione in cattedrale collocare le sacre statue di San Lorenzo Maiorano e San Filippo Neri a fianco al Sacro Quadro della Madonna. In alcune occasioni, sempre in Cattedrale, veniva posta durante la Festa alla venerazione dei fedeli anche la Statua di S. Michele Arcangelo. Le tre Sacre Statue, il 31 agosto, venivano portate in processione “assevene ‘npreggessjone”, e precedevano nel corso del rito religioso la Sacra Icona della Madonna di Siponto.

Agli inizi degli anni ’70 l’Arc. Mons. Valentino Vailati per ragioni di sicurezza fece trasferire definitivamente l’antica Effige della Madonna di Siponto e la Sacra Statua Lignea detta La Sipontina dalla chiesa di Siponto al duomo di Manfredonia. Nel 2000 l’Arcivescovo Mons. Vincenzo D’Addario, viste le precarie condizioni del Sacro Quadro della Madonna (nonostante i restauri eseguiti nel 1964 e nel 1982 dal prof. Aronne Del Vecchio) dovute ai traballamenti e sobbalzi a cui la bellissima Icona Bizantina era soggetta durante le processioni e che stavano determinando lo sfarinamento del prezioso dipinto, decise di non fare uscire il Quadro durante la solenne processione del 31 agosto. L’antica Effige della Madonna, infatti, venne sostituita con una copia realizzata dal grande ceramista e pittore sipontino Aronne Del Vecchio, portata tuttora in processione. La stupenda Icona della Madonna di Siponto, dopo l’ultimo restauro, fatto eseguire nel 2010 dal nuovo brillante Arcivescovo della nostra Arcidiocesi Mons. Michele Castoro, grazie alla sponsorizzazione della BCC (Banca Credito Cooperativo) di San Giovanni Rotondo, che ha finanziato tra l’altro anche il restauro della pregevole Sacra Statua della Sipontina, trova definitiva collocazione nella cappella sita di fronte l’ingresso di Piazza Papa Giovanni XXIII, un tempo cappella del Santissimo.

Va altresì detto che il termine dialettale “apparazzjone” è riferito in loco anche all’allestimento delle luminarie installate in occasione della Festa Patronale in piazza Papa Giovanni XXIII, già piazza Duomo e denominata dal popolino –Larj’a Cchisa granne (Largo della Chiesa Madre) e nelle vie principali di Manfredonia, corso Manfredi e corso Roma, un tempo rispettivamente denominate: “Strada della Piazza e via San Matteo”.

Ringrazio l’amico Matteo Piemontese per la concessione di alcune foto del suo archivio inserite nel presente articolo.

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FOTO DELLA FESTA PATRONALE



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Commenti


  • UN FEDELE DEVOTO

    FORSE INVOLONTARIAMENTE E’ STATO OMESSO UN PASSAGGI. E’ VERO CHE ANGELO PIEMONTESE NEGLI ANNI 90″ SOTTO LA GESTIONE PARROCCHIALE DEL COMPIANTO REV. DON MARIO CARMONE E’ SUBENTRATO A PIENO TITOLO COME SACRISTA AL PADRE GIUSEPPE,MA FU’ PROPRIO DON MARIO CARMONE AD AFFIDARE AD ALTRE PERSONE CHE FINO A OGGI ANCHE SOTTO LA GESTIONE PARROCCHIALE DEL REV. DON FERNANDO PICCOLI, ALLESTISCONO IL PALCO ESPOSITIVO, SEMPRE COADIUVATE DA ANGELO PIEMONTESE, NELLE VARIE LOCATION DOVE NEGLI ULTIMI ANNI E’ STATA ESPOSTA L’ICONA DELLA SS. MADONNA DI SIPONTO, ALLE SPALLE DELL’ALTARE MAGGIORE, SUL PRESBITERIO ACCANTO L’ALTARE MAGGIORE, NELLA SEDE ATTUALE ECC. ECC.

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