Cronaca

San Severo, evasione dai domiciliari: arresti dei Cc


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San Severo – I carabinieri della Compagnia di San Severo hanno tratto in arresto in flagranza di reato Cartanese Giovanni Sergio, classe 1989, responsabile del reato di evasione. Ai militari dell’Aliquota Radiomobile l’uomo era noto per aver perpetrato reati in violazione della normativa sugli stupefacenti, proprio per tale motivo era stato arrestato mesi addietro e sottoposto al regime degli arresti domiciliari. A notarlo è stata una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia nell’ambito di un servizio di controllo del territorio che ha individuato l’uomo in giro per la città e lo ha bloccato. Il giovane è stato dichiarato in arresto per evasione e condotto presso il carcere di Foggia

SAN SEVERO: ARRETATO IN ESECUZIONE PROVVEDIMENTO DI CARCERAZIONE. I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno tratto in arresto ad Apricena (FG) il pregiudicato Cristiano Roberto, classe 76. Ad operare i militari della locale Stazione che hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso nei confronti dell’uomo dalla Corte d’Appello di Bari che ne disponeva la carcerazione definitiva. Cristiano che nel maggio 2009 fu arrestato perché trovato in possesso di 5 pistole e una mitragliatrice dovrà scontare 8 anni di reclusione.


Redazione Stato

San Severo, evasione dai domiciliari: arresti dei Cc ultima modifica: 2011-10-25T12:43:21+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Eugenio Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)
    Commette il reato di evasione chi, posto agli arresti domiciliari, va dal vicino per chiedere una confezione di salsa di pomodoro!
    Perfino richiedere una confezione di salsa di pomodoro può costar “caro”. Ne sa qualcosa un uomo leccese nei cui confronti e’ stato contestato il reato di cui all’ articolo 385, commi 1 e 3, c.p., perché, trovandosi agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, si allontanava da casa portandosi presso l’abitazione di un vicino posta sullo stesso pianerottolo.
    In buona sostanza la decisione presa dal magistrato penale, con sentenza n. 77 depositata il 22 aprile 2014,si è fondata sulle dichiarazioni del teste escusso su richiesta del PM e sulla produzione documentale prodotta.
    Il teste era un maresciallo dei carabinieri che riferiva di essersi portato presso l’abitazione dell’imputato dove questi era ristretto in regime di arresti domiciliari; giunto sul posto verificava che l’imputato non era nella sua abitazione ma nella casa di fronte dove vi era un suo amico anche lui agli arresti domiciliari.
    Qui il maresciallo appurava che l’imputato era seduto al tavolo e parlava con la madre del suo amico il quale “armeggiava vicino lo stereo cambiando la musica”.
    Sulla scorta delle risultanze dibattimentali il Giudice ha ritenuto che fosse configurato il reato di evasione, sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo; nell’evasione il dolo e’ generico quindi è sufficiente la volontà di allontanamento nella consapevolezza del provvedimento restrittivo a proprio carico.
    Non ha,invece, alcun rilievo lo scopo che l’agente si propone; inoltre neppure la durata e i motivi dell’allontanamento hanno importanza salvo che non abbiano carattere di esimente.
    Nella fattispecie de qua l’allontanamento dell’imputato ,dalla propria abitazione, non era giustificato da nessun valido motivo e secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale il reato di evasione si realizza anche con l’allontanamento dalla propria abitazione per trattenersi fuori di essa anche per breve periodo e in appartamenti contigui o in luoghi condominiali.
    Dunque, chi si trova agli arresti domiciliari non può neppure andare dal vicino per chiedere in prestito una confezione di salsa di pomodoro per preparare un piatto di pasta conviene sempre avere la spesa in casa o al massimo sarà un parente a recarsi dal vicino.
    Considerato il caso non è stato possibile il riconoscimento delle attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena.
    Per questi motivi, il Giudice trattandosi di fatto commesso nel 2009( legge 199 del 2010 più favorevole al reo)considerati i precedenti e la recidiva condannava l’imputato ad anni uno di reclusione oltre la condanna al pagamento delle spese processuali!
    Foggia, 30 giugno 2014 Avv. Eugenio Gargiulo

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