Economia

Consumi, Confcommercio: in 2012 calo oltre 3%, peggiore da ’46

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Consumi, Confcommercio: in 2012 calo oltre 3%, peggiore da ’46 (ST - mnnews.it)

Roma – SECONDO i dati resi noti oggi da Confcommercio, nel 2012 i consumi pro capite degli italiani dovrebbero presentare ”la peggiore variazione negativa della storia della Repubblica”, con un calo di oltre il 3%. Per il Codacons non si tratta più di dati drammatici, ma tragici. Il fatto che solo il discount regga in termini di fatturato reale del 2011 significa che ormai gli italiani fanno la fame e, persino per il cibo, sono costretti ad abbandonare i brand leader della produzione alimentare italiana che in passato hanno fatto da traino all’economia, per passare a prodotti più economici.


Il crollo dei consumi alimentari è cominciato nel 2007 e da allora la discesa è stata inarrestabile, facendo tornare i consumi ai livelli del 1979, ossia a 33 anni fa. Ecco perché il Governo dovrebbe capire che la crisi attuale è in primo luogo una crisi di consumi e che fino a che le famiglie resteranno stritolate tra il blocco delle pensioni e degli stipendi dei dipendenti pubblici e l’aumento dell’inflazione conseguente all’aumento dell’Iva e delle accise sulla benzina, non si uscirà dalla bassa crescita che attanaglia l’Italia dal 2002, ossia da quando il costo della vita, con l’arrivo dell’euro, ha iniziato a raddoppiare e le famiglie hanno cominciato a stringere la cinghia.

In questo contesto chiedere indietro i soldi della quattordicesima ai pensionati è a dir poco una vergogna, tanto più che in uno Stato serio dovrebbe essere l’Inps a verificare al momento della presentazione della domanda la fondatezza dei requisiti, e non certo chiedere ex post, dopo ben 3 anni, la restituzione dei soldi a dei pensionati che fanno già la fame. Per questo il Codacons chiede che il Governo intervenga per impedire questa nefandezza e che, per pagare il costo dell’operazione, si faccia una seria spending review sui costi della politica.


Redazione Stato



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