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Foggia, le minoranze scendono dall’Aventino. “Finito il tempo della collaborazione”


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La conferenza stampa di questa mattina (St)

Foggia – IL CENTRODESTRA foggiano scende dall’Aventino e, a due giorni dal Consiglio Comunale del dissenso (quello del 24 pomeriggio), torna a varcare l’uscio dell’Aula di Palazzo di Città. L’intento è quello di dissipare, una olta per tutte, le nebbie calate intorno alla defezione. E, soprattutto, per dare risposta alle tante affermazioni monodirezionali lanciate dalla maggioranza lunedì pomeriggio. Alla convocazione dei giornalisti hanno risposto presente praticamente tutti i componenti dell’opposizione: Ciccio D’Emilio, Franco Landella, Luigi Miranda, Rosario Cusmai, Mimmo Verile per la delegazione Pdl, Eugenio Iorio per l’Udc, Lucio Ventura per la Puglia Prima di Tutto, Bruno Longo per la lista civica a sostegno di Santaniello, Paolo Agostinacchio per la Destra. Un parterre de roi, insomma, popolato da due ex sindaci e una selva di veterani del centrodestra dauno e che ha scelto, simbolicamente, di parlare non accomodandosi, come da rituale, nei banchi del Governo citatdino, bensì, fra quelli posti alla destra del sindaco.

EUGENIO IORIO (UDC): “NO COLLABORAZIONE, SORVEGLIERMO PER GARANZIA DECENZA” – Il messaggio che si vuole dare è quello di una componente che ha rinunciato definitivamente alla collaborazione. Eugenio Iorio lo dice senza fronzoli: “Di fronte alla continua e pressante richiesta di collaborazione – va a braccio l’esponente Udc – giunta da questi banchi per oltre due anni, e di fronte ad un’apertura che non è mai giunta, non possiamo fare altro che tirarci indietro e limitare la nostra azione alla sorveglianza, acché non vengano oltrepassati i limiti della decenza”. Secco, ruvido, formale, il messaggio di cui si fa latore Iorio. Lui che, un paio di mesi fa, durante il penultimo consiglio comunale, si era messo a disposizione per lavorare insieme con la maggioranza. Ma ora, dice, gli spiragli sono chiusi. “La situazione di Foggia è grave”. Nell’orbita di questa gravità, roteano i satelliti rifiuti, economie, aeroporto. E, chiaramente, l’abbandono dell’aula. Atto che definisce “di protesta”, ma anche di “sconfitta”. A perdere, completa il pensiero Iorio “è la politica”. E se perde è unicamente “per l’attegiamento che questa amministrazione ha assunto sin dal suo insediamento”. Che, val la pena ricordarlo, fece una gran baraonda, avendo, anche in quell’occasione, la minoranza disertati i banchi del Consiglio.

FRANCO LANDELLA (PDL): “FOGGIA UNA CITTA’ IN FALLIMENTO” – Eppure, prima ancora di Iorio, i primi fuochi, in ordine di tempo, li aveva già sparati il probabile futuro candidato sindaco del centrodestra prossimo venturo. Landella aveva aperto il walzer delle dichiarazioni pubbliche accentando una volta di più sia la “totale incapacità di Mongelli di salvaguardare il clima politico”, sia “la logica dei numeri” che tiene compatta la maggioranza municipale. Il suo attacco era stato un omaggio alla tattica della defoliazione. “Monelli non ha mai perso l’occasione per relegare l’opposizione all’opposizione”. Tradotto dal contesto, l’accusa che Landella muove al sindaco è qualla di aver isolato una gruppo politico pur dichiarando di volerne l’appoggio ed il consenso. E che, ha ricordato, “rappresenta il 50% degli elettori di Foggia”. Landella, più di Iorio, era stato critico in merito alla questione dei conti, rimbrottando Mongelli di aver sbagliato operativamente nel momento in cui ha “impostato il risanamento sui due pilastri della valorizzazione del territorio che è una svendita del territorio e dell’introitamento finanziario per mezzo del mattone”. Tutta roba che, in ogni caso, “non ha garantito che 300 mila euro alle casse del Comune”. Come dire, nulla.

LUCIO VENTURA (PPDT): “DOVE SONO GLI INDIGNATI?” – “Il sindaco è accerchiato: da un lato i creditori, dall’altro la politica. Anche la sua stessa maggioranza chiede un cambio”, questo, invece, il Ventura pensiero. Il consigliere fittiano, laconico e moderato, è di quelli che sceglie di spostare il baricentro del discorso sulla politica: “La maggioranza – nota non certo senza sarcasmo – è compatta solo al momento del voto. Si regge sulle politiche di potere”. Arenando, a suo dire, il progresso cittadino e arrecando a Foggia una situazione di “immobilismo evidente”. Ventura prova a sollecitare anche l’intervento della cittadinanza, stuzzicando lo sparuto gruppo di Indignados rimasti a presidio del territorio: “Questi ragazzi sono ovunque, in tutte le piazze di tutta Italia. Si sono riuniti qualche volta anche a Foggia, poi, il silenzio. Non è che, alla fine, sono figli dello stesso sistema che contestano?”

BRUNO LONGO: “PAGANO SOLO I CITTADINI” – Longo, al contrario, non va tanto per il sottile e sceglie il petto per prendere la questione. Punto primo: i debiti. “Nessuno oggi, compreso Carlo Dicesare, se l’è sentita di dichiarare, né verbalmente, né per iscritto, che c’è la certezza di giungere al riequilibrio di bilancio e soprattutto di quelli a breve termine”. Punto secondo, l’equità. “Se ci sono sacrifici da fare, bene, li faremo. Non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle responsabilità. Ma che siano sacrifici per tutti, non solo per i cittadini”. E’ su quest’ultimo aspetto che il consigliere di minoranza, assessore all’Urbanistica di epoca Agostinacchio, batte. A finire sotto il martello è l’incudine “dirigneti”. Accusa Longo: “Mentre i cittadini sono costretti a pagare, i dirigenti, anche quelli che non hanno raggiunto alcun risultato, incassano dai 9 ai 18 mila euro ciascuno come premialità” (Longo fa riferimento alla Determina Dirigenziale 98 del 14 ottobre 2011 – ovvero la 933/2011 – “Liquidazione retribuzione di risultato relativa all’anno 2009 ai dirigenti comunali”). In tutto, fra compensi ed oneri previdenziali, una spesa per Palazzo di Città nell’ordine del 252 mila euro. “Ciò – la stilettata di Longo – mentre si continua a pescare miseramente nelle tasche della gente comune”.

PAOLO AGOSTINACCHIO (LA DESTRA): “LA CITTA’ IN MANO AI POTERI FORTI” – L’ex sindaco si concentra, invece, sulla disgregazione politica del centrosinistra foggiano. Lui, cui è toccato l’onere e l’onore di annunciare, lunedì, l’Aventino, ribattezza questo smembramento “sfascio” ed estende il concetto su scala provinciale e regionale. Agostinacchio bacchetta Lucia Lambresa, eppure, questa volta, preferisce frustare Pasquale Pellegrino. Pur senza citarlo mai direttamente, allude a lui come all'”assessore che qui in Comune esercita ruoli di Governo con il centrosinistra ed in Provincia siede fra i banchi consiliari di una maggioranza di colore diverso”. E’ la sintesi di quel che prima chiama “trasversalismo”. Ovvero, “il male oscuro di questa comunità”. Poi derubrica alla voce “equivoco”. Quell’equivoco da amaro in bocca, che lascia “l’impressione di come la politica sia ormai defunta. E se muore la politica, muore la città”. Agostinacchio coglie al balzo l’occasione per difendere se stesso ed il suo operato alla guida di Palazzo di Città: “Dicono che il buco l’abbiamo arrecato noi. Io dico: ‘Menzogne!’. Solo chi pecca di cretinismo politico puo’ accettare queste cose”. La defunzione della politica, continua l’ex sindaco missino, “ha consentito ai gruppi di potere di mettere la meni su Foggia”. L’allarme, l’avvocato fa sapere che sarà fatto risuonare anche in sede romana: “Ho chiesto a Storace di fissare un appuntamento con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi“.

LUIGI MIRANDA, MIMMO VERILE, ROSARIO CUSMAI – Ma lo smacco più grande è quello dell’aeroporto. Ieri pomeriggio, l’annuncio ufficiale della società svizzera “Darwin” di abbandono dello scalo foggiano. “Non conviene”, il senso della nota della compagnia aerea. Cusmai non si tiene la rabbia ed urla, a proposito: “Ci stiamo lasciando scippare tutto. Mongelli, che ha un forte legame con il Presidente Vendola, sta conducendo, dice, una forte battaglia sul Gino Lisa. Ma è solo una battaglia telefonica la sua, una sorta di carità e noi non dobbiamo caritare nulla a nessuno”. Poco prima, Miranda aveva parlato di “ennesima sciatteria politica di un sindaco che avrebbe dovuto fare di più”. Fra i due, l’ex primo cittadino Verile (ora fra i banchi del Pdl) si era riferito all’amministrazione Mongelli come ad una “gestione commmissariale, dove il sindaco tiene per sé tutte le deleghe che gli arrivano” e, in chiosa, comparandola al “mercato del venerdì”.

Intanto, mentre si attende ancora il pronunciamento del Tribunale di Bari in merito alla fallibilità di Amica, l’opposizione fa sapere che partirà una nuova denuncia verso Corte dei Conti, Prefetto e Ministero in merito all’azione di riequilibrio varata lunedì pomeriggio e che, nei prossimi giorni, sarà sottoposta all’attenzione di Raffaele Piemontese, Presidente del Consiglio Comunale, la richiesta di una monotematica sull’ultima sentenza proprio della Corte dei Conti.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Foggia, le minoranze scendono dall’Aventino. “Finito il tempo della collaborazione” ultima modifica: 2011-10-25T16:38:41+00:00 da Piero Ferrante



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