Manfredonia
A cura di Silvio Cavicchia

Il quarantennale dello scoppio della colonna arsenico Enichem (26.09.1976)

Il quarantennale viene da lontano e deve guardare ed andare lontano

Di:

Manfredonia. In una recente trasmissione televisiva su Taranto e L’Ilva, il giornalista intervistava una giovane coppia , girando dentro la città ed intorno alla fabbrica. Il marito 35enne ex operaio , pensionato perché ammalato di tumore per inquinamento Ilva, diceva, guardando le ciminiere ‘’Vorrei tornare a lavorare dentro. L’Ilva è la mia vita’’. E la moglie esterrefatta , triste ma decisa :‘’Ma come? L’Ilva sta togliendo a te la vita e a me l’amore e il futuro con te ’’. Cosi in un attimo , in uno sguardo, insieme all’angoscia , si vive e si coglie un sentimento e un senso che tante parole ed analisi non riescono a dare : l’intreccio inestricabile, anche irrazionale, tra la vita , il lavoro e … la morte.

Prima di tutto, perciò , vanno onorati operai e cittadini ,malati e/o morti , va condiviso dolore e vicinanza con le persone e con le famiglie di Manfredonia e comuni circostanti che hanno sofferto e soffrono in conseguenza dell’Enichem; contemporaneamente va anche espressa con tutta la forza possibile solidarietà ai nostri fratelli cittadini e operai di Taranto che stanno vivendo oggi con l’Ilva un’esperienza di vita e di lavoro cosi drammaticamente simile alla nostra . Va espressa solidarietà a tutte le altre persone che vivono situazioni simili in Puglia,in Italia e nel mondo ed aderire a tutte le manifestazioni autonome della cittadinanza e del movimento operaio e agli scioperi organizzati dalle organizzazioni sindacali . Ciascuno di noi è solo di fronte a questa logica e pratica di sfruttamento da parte di padroni e dirigenti di insediamenti industriali che sembrano portare inizialmente ricchezza ma che poi nel tempo si rivelano volano di impoverimento di noi stessi e di distruzione del nostro territorio. Forse questa solidarietà reciproca tra persone sfruttate può farci sentire meno soli, riprendere fiducia e speranza nella possibilità di costruire un futuro migliore.

Segnaletica ingresso Anic, in seguito Enichem Agricoltura (st@ - Ph: Comune di Manfredonia)

Segnaletica ingresso Anic, in seguito Enichem Agricoltura (st@ – Ph: Comune di Manfredonia)

IL SENSO PROFONDO E PROSPETTICO DEL QUARANTENNALE


Da qui voglio partire per cercare di capire il senso profondo del QUARANTENNALE , la sua prospettiva d’insieme e la forte spinta unitaria che può dare , pur con i limiti presenti . Questo è possibile se si assumono due dimensioni , in qualche modo paradossali :1) Il Quarantennale non inizia né finisce nei giorni e nelle iniziative programmate a Manfredonia tra il 23 ed il 30 Settembre 2016. 2) Il Quarantennale appartiene a tutta la nostra comunità, presente e passata, con tutte le sue diverse articolazioni .Tali due dimensioni si intersecano e si integrano, rendono esplicito il fatto che la ricostruzione di un processo unitario di visione e di sviluppo della nostra città può avvenire solo attraverso un confronto pubblico , in più occasioni, su più temi ed in più tempi , tra tutte le parti che compongono la società manfredoniana , anche di chi oggi non è formalmente presente nel Quarantennale organizzato .C’è un Quarantennale informale ed invisibile che bisogna far emergere e far camminare con quella necessaria attenzione ed ascolto reciproco . La città non è tuttora pacificata. Tuttora è irrisolta la questione del rapporto tra diritto alla salute e diritto al lavoro , non tanto a livello razionale e costituzionale che è ben chiaramente definita, ma a livello della vita personale e di gruppo concretamente vissuta.

IERI CONTRO LA NAVE DEI VELENI E L’INQUINAMENTO DELL’ENICHEM, OGGI CONTRO IL VELENO DELL’ENERGAS E L’INQUINAMENTO DELLE COSCIENZE.


Oggi Manfredonia ( ed i comuni circostanti ) sta vivendo una situazione simile alla vicenda Enichem. L’Energas vuole a tutti i costi insediarsi nel nostro territorio, nonostante il rifiuto e l’opposizione della cittadinanza e nonostante sia stato dimostrato sotto tutti i punti di vista il grave danno che tale insediamento produrrebbe per la salute , l’ambiente e la prospettiva di uno sviluppo sano ed auto propulsivo. L’attuale lotta contro l’Energas ha la stessa valenza simbolica della lotta contro l’Enichem e, paradossalmente alla luce della coscienza acquisita con la vicenda Enichem, può essere utile per dipanare questo apparente conflitto Salute-Lavoro. Specie se ci si rifà all’etica ed ai valori cosi chiaramente espressi dalla Chiesa Locale , ieri con Monsignor Vailati, oggi con Monsignor Castoro.

Il 6 novembre 1988 l’Arcivescovo Vailati ed i sacerdoti della città di Manfredonia e dei paesi interessati, in un comunicato per la vertenza Enichem dal titolo :’’ TRE VALORI FONDAMENTALI’’, così si sono espressi: “il primo valore da difendere è il diritto alla vita. E’ giusto e doveroso rivendicare un ambiente sano e pulito dove l’uomo possa vivere. Lo sviluppo tecnico ed industriale deve essere al servizio dell’uomo per la sua promozione integrale. IL SECONDO E’ IL DIRITTO AL LAVORO. Fermo restando il diritto prioritario all’integrità delle persone ed alla sanità dell’ambiente , queste stesse persone hanno diritto a continuare e a svolgere un’attività lavorativa per procurarsi le risorse economiche necessarie alla propria vita e a quella della propria famiglia. IL TERZO VALORE E’ LA PACE. Comprendiamo la delicatezza del momento e la difficoltà a capire le ragioni degli uni e degli altri. Ma siamo convinti che nessuna questione non possa essere risolta con la mutua comprensione, guardandoci in faccia, senza sguardi accusatori, senza violenze aperte o nascoste, desiderosi sinceramente del bene comune”. E in un altro passaggio il 7 Febbraio 1989 ribadisce :’’ Il lavoro è un aspetto del diritto alla vita … Ogni forma di abuso contro la natura diventa presto o tardi un pericolo contro l’uomo. L’uomo deve trovare il lavoro adatto per sé in un ambiente sano … nella comunità è impensabile che tutti la pensino allo stesso modo … i problemi più complessi si possono risolvere con il dialogo ‘’.

Lavori operai Enichem (st - image: CMMF@)

Lavori operai Enichem (st – image: CMMF@)

IL LAVORO E’ UN ASPETTO DEL DIRITTO ALLA VITA . NON CONTRAPPORRE I VALORI ED IL DIRITTO AL LAVORO CON I VALORI E LA TUTELA DELL’AMBIENTE


Monsignor Castoro il 24 agosto 2016 così si è espresso sulla questione Energas :’’A ben vedere sarebbero più le ombre che le luci, più le incertezze che le garanzie ,più le perplessità e i dubbi che le sicurezze . E il futuro che ci viene proposto appare più una minaccia che una promessa’’. Infatti per legittimare l’installazione di tale impianto non basta addurre come motivazione la creazione di posti di lavoro. Proprio perché non bisogna contrapporre i valori ed il diritto al lavoro con i valori e la tutela dell’ambiente è necessario valutare quale impatto una tale iniziativa comporti … nell’immediato ma anche nel futuro, guardando con senso di responsabilità anche alle generazioni che verranno. ‘’ E’ giusto, dunque, chiedersi quale impatto avrà questo deposito sulle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, marine , faunistiche e botaniche del nostro mare e del nostro territorio. E , ancora , quali conseguenze sulla salute dei cittadini che verrebbero esposti a rischi non sempre prevedibili e tecnicamente gestibili’’. Infatti legittimare l’installazione di tale impianto non basta addurre come motivazione la creazione di posti di lavoro.

IL QUARANTENNALE VIENE DA LONTANO E DEVE GUARDARE ED ANDARE LONTANO


Il Quarantennale, quindi, non inizia né finisce nei giorni e nelle iniziative programmate a Manfredonia tra il 23 ed il 30 Settembre 2016. Viene da lontano e deve guardare ed andare lontano. Se si dovesse fermare solo al presente avrebbe comunque valore, ma limitato rispetto alle risorse ed energie impiegate, non dispiegando pienamente anche tutte le sue potenzialità implicite. Viene dal Trentennale, da quelle iniziative promosse dieci anni fa autonomamente da un gruppo di giovani, quelli di ‘’ISOLA 5’’. Viene dall’amaro presente perché la nostra città con l’Energas sta vivendo una problematica simile alla vicenda Enichem. Viene da altri luoghi lontani ma così vicini , Napoli e la Terra dei Fuochi , Brindisi, Taranto e tante situazioni simili in Italia e nel mondo. Non ultima Seveso con cui per coincidenza storica siamo di fatto gemellati , sia perché anche per loro quest’anno ( 10 Luglio 1976) è il quarantennale dello scoppio dell’ICMESA e della nube di diossina che investì la città ed i comuni circostanti , sia perché anche lì, come da noi, l’inquinamento persiste . (I – CONTINUA)

(A CURA DI SILVIO CAVICCHIA – MANFREDONIA 25.09.2016)



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Commenti


  • Angelo

    Si parla di Energas, chiaramente tutti contro questo mostro. Il paradosso che è tutto pronto e allora ” ma a che gioco giochiamo?

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