Manfredonia
"Quel centro era un segnale di speranza e di fiducia nella possibilità di un futuro diverso per Manfredonia"

Il quarantennale dello scoppio della colonna arsenico Enichem (II)

"La memoria storica va rivisitata e riattualizzata nel presente"

Di:

IL QUARANTENNALE DELLO SCOPPIO DELLA COLONNA ARSENICO ENICHEM DEL 26 SETTEMBRE 1976 (II)

IERI IL CENTRO STUDI AMBIENTALI IRREALIZZATO , OGGI E’ DA FARSI IL CENTRO DI SORVEGLIANZA EPIDEMOLOGICA
Viene da quella mobilizzazione cittadina dell’88 prima contro la nave dei veleni e poi contro l’Enichem, che portò alla sua cacciata / andata via /chiusura, la quale era comunque già insita nella sua fisiologica morte produttiva e tecnologica . In tal senso il Quarantennale viene, ancor più e positivamente da quel progetto di CENTRO STUDI AMBIENTALI ( 1999) che prevedeva l’impiego dei 400 milioni di lire ( l’intero risarcimento ottenuto dal movimento donne nella SENTENZA DI STRASBURGO del 1998) , finalizzato a proteggere il territorio , la salute e promuovere lo sviluppo economico sano ed eco-sostenibile. Purtroppo tale progetto non fu mai realizzato , eppure era così intimamente connesso all’esigenza della popolazione e alla richiesta gridata di avere a Manfredonia ‘’Un centro di monitoraggio della salute che operasse stabilmente nel tempo’’. Quel centro era un segnale di speranza e di fiducia nella possibilità di un futuro diverso per Manfredonia ; era anche occasione e mezzo per la ricostruzione di una coesione sociale persa e frantumata. Purtroppo non è stato realizzato ma niente è perduto: oggi quella speranza e quella possibilità di andare ‘’oltre la città divisa’’ è di nuovo sul tappeto , vista la proposta del Coordinamento di un CENTRO DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA partecipato e socialmente gestito , il cui valore è stato ben chiarito dalla recente riflessione di Antonio Marchesani .

LA RICERCA EPIDEMIOLOGICA PUO’ ESSERE UN’OCCASIONE STORICA PER RILEGGERE IL PASSATO, MIGLIORARE IL PRESENTE E PROGRAMMARE UN SANO SVILUPPO
Il Quarantennale viene anche dalla RICERCA EPIDEMIOLOGICA in atto dall’inizio del 2015 sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella città di Manfredonia , che non solo si è interconnessa con la vicenda del ’76 , rilevandone i danni in termini di malattie, morti per tumori, malformazioni sproporzionalmente in aumento ,ma ha risvegliato dal torpore della rassegnazione e dell’inedia un po’ di coscienza nella cittadinanza, vivificando noi stessi e pezzi del nostro contesto sociale . Ricerca epidemiologica che è , se ben ed unitariamente valorizzata, occasione storica per rileggere il passato, migliorare il presente e programmare un sano sviluppo . Essa ha una forte valenza e validità scientifica che dà forza alla richiesta ed alla necessità di costituire UN CENTRO DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA , riconnettendosi cosi a quell’esigenza già posta dal MOVIMENTO CITTADINO quarant’anni fa . Viene dal futuro dei nostri figli e nipoti ( e di quelli che non ci sono ancora) , che ci chiedono , pur non sapendosi compiutamente esprimere , di non lasciarli soli, senza speranza e possibilità di costruire un proprio futuro , impoveriti oggi da un ambiente degradato , dalla inconsistenza di possibilità lavorative, dalle disuguaglianze sociali . Viene da dentro di noi, da quel desiderio , genuino e mai sopito, di contribuire alla crescita sana della nostra comunità , di dare un senso alla propria esistenza , che non sia quello di vivacchiare in attesa della morte, che poi in realtà morte non è, se si guarda a se stessi come pezzi dell’intera umanità.

anoramica stabilimento Enichem Agricoltura (anni '70 - Ph: marcocapponi)

Panoramica stabilimento Enichem Agricoltura (anni ’70 – Ph: marcocapponi)

Il Quarantennale appartiene, deve appartenere a tutta la nostra comunità
Il Quarantennale appartiene a tutta la nostra comunità, presente e passata , con tutte le sue diverse articolazioni. Non appartiene al COORDINAMENTO , ‘’SALUTE,AMBIENTE , LAVORO’’ ; i suoi componenti ne sono solo promotori , iniziatori e sensibilizzatori. Il Quarantennale non è una festa, ma un momento di riflessione su un evento tragico che ha portato morti , malattie e danni all’economia, al fine di ricostruire la coesione perduta, nonostante le nostre differenze. Utile può essere guardare alla storia di Seveso, con cui idealmente e di fatto siamo interconnessi per la spinta che ha dato a costruire una legislazione e un modello di intervento per prevenire e combattere l’inquinamento e tutelare la salute e l’ambiente , anche perché ha saputo muoversi in modo unitario. Nel ’76 non ero a Manfredonia ma lavoravo a Seregno a pochi chilometri da Seveso. Ho vissuto e ricordo bene quei giorni del Luglio ’76 e posso affermare che a Seveso i lavoratori sono stati tra i protagonisti del risanamento immediato e futuro dell’area inquinata. Oggi in quell’area c’è ‘’ IL PARCO DELLE QUERCE’’ dove si svolgono tante attività di aggregazione e di vita sociale. Non a caso a Seveso in occasione del Quarantennale hanno premiato tra gli altri Amedeo Argiuolo , dipendente Icmesa e componente del consiglio di fabbrica e Giuseppe Guzzetti , ex presidente della Regione Lombardia che ottenne dal gruppo ROCHE 40 miliardi e 500 milioni di lire, somma con cui si andò anche a creare quella che oggi è la FONDAZIONE LOMBARDIA PER L’AMBIENTE .

MANFREDONIA : LA SEVESO DEL SUD?
Anche Manfredonia è stata per un certo periodo una leva per una presa di coscienza meridionale e nazionale dalla parte della tutela della salute, dell’ambiente ed un diverso modello di sviluppo, sano ed auto propulsivo. Poi purtroppo la costruzione di questa nuova prospettiva è mancata; la necessità di una nuova coesione sociale si è consumata e frantumata, e la città è rimasta divisa e bloccata.Il Quarantennale può essere occasione per ricostruire una visione ed un cammino comune, se ci si apre nel tempo ad un dibattito e confronto pubblico a più voci, in cui anche gli altri protagonisti della vicenda Enichem, i lavoratori, le organizzazioni sindacali e le forze produttive locali intervengono e si esprimono, non tanto e solo sul passato ma anche e soprattutto sul presente.

La memoria storica va rivisitata e riattualizzata nel presente, evitando di riproporre divisioni, pur nella chiarezza delle proprie convinzioni e proposte. In tal senso è utile un atteggiamento di attenzione, maturando intimamente dentro di sé la disponibilità all’ascolto reciproco, sempre pronti nell’essere propositivi.

UN GRANDE PIANO DI SVILUPPO DELLA NOSTRA CITTA’ E DINTORNI
La Ricerca Epidemiologica può essere molto di aiuto in questa direzione sia perché fa parlare con i dati la popolazione ed i lavoratori investiti da quell’evento tragico, sia perché (e ciò non tutti lo sanno) ad essa si affianca una ricerca storico-sociale, ricerca che approfondisce l’insieme della vicenda Enichem e la ricostruisce con documenti, interviste ed altro, in cui sono presenti tutti i protagonisti. La cittadinanza nelle diverse articolazioni è l’oggetto e soggetto della ricerca in atto; perciò essa è e deve essere realmente partecipata dalla cittadinanza stessa . Certo a qualcuno nell’immediato può non apparire chiara questa volontà e prospettiva unitaria, ma, credo che nel Coordinamento Cittadino “Salute,Ambiente,Lavoro” c’è e deve esserci tale consapevolezza. A tal fine ritengo fondamentale due iniziative: la nascita nell’immediato del Centro di Sorveglianza Epidemiologica e la definizione di un grande progetto di sviluppo della nostra città, interconnessa con la nostra provincia e regione. In quest’ultimo senso occorre costituire da subito un gruppo di lavoro istituzionalmente riconosciuto, affidandosi anche ad esperti, locali e non, e coinvolgendo le organizzazioni e forze culturali, sociali e produttive, la stessa Commissione Scientifica, l’Università e la Camera di Commercio di Foggia, investendo le risorse necessarie come per il P.U.G .Da tempo quasi tutte le forze politiche e sociali, propongono uno sviluppo eco-compatibile ed auto propulsivo fondato sulle risorse e vocazioni territoriali; su queste basi è, quindi, possibile definire e portare avanti in modo preciso un piano articolato in tempi, modi e mezzi ,sulla stregua del “Progetto 2020” , elaborato a suo tempo a livello provinciale.

Il Coordinamento Cittadino ‘’SALUTE , AMBIENTE, LAVORO’’potrebbe e dovrebbe farsene promotore , programmando nei prossimi mesi una iniziativa specifica, una riflessione pubblica partecipata e scientificamente fondata.

(A cura del professore Silvio Cavicchia, Manfredonia 2016)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati