Stato prima
Secondo l' ultimo bilancio diffuso dal Dipartimento della Protezione Civile

Terremoto, bilancio sale a 247 morti

Alle 5:17 nuova scossa di magnitudo 4.5, chiaramente avvertita in Marche e Lazio

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Terremoto centro Italia, sale il numero delle vittime: Le attività di ricerca sono proseguite nel corso di tutta la notte e proseguono tuttora. Il tragico bilancio, comunicato dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno, si è aggravato: 190 sono i morti in provincia di Rieti, 57 quelli in provincia di Ascoli Piceno.

SISMA: IL CFS PUGLIA PER PRIMO INVIA RINFORZI – GIA’ SUL POSTO 23 FORESTALI PUGLIESI

Il Comando Regionale CFS Puglia è stato il primo ad inviare i suoi uomini sui luoghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma, già nel pomeriggio di ieri, 24 agosto. Sono subito partiti da Bari 23 forestali che, già dalle prime ore di stamane, stanno operando ad Amatrice, nella provincia reatina, cuore della zona interessata dal sisma.

L’attività è quella di supporto alle operazioni di protezione civile, in collaborazione con le altre forze dell’ordine. In particolare, il contingente del CFS Puglia sta operando tra le macerie, scavando anche a mani nude, con la finalità di estrarre persone ancora vive. E’ già pronto dalla Puglia un altro contingente di 25 unità che darà il cambio al primo; è stato predisposto anche un gruppo di forestali pronto a succedere a quest’ultimo, come terzo turno, nell’attività operativa. Di seguito, il Comando Regionale CFS Puglia invierà altri contingenti di uomini, finché non cesseranno le esigenze di soccorso e supporto ai luoghi e alla gente coinvolti nel sisma.

Il Comandante Regionale, dott. Giuseppe Silletti, dichiara: “Ci sentiamo vicini alle popolazioni colpite e siamo partecipi al dolore di tutta la gente, con l’auspicio che, anche grazie al nostro supporto, il numero delle vittime non aumenti”.

Sisma Centro Italia, proseguono gli interventi di Anas per garantire la transitabilità sulle strade statali nelle aree colpite

. Anas prosegue senza sosta le operazioni per garantire la transitabilità delle strade statali nelle aree colpite dal sisma, in stretto coordinamento con il Dipartimento di Protezione Civile. Al momento sono impegnati circa 100 tra cantonieri, tecnici, personale delle sale operative e di coordinamento, con oltre 40 mezzi tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Personale e mezzi operativi dei Compartimenti Anas dell’Aquila e di Roma sono inoltre direttamente impiegati in ausilio alle attività di soccorso e Protezione Civile ad Amatrice, sotto la direzione del Centro di Coordinamento.

In provincia di Rieti, sulla strada statale 4 “Via Salaria” la circolazione è consentita ad autovetture e veicoli leggeri, mentre resta vietato il transito ai mezzi pesanti tra Antrodoco e Arquata del Tronto, esclusi mezzi di soccorso e trasporto pubblico. Si raccomanda in ogni caso di non percorrere la strada se non strettamente necessario, al fine di agevolare il transito dei mezzi di soccorso da e verso Amatrice. I viadotti sono costantemente monitorati e presidiati 24 ore su 24 dal personale Anas, che nelle ultime ore ha anche scortato e assistito il passaggio dei convogli dei mezzi di soccorso diretti ad Amatrice ed ha messo a disposizione della Protezione Civile un magazzino in località Torrita che sarà usato come centro di stoccaggio per i beni di prima necessità.

Resta ancora chiusa la strada statale 685 “delle Tre Valli Umbre” nel tratto compreso tra il bivio per Castelluccio di Norcia (PG) e Arquata del Tronto (AP) a causa dei danni causati dal sisma in vari punti dell’infrastruttura. Sul versante umbro la stessa strada è chiusa tra Serravalle e Borgo Cerreto (PG) per i danni riscontrati in una galleria paramassi. I tecnici Anas hanno completato i rilievi tecnici ed attivato le procedure di somma urgenza per l’esecuzione immediata dei lavori di ripristino.

In Abruzzo, la strada statale 260 “Picente” è transitabile fino al confine con il tratto laziale (gestito da Astral), dove permane il divieto di transito ai mezzi pesanti.



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  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA
    Profondo cordoglio per le vittime del sisma e vicinanza alle famiglie colpite.
    Hermes Academy Onlus e Arcigay Taranto invitano a donare il sangue

    “Si scava fra le macerie, nel silenzio, in quel silenzio da me spesso bistrattato e combattuto quando sinonimo di omertà, che qui rappresenta unica speranza per le flebili voci di chi chiede aiuto, sepolto vivo da tonnellate di mattoni, altro materiale edile, arredi ed effetti personali divenuti polvere. Migliaia gli sfollati, che, oltre ad aver perso ogni cosa, devono affrontare, nelle tendopoli allestite in queste ore, temperature notturne che, seppur in agosto, ruotano attorno alla media di 10° gradi”.
    Hermes Academy Onlus ed Arcigay Taranto esprimono la propria vicinanza alle comunità colpite dal sisma della scorsa notte e profondo cordoglio per le vittime.
    “Assieme al Presidente e al Segretario Nazionali Flavio Romani e Gabriele Piazzoni e ai componenti della Segreteria, ci stringiamo attorno agli attivisti dei comitati territoriali Arcigay di Roma, Perugia, L’Aquila, Pescara, Chieti e Pesaro Urbino, amici ancor prima che colleghi, che dalle prime ore del mattino ci tengono aggiornati sulla situazione dei volontari, delle volontarie e delle famiglie residenti nelle zone”. Omphalos ci informa che a Perugia non si registrano danni significativi, mentre a Norcia alcuni soci hanno subito danni alle proprie abitazioni. Margo Regoli dall’Abruzzo ci scrive: “Per Chieti e Pescara fino ad ora tutto ok, solo tanta paura e il riaffiorare di brutti ricordi del 2009. I soci che ho sentito non hanno avuto problemi particolari.” Jacopo Cesari precisa: “Nelle Marche la situazione è diversa da provincia a provincia, ad Ascoli i morti sembrano essere dieci, danni in provincia di Ancona e Macerata, a Pesaro solamente paura e confusione.”
    La grande forza di Arcigay risiede nella presenza capillare sul territorio nazionale e sull’opera costante e quotidiana.
    “Ci auguriamo che tragedie come questa canalizzi l’attenzione sulla differenza sostanziale tra le strutture antiche, che resistono, e gli edifici eretti nello scorso secolo, con speculazioni edilizie ai limiti della legalità.
    Condividiamo la riflessione dell’architetto Ottavia Voza, componente della segreteria nazionale per le politiche trans e presidente di Arcigay Salerno: “Io non ho paura dei terremoti, che sono il respiro della terra, né della incapacità dell’uomo di costruire risposte adeguate, perché disponiamo di buone normative antisismiche, che però sono sistematicamente inapplicate in modo organico. Questo aumenta la rabbia. Perché in questi casi si pensa sempre all’ineluttabilità degli effetti di eventi di questo tipo. Invece molte di quelle vittime potrebbero essere evitate”..
    Hermes Academy e la cellula provinciale Arcigay invitano soci e simpatizzanti alla donazione di sangue, presso le strutture più limitrofe (per la Provincia di Taranto: SS. Annunziata nel capoluogo e centri ospedalieri di Castellaneta, Manduria, Martina Franca; il coordinamento è a cura della rete nazionale Avis, le sacche verranno trasportate dai servizi pubblici), e di beni di prima necessità, mediante le locali Protezioni Civili.
    “Il cuore dell’Italia è stato trafitto: è nostro dovere operare per il perseguimento, in via esclusiva, di scopi di solidarietà sociale. Non restiamo inermi! Condividiamo il nostro amore per la vita e condividiamo il pieno del nostro esistere e resistere, nel segno della resilienza” conclude Luigi Pignatelli.

    Ufficio Stampa Associazione Culturale Hermes Academy Onlus e Arcigay Taranto


  • Redazione

    La terra trema ancora in Italia, ma non abbiamo imparato nessuna lezione

    Un sisma di magnitudo 6.0, pari a quello che nel 2009 devastò la città dell’Aquila, ha colpito un’area assai vasta compresa tra Lazio, Marche ed Umbria, provocando danni ingenti alle abitazioni e, purtroppo, alle persone. Sembra che in particolare un intero paese, Amatrice, sia stato raso al suolo e si scava sotto le macerie per recuperare le vittime e salvare i superstiti. Questa ennesima calamità “naturale” conferma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che il territorio appenninico dell’Italia centro-meridionale denota un elevatissimo rischio di sismicità, pari ai livelli del Giappone, giusto per intenderci. La frequenza e la pericolosità dei fenomeni tellurici che si verificano, forniscono la prova più tangibile ed inequivocabile. Per cui occorre un grado di preparazione tecnologica, di educazione preventiva civile (a cominciare dalle istituzioni scolastiche), di politica seria in chiave antisismica, che evidentemente non è stato ancora raggiunto nel nostro Paese, malgrado le disastrose esperienze del passato. Sarebbe l’ora di attrezzarsi in modo adeguato, come avviene da tempo in Giappone. In Italia non si è appreso nessun insegnamento dalla storia. Ora è il momento del dolore, della rabbia, della solidarietà morale e materiale, ma dovrà pur venire il momento dell’assunzione di responsabilità e di scelte politiche serie.

    Lucio Garofalo

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