Cronaca

Ventricelli: “Chiarezza su Antica Masseria Alta Murgia confiscata alla mafia”

Di:

Michele Ventricelli (Sel)

Bari – NEI giorni scorsi il consigliere regionale Sel, Michele Ventricelli, ha inviato una nota scritta all’Assessore regionale alla cittadinanza sociale Nicola Fratoianni e altri esponenti, istituzionali e non, con l’intento di sollecitare la Regione e gli enti interessati ad attivare le procedure necessarie per individuare una proposta di gestione e progettuale idonea all’utilizzo dell’Antica masseria dell’Alta Murgia, bene confiscato alla mafia dallo Stato. “In molti conoscono la vicenda che ha interessato questo importante bene presente sul nostro territorio e il significato politico e sociale che la sua confisca ha assunto per la popolazione – spiega Ventricelli – l’esperienza, partita nel 2011 con tutti i migliori auspici e intenti, era un progetto coraggioso e innovativo di valorizzazione del territorio appulo-lucano, che assicurava l’occupazione degli ex dipendenti del Parco dei Templari e di altre figure professionali. Il lavoro di Vissani e della sua equipe puntava al rinnovamento della struttura che in pochi mesi è diventata punto di riferimento alla cultura eno-gastronomica mediterranea”.

“Nel gennaio 2012 cambiata la direzione dell’agenzia con il prefetto Caruso – continua l’esponente Sel – si annuncia la chiusura e il licenziamento di tutto il personale per il ‘fallimento’ del progetto. È stata accolta la richiesta del Comune di Altamura di trasferire d’intesa con la Provincia l’Istituto Alberghiero di Altamura ma nessun passo avanti è stato fatto per mancanza di fondi”.

“Grazie alla volontà e all’impegno dei dipendenti – conclude Ventricelli – la Masseria viene tutelata da furti o possibili atti vandalici ma l’attuale situazione di stallo è ingiustificabile. Chiediamo pertanto che sia fatta chiarezza sul rifiuto dell’Agenzia al progetto della Regione (in continuità con l’indirizzo eno-gastronomico) al quale lo stesso Vissani aveva dato disponibilità gratuita di coinvolgimento e che si metta presto in campo un gruppo di lavoro che possa valutare nuovi progetti per il riutilizzo del bene e per salvare i lavoratori impegnati”.


Redazione Stato



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • francodacorato

    ma è mai possibile che si possa sciupare un simile patrimonio della nostra terra, solo perchè qualcuno non ci sente da quell’orecchio?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi