Cronaca

Epifani: “Sì a Brindisi e Taranto in un’unica provincia”

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Nichi Vendola, Domenico Tanzarella, Giovanni-Epifani

Nichi Vendola, Domenico Tanzarella, Giovanni Epifani (St)

“Anche se ritengo che le Province non abbiano più ragione di esistere, è giusto che Brindisi venga accorpata a Taranto come prevede il piano di riordino voluto dal governo”. Lo ha precisato il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani, dopo l’incontro promosso oggi dall’assessore Marida Dentamaro con i consiglieri regionali e dopo il tavolo di confronto voluto dal presidente della provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, sulle problematiche territoriali connesse all’attuazione del piano di riordino. Le idee del consigliere Pd sono in perfetta sintonia con quelle dei sindaci Mimmo Consales e Ippazio Stefano, rispettivamente di Brindisi e Taranto, disponibili a creare un’unica Provincia, ora che Lecce si è autoesclusa dal progetto. “Se Brindisi e Taranto sono entrambe prive di quei requisiti che consentirebbero di farne delle Provincia autonome, è giusto che si uniscano per un’affinità di infrastrutture” ha spiegato Epifani. Ora però, ha sottolineato il consigliere, la vera sfida è un’altra: “Le rispettive amministrazioni devono cominciare subito a lavorare su di una programmazione comune, che parta dall’offerta di scuole secondarie ai trasporti fino alla piaga comune del disastro ambientale. Più che affaticarsi nella riperimetrazione del territorio, spero giochino d’anticipo nel delineare una programmazione unitaria per evitare ricadute traumatiche ai danni dei cittadini”. Serve una riorganizzazione urgente dunque, in attesa della norma (che non avrà certo vita breve) che consentirà di definire come tutti i Comuni saranno rappresentati nelle amministrazioni.

“Oggi – ha incalzato Epifani – le priorità sono altre: il rispetto dei parametri della spending review e l’equa distribuzione dei servizi. Perché al cittadino non interessa se ci sarà la duplicazione o l’accorpamento degli uffici ma solo la possibilità per tutti di accedere ai servizi”. Una strategia unitaria che per ora non sembra facile da raggiungere, visto che all’invito di Ferrarese hanno deciso di non rispondere tutte le amministrazioni di centrodestra della provincia di Brindisi commettendo un “grosso errore politico”.

“Un’unica Provincia permetterebbe di organizare meglio le aree portuali, l’aereoporto civile di Brindisi, quello militare di Taranto e i rispettivi distretti produttivi aeronautici. Con una strategia di indirizzo unitario i risultati positivi arriverebbero per l’intera Puglia” ha spiegato Epifani. Senza dimenticare che Taranto e Brindisi sono due città legate da un legame antico che non le ha viste mai rivali, quello stesso legame che oggi permette di pensare all’accorpamento amministrativo. “La storia le ha viste spesso vicine, soprattutto a partire dagli anni sessanta con un consistente fenomeno di pendolarismo, di lavoratori tarantini verso la grande industria petrolchimica brindisina e viceversa con la migrazione di operai specializzati brindisini verso il grande polo industriale ionico. Senza dimenticare la comune presenza della Marina Militare, la lunga tradizione portuale in entrambe le città e il turismo costantemente in crescita nel territorio a cavallo tra le due province, la Valle d’Itria” ha ricordato il consigliere Pd.

“«Auspico – ha continuato Epifani – che nella riorganizzazione delle Province, la Regione tenga conto di queste affinità infrastrutturali, frutto di idee progettuali che negli anni hanno attirato finanziamenti regionali e comunitari». Sarebbe opportuno dunque che nell’attuazione del piano di riordino si seguisse il criterio della similitudine, accorpando alle Province tutti i territori caratterizzati in maniera uguale. Ultima data per decidere quali province accorpare 24 ottobre, come previsto dal piano nazionale di riordino. “Hanno ridotto le province e le rispettive competenze ma in realtà si è fatto il solito pasticcio all’italiana, in cui di risparmio si farà ben poco. Ora non ci serve nessun eroe solitario, ma solo un’unità di intenti per rispondere a tutte le problematiche che d’ora in poi interesseranno un territorio molto più vasto” ha concluso Epifani.


Redazione Stato



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