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E’ ritenuto uno degli insediamenti abitati più antichi del Gargano

“Devia antico abitato garganico”. Convegno a San Matteo

Devia fu abbandonata dai suoi abitanti verso la fine del XIV secolo, probabilmente a causa delle incursioni saracene provenienti dal mare


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E’ ritenuto uno degli insediamenti abitati più antichi del Gargano. La sua origine e la sua esistenza sono naturalmente avvolti in nuvole di nebbie che ne rendono difficile la lettura storica. C’è addirittura chi contesta la sua esistenza. Gli studiosi, storici e archeologi, sostengono di avere abbastanza indizi per tracciare un profilo che va verificato. Per certi versi un enigma storico. Anche la sua denominazione geografica, Devia, si presta ad interpretazioni ambigue. Alcuni storici attribuiscono ai bizantini la sua nascita; altri agli slavi.
In ogni caso è pressoché unanime la sua localizzazione geografica: su un pianoro in agro di San Nicandro Garganico da dove lo sguardo può spaziare tra la piana di Sagri, i laghi di Lesina e Varano e oltre il mare Adriatico, le Isole Tremiti.

Come si diceva non si hanno notizie certe relative alla sua fondazione. E’ stato tuttavia accertato che nell’XI secolo era presente una comunità di origine slava la cui attività economica era prevalentemente agricola. Convenzionalmente si fissa al 1017 la sua fondazione. Una certa tradizione storiografica annovera Devia tra le città elevate da Basilio Boloannes, negli anni in cui ricoprì la carica di Catapano (1017-1027).

Devia fu abbandonata dai suoi abitanti verso la fine del XIV secolo, probabilmente a causa delle incursioni saracene provenienti dal mare. Sopravvissero alcune chiese tra cui quella dedicata a Santa Maria di Devia, unica testimonianza superstite e considerata un gioiello del romanico pugliese in cui sono visibili affreschi dal gusto bizantino datati tra i secoli XII e XIV. Nei secoli successivi il luogo fu occupato dagli eremiti che l’abbandonarono intorno al 1744.

Quest’anno, 2017, ricorre il millennio secondo la datazione attribuita alla fondazione di Devia. Un importante ricorrenza che sarà celebrata, per iniziativa di Gianclaudio Petrucci, con una Giornata di studi che si terrà sabato 23 prossimo nell’auditorium del convento San Matteo di San Marco in Lamis con inizio alle 15,30, auspici il Centro studi storici e socio religiosi in Puglia sezione garganica di San Nicandro Garganico, il Santuario di San Matteo Convento dei frati minori San Marco in Lamis, la Biblioteca francescana “P. Antonio Fania da Rignano” Santuario San Matteo, e il patrocinio della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la provincia di Bat e Foggia.

Il convegno si propone come momento importante per una serie di riflessioni in un’ottica multi-ed-inter-disciplinare e dunque di promozione per nuovi studi e ricerche, con uno sguardo su un più ampio contesto storico, geografico, artistico e sociale garganico e pugliese. Prestigiosi e autorevoli i relatori introdotti da padre Gaetano Iacobucci, rettore del convento S. Matteo, tra cui Cosimo Damiano Fonseca (Accademia nazionale dei Lincei), Gioia Bertelli, Pasquale Corsi, Marcello Mignozzi (Università di Bari), Liana Bertoldi Lenoci. Gianclaudio Petrucci, Angelo Frascaria, Matteo Vocale (Centro studi storici di Puglia), Feliciano Stoico (archeologo), Marino Caringella (Guide ambientali), Domenico Scaramuzzi (Biblioteca San Matteo), Simonetta Bonomi (Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio).

A cura di Michele Apollonio

“Devia antico abitato garganico”. Convegno a San Matteo ultima modifica: 2017-09-25T09:07:18+00:00 da Redazione



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