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Un sogno atteso anche da Stefano, anch’egli ex della tifoseria organizzata

Foggia in B. Al debutto con gli animi dei tifosi

Testimonianze di chi vive il calcio, quello di un Foggia ritornato in serie B dopo tanta sofferenza e migrazioni in serie più inferiori


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Foggia, venerdì 25 agosto 2017. «Finalmente una serie degna della nostra città, del nostro stadio, della tifoseria. Erano 19 anni che attendevo questo momento. Allora avevo appena 13 anni già andavo allo stadio. Era diverso da oggi e credo che lo sarà per sempre, perché anche sugli spalti c’è divisione. L’importante che quando gioca il Foggia tutti siamo allo stadio». Queste sono le parole di un tifoso, un tempo di quella tifoseria organizzata, che oggi segue il Foggia Calcio, come nel capoluogo dauno sono abituati a chiamare, in sottotribuna. Una scelta voluta dopo la sua uscita, da un gruppo che ogni qual volta i Satanelli scendevano in campo, dalla Curva Sud. Una curva storica, come del resto quella Nord e dei gruppi presenti in gradinata, che da sempre tifano i rossoneri.

Quel tifo sfegatato, che va oltre ogni amore, che fa piangere e soffrire. Oggi Luciano, l’ex tifoso organizzato, ha voluto accogliere il nostro invito a far conoscere come sta vivendo il pre-partita del debutto del Foggia, neo promossa, nella serie cadetta. Domenica 27 p.v. i satanelli di Mister Stroppa affronteranno quelli del sempre amato Zdenek Zeman. Un debutto importante, tra due, anzi tre amori condivisi: Zeman, Franco Mancini, il calcio. «Sono ottimista. Domenica il Foggia vincerà non perché potremmo essere anche più forti, ma per l’entusiasmo che caricherà a mille i nostri beniamini rossoneri. Vedrò la partita con mio figlio di appena 5 anni e gli racconterò chi era Zeman, cosa ha fatto e come ci ha portati in paradiso con Zemanlandia. Gli dirò chi era per noi e per il calcio Franco Mancini, perché lui deve sapere e conoscere la nostra storia calcistica. Ma a mio figlio gli dirò anche che ora sono ricordi, belli, ma solo ricordi e che allo stadio conta solo il Foggia. Sono settimane che ci penso e più lo faccio e più rivedo la mia fanciullezza, di quel Foggia in A e poi in B, quando per entrare allo stadio, all’ingresso, prendevo la mano di un signore e dicevo che ero suo figlio “Capo posso entrare con te? Dai, di che so’ figghie a te, tand iss nu sape”. Oggi non lo si fa più, e non lo si può fare. Ma erano tempi belli, spensierati, dove anche chi controllava l’ingresso lo sapeva e faceva finta del contrario».

Come detto domenica 27 agosto 2017, allo stadio Adriatico Giovanni Cornacchia, in occasione della gara Pescara-Foggia, valevole come gara d’esordio del Campionato di Serie B, le due società, Delfino Pescara 1936 e Foggia Calcio 1920, scenderanno in campo per la prima partita della serie B del campionato di calcio 2017/2018. Nell’occasione renderanno omaggio alla memoria di Franco Mancini, storico portiere del Foggia e allenatore dei portieri a Pescara. Sarà un importante appuntamento celebrativo, con il consenso della Lega di Serie B, dove i capitani di entrambe le formazioni entreranno in campo indossando due maglie celebrative consegnate dai tecnici Zdenek Zeman e Giovannino Stroppa, per poi donarle a Francesco Pio Mancini, figlio del compianto papà Franco. Il Foggia dopo anni di “inferno in C” dovrebbe mettercela tutta per far bella figura, non disattendendo le aspettative di una piazza che lo vede già tra le prime. Il Pescara, invece, è favorita sia perché da retrocessa dovrebbe avere un organico più “abituato” al calcio superiore, sia perché parte in casa. Tuttavia, secondo gli esperti, i padroni di casa non avrebbero quell’organico che conferirebbe loro la leadership. Staremo a vedere, sognando…

Un sogno atteso anche da Stefano, anch’egli ex della tifoseria organizzata. «Non vedo l’ora di vedere il Foggia tra le grandi. Domenica sarà una gara dura. Da tifoso dico che vinceremo, ma da uomo che segue il calcio fin da quando ero in fasce dico che il Pescara sarà insidiosissimo. Ha Zeman e con lui ogni partita è un rebus. Il Foggia lo vedo appena pronto. Per me manca l’attacco, quello da sfondamento, quello che segna, quello che preoccupa l’avversario. Ha un centrocampo forte e una difesa da sistemare. Ma se non segni e ti difendi bene, non vinci».
«Non sto nella pelle. Non ho mai visto il Foggia in serie B e anche per me è un debutto. Quando il Foggia è stato promosso ho pianto. Eppure sono grosso e rispettato dai miei colleghi della ciurma. Sto sognando a occhi aperti per due goal a Pescara. Non m’interessa chi li farà, spero Mazzeo, ma basta che li facciano. E poi tutti a casa a festeggiarli al ritorno». È Micky a dircelo, “sfegatato” di una delle tifoserie organizzate.

Tuttavia c’è anche chi andrà a Pescara per non mancare al debutto, quello che poi dirà “C’ero anche io” ma che non ha quell’interesse estremo di tifare in ogni momento. Luca, 35enne, impegnato e con un lavoro ben remunerato. Lui va in tribuna e segue il Foggia, lo tifa stringendo mani da poltrona in poltrona. «Mi piace il calcio, sono di Foggia e tifo Foggia. Ma non sono sfegatato anche perché con il mio abbonamento pay tv seguo la serie A. Mi piace stare in tribuna, incontro amici e parlo con loro mentre seguo la partita. Insomma, trascorro due ore in buona compagnia. Per me questo è andare allo stadio, che piaccia o meno ad altri».

L’opposto contrario è invece Tommy «Ho fatto la fila per ore per il biglietto per Pescara. Mi sono preso un giorno di ferie dal lavoro e non m’interessa se ci ho rimesso, ma il Foggia è il Foggia, “è nu squadron..”. Non vedo l’ora di gridare goool e sfogarmi sugli spalti. Per tutta questa estate ho atteso domenica. Peccato che iniziamo fuori casa. Forse il destino ha voluto metterci alla prova: fuori casa, contro Zeman che adoro, dove stava il mitico porterione “Manchiguita”, come chiamavamo Franco Mancini durante Zemanlandia. Teng… scusa… ho 45 anni e i ricordi mi ritornano. Ma oggi conta solo il Foggia che c’è. Ed è sempre così ogni anno. Forza Foggia».

Testimonianze di chi vive il calcio, quello di un Foggia ritornato in serie B dopo tanta sofferenza e migrazioni in serie più inferiori. Sembrava che in questi anni non ce la poteva fare più, ed invece ora è in B. Domenica s’incomincia e si spera che sarà un inizio senza ritorno, dove il biglietto di andata dev’essere obliterato per la sosta in B, sperando di rinnovarlo per la massima serie.

(A cura di Nico Baratta, Foggia 25.08.2017)

Foggia in B. Al debutto con gli animi dei tifosi ultima modifica: 2017-08-25T18:44:08+00:00 da Nico Baratta



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