Manfredonia
Celebrazione della Festa del Santo protettore degli animali e un tempo dei carrettieri

La festa di San Matteo apostolo a Manfredonia

Un tempo questa Festa era organizzata dall’Arciconfraternita della Morte di S.Matteo

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Manfredonia. Nella cinquecentesca chiesa dedicata a S.Matteo Apostolo Evangelista, ha avuto luogo, mercoledì 21 settembre 2016, come da secoli, la celebrazione della Festa del Santo protettore degli animali e un tempo dei carrettieri. Nella chiesa sono state celebrate tre messe nel corso della giornata dedicata al Santo. Due nella mattinata e una serale in una chiesa gremita di fedeli, quest’ultima celebrata da don Nicola Ferrara. Dopo il rito religioso, Michele Nenna, accompagnato alla chitarra da Giuseppe La Torre, nuovo cantore della Chiesa di S.Matteo, insieme a pie donne hanno intonato antichi canti e preghiere in lingua e vernacolo dediti al Santo.

Un tempo questa Festa organizzata dall’Arciconfraternita della Morte di S.Matteo, era allestita in grande stile, con l’allestimento di luminarie, processione del Santo, portato a spalla per le vie cittadine, fuochi d’artificio, manifestazioni popolari varie, “maritaggi” e partecipazione ed esibizione della Banda cittadina, con servizio matinèe per corso Roma e corso Manfredi; sempre la Banda, lo stesso giorno, accompagnava il Santo durante la solenne processione pomeridiana e poi teneva il concerto serale in Piazza Stella.

Già nell’’800 e fino agli anni ’40-’50 del secolo scorso, aveva luogo “Il Pallio di S.Matteo” (la corsa dei cavalli organizzata dalla cooperativa dei carrettieri e dall’Arciconfraternita della Morte); fino agli 20-’30 alla vigilia della Festa di S.Matteo si teneva “u Palie da Jalette”. Una sorta di gara con cavalieri che armati di una asta dovevano colpire un’otra di legno “a jalette” riempita di acqua. Il vincitore, dopo numerosi tentativi dei cavalieri, per maggior parte carrettieri, che divertivano il numeroso pubblico presente, era quello che riusciva ad infilare per primo l’asta (una lunga verga che i cavalieri imbracciavano durante il gioco) nel buco dell’otra chiusa ermeticamente prima della gara e appesa ad un palo. Il premio al vincitore della gara consisteva in un ricco drappo con filamenti in oro o argento. (Notizie più dettagliate su queste manifestazioni popolari le pubblicherò nel 2° Volume dedicato al Concerto Bandistico di Manfredonia, tra riti religiosi e civili).

Sempre nel giorno di S.Matteo, dopo la processione del Santo, portato a spalla dai carrettieri, un tempo dai calzolai, aveva luogo nella sala Oratorio della Chiesa, l’estrazione di uno o due nominativi di orfanelle alle quali venivano offerti “Maritaggi”. Sempre quel giorno si teneva la divertente “a corse i ciocce” la corsa degli asini. Nelle ore serali, dopo il concerto musicale tenuto dalla Banda cittadina in piazza Stella Maris, la Festa si concludeva con i fuochi d’artificio in onore del Santo, solitamente accesi dai “Sparapizze” locali della famiglia Gelsomino.
Fino agli anni ’90, Gaetano (Tanine) Lauriola, sagrestano della Chiesa di S.Matteo, organista e bravo cantore e allestitore di altari e sepolcri, durante il rito religioso nel giorno della Festa di S.Matteo, cantava insieme a pie donne antichi canti (uno dei quali in vernacolo) dedicati al Santo protettore dei carrettieri .

Fino agli anni ’70, presso la chiesa di S.Matteo, il giorno che si celebrava la festa dell’Evangelista Matteo, il rettore di quegli anni della Chiesa, don Mario Carmone, teneva la benedizione degli animali, che bardati a festa, sfilavano prima per corso Manfredi e poi per corso Roma (un tempo via S.Matteo) per portarsi nei pressi della Chiesa, dove venivano benedetti dal sacerdote. Gli animali venivano unti, con acqua benedetta, con un segno di croce sulla fronte che il sacerdote eseguiva con una penna di animale da cortile. C’è una foto bellissima degli anni ’40, che non sono riuscito ancora a trovarla per pubblicarla, che ritrae, molti animali in fila bardati a festa in corso Manfredi, in una fila, che inizia da “Tummasine i ggeléte” fino alla farmacia Centrale Murgo.
Vale la pena ricordare, che per secoli la benedizione degli animali, per tradizione in loco avveniva presso l’antica chiesa di Siponto, dal 15 Maggio fino alla vigilia di Natale.

Infine, voglio ancora ricordare che fino agli anni ’60-‘70’ del secolo scorso, il giorno della Festa di S.Matteo Apostolo, molti sipontini, si recavano, con carretti, carrettoni, calesse “ssciarabbà”, e negli ultimi anni con mezzi motorizzati, macchine “i vettùre o tomòbbele”, camioncini “i Lupétte”, seicento familiare “Socinde fameliere”, vespe, motorette, e in pullman di Palombo & Fusilli “pa pustéle de Donne Ezzilde” presso l’antico convento di S.Matteo. La maggior parte bivaccava a mezzogiorno, nei pressi del convento, dove i chiassosi manfredoniani, per tradizione arrostivano triglie e spari del Golfo “sope i furnacelle” e mangiavano nel contempo polpi di scoglio conservati “sott’ugghje e sott’acite in contenitori di vetro”.

Pietanze di un tempo, che inebriavano l’aria di fumo e di forte odore di pesce, che molto spesso infastidiva i “Cerugneléne”, convenuti in massa al convento di S.Matteo per la festa del Santo. Questi, grandi devoti di S.Matteo Apostolo, ritenuto loro protettore, da sempre hanno avuto l’esclusiva e la pretesa di portare il Santo in processione. Fino ad alcuni anni fa, nel corso del rito religioso, i portatori della Sacra Effige del Santo, per la maggior parte carrettieri di Cerignola, inneggiavano canti in vernacolo, lo fanno tuttora in forma minore, e portavano il Santo a spalla camminando a ritroso.

Un tempo, I sipontini, che andavano presso il Convento di S.Matteo, dopo la processione, ritornavano a Manfredonia, ove la Festa dedicata al Santo continuava in loco, presso la Chiesa di S.Matteo.

CANTO POPOLARE DEDICATO A SAN MATTEO APOSTOLO
Abbasce ai chese nostre ji la bbaldorje,
jeme a truè a Mattoje addì ca ce trove.
Rit.: Evviva a San Matteo, Matteo sempre evviva, evviva a San Matteo e chi lo creò
Che bella cherone ca tone San Mattoje
Vurruja sapì chi ce lo dunéte
Ce lo dunéte u core de Gesù
Sande Mattoje de Monde quande grazzie ha fatte tò
Rit.: Evviva San Matteo…
Che belle capille ca tone San Mattoje,
vurrie sapì chi ce lo dunéte,
ce lo dunéte u core de Gesù,
Sande Mattoje de Monde quanda grazzje ca fè tò.
Rit.: Evviva San Matteo…
Che belle l’ucchie, che bella varve,
i manozze, la penne e lu vangiole
Rit.: Evviva San Matteo…
Che bella cheròne che tine San Mattoje,
vurrie sapì chi la dunéte,
lo dunéte u core de Gesù,
San Mattoje de Monde,
quanda grazzie ha fatte tò.
Rit.: Evviva San Matteo…
Che belle capille ca tone San Mattoje,
vurruie sapì chi la donato,
la donàto il cuore di Gesù,
San Matteje di Monde,
quanda gràzzje che fai tu.
Rit.: Evviva San Matteo…

PREGHIERA IN VERNACOLO A SAN MATTEO
San Mattoje avangeliste,
mmene tine a penna celeste,
pigghje quest’anema moje
e purtele a Gese Criste.
L’anema moje suje raccumandéte,
scacceme da chene arraggete,
e quanne vu mandema a chiamè.

PREGHIERA IN VERNACOLO A SAN MATTEO
San Mattoje avangeliste si stete,
chiaméte da Gese Criste,
ti si javezete e la seguite.

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

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