Manfredonia
A cura di Donato e degli Altri

Manfredonia. #inCoro-Teatro Diffuso _Diario di bordo. PUNTATA 0

Di:

MANFREDONIA. PERIFERIA. IERI SERA.

Sono più o meno le nove di sera quando esco dal teatro. Stasera chiudo io, perciò l’uscita è dal retro, dal cancello di carico e scarico su cui affacciano le aule della scuola Perotto.

Serro l’ultimo lucchetto e due signore sedute davanti alla porta della loro casa mi fanno un cenno, indicano dei ragazzini lì nella piazzetta e mi dicono che scavalcano il cancello del teatro e che spesso si mettono a giocare a pallone nel cortile.
Vado verso di loro e si allontanano, li chiamo e si rintanano ognuno nel suo cellulare senza alzare lo sguardo.
“Ragazzi sto parlando con voi”. Alzano per un attimo la testa e si aspettano di sentire quello che io adulta dovrei dire: che è pericoloso scavalcare il cancello.
Ma hanno facce sveglie e sono certa che lo sanno già, e non escludo che sia questo a spingerli a farlo.

Allora dico: “Domani, se non avete impegni, noi cominciamo un laboratorio gratuito in teatro. Solo che si entra davanti, dall’ingresso principale e il cancello lo trovate già aperto”

Al più piccolo scappa detto “io ci voglio andare!”
Il più grande chiede “di che si tratta?”
Io rispondo “facciamo la canzone dei felici pochi e degli infelici molti”
E lui “ E chi sono?”
E io “Lo scopriamo domani”
E il più piccolo “io ci voglio venire!”
E quello in bicicletta “Noi siamo felici pochi”
E io “Lo penso anch’io”
E quello di fianco a me “Mia mamma dice che solo i matti sono felici”
E io “Lo penso anch’io”
E il più grande “ Vediamo che dice Vittorio”.

E tutti si mettono a chiamare Vittorio, immagino che sia il capo; il ragazzo in bici va a raggiungerlo personalmente dietro una siepe della piazzetta, mentre gli altri continuano a chiamarlo. Dalla siepe esce di corsa Vittorio, corre veloce verso di me e mi abbraccia, perché con Vittorio ci siamo incontrati nei laboratori del doposcuola del SS. Redentore, che abbiamo fatto negli spazi della Casa famiglia Don Mario Carmone col sostegno dei ragazzi della Curva Sud. Si, gli ultras della squadra di calcio hanno raccolto fondi per un laboratorio teatrale per i ragazzini, a Manfredonia è successo anche questo.

Il più piccolo dice “Io ci vengo”
Il più grande dice “io ci vengo”
Vittorio dice “guardate che poi ci dovete andare sempre all’orario e vi dovete stancare veramente”
E a quel punto quello di fianco a me tira fuori il telefono e fa una chiamata “Ma’, domani dalle 6 alle 8 fanno una cosa gratis al teatro, ci posso andare? … sui felici … ci posso andare? … Ci sta qua la signora del teatro, mo’ te la passo” e mi allunga il telefono.
E così la mamma di Donato mi dice che si, Donato può venire e che abbiamo avuto proprio una buona idea.
E io dico “Lo penso anch’io”.

L’idea è questa: un progetto speciale di teatro aperto a un’intera Città.
Una Città che in questo momento occupa le prime pagine delle bacheche dei suoi abitanti (che paiono avere autorevolezza pari o superiore alla stampa) con foto di immondizia e discariche abusive, con gli arresti di mafia di nomi evidentemente già noti ma che solo l’intervento dei corpi speciali dello stato pare abbia permesso di stanare, con la drammatica situazione finanziaria che costringe il Comune ad un piano di rientro triennale, e, contemporaneamente, con l’ entusiasmante e ricco programma dell’attesissima festa patronale, che come ogni anno segna il botto finale dell’estate per poi restituirci alla squallida realtà, rendendo il momento in cui la vita ricomincia e i progetti riaprono il cantiere il più infimo dell’anno.
Insomma, una Città come tante.

Ecco in questa città oggi parte un laboratorio teatrale e va avanti fino all’8 settembre.

Se avete tra i 12 e i 99 anni
se avete voglia di giocare seriamente
se siete pronti a farvi cambiare la vita senza nemmeno accorgervene
se vi siete innamorati di un romanzo, di una canzone, di una poesia, fino ad impararne a memoria le parole
se vi viene da piangere quando siete felici
se cantate a squarciagola sotto la doccia
se stonare non è un problema
se rimanere pettinati e non sgualcire i vestiti non sono delle priorità
se essere in vacanza non vuol dire restare a guardare
se la felicità è reale solo se condivisa
ALLORA QUESTO AVVISO È PER VOI



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