Manfredonia

Vite che cambiano. “Diffamato, inoccupato, in casa senz’acqua nè luce. Aiuto” (Video)


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Pasquale, muratore specializzato di III livello, attualmente disoccupato e residente in una casa di campagna a Zapponeta "senza acqua e luce" (ST)

Aveva una casetta piccolina in Canada. Ma un giorno, per dispetto, Pinco Panco l’incendiò (…)

PASQUALE, sui cinquanta, muratore di livello. Pasqua, casalinga, inoccupata perenne. Pasqua e Pasquale, dimorano a Zapponeta. Pasqua e Pasquale genitori di un ventenne “alla ricerca fissa di un lavoro”. Pasqua e Pasquale risiedono in una baracca alla periferia del centro: “Welcome” dice una tabella. Welcome , benvenuto, nonostante nella “casina” ci sia poco “per vivere dignitosamente”. “E’ da quando siamo qui che non c’è acqua e nè luce. D’estate lo sopportavamo. Ora d’inverno come faremo?. E poi. E poi: gli argini del canalone (in località Rivoli, ndR) che sembrano travalicare. “Una mattina mi alzerò – dice Pasquale – con il materasso nell’oceano e la casa con acqua e detriti”. La richiesta: “intervenire prima dell’inverno”. Referente: “il Comune o quanti in grado di farlo”.

La storia Pasquale, sulla cinquantina, originario di Cerignola, si trasferisce in Toscana per “fare il muratore”. Questo “oltre 30 anni fa”. “Mi sono specializzato fino al terzo livello – dice a Stato – ricordo che servivo i consorzi ed ho fatto anche 100 appartamenti in un breve periodo. Ero rispettato, apprezzatissimo”. Poi l’inversione di rotta. La convivente di Pasquale, Pasqua originaria di Zapponeta, “sente la mancanza di casa”. “Della famiglia”. Questo nel 2000. E spinge il convivente a tornare nel Tavoliere. “Arrivato a Zapponeta ho cercato subito di adattarmi. Con tutto il rispetto e la volontà del caso. Non sono un vagabondo. Non sono svogliato. Ho solo perso il lavoro. Non ho mai chiesto nulla. Qui nel Foggiano all’inizio sono stato rispettato”.

Ma basta un gesto. Una parola. E la vita di una persona cambia. Completamente. E si entra in un vortice oscuro. Buio. E quello che sembrava bello improvvisamente diventa “nero”. “A Zapponeta volevo metterci le radici. Ho sempre cercato di andare d’accordo con tutti. All’inizio, di ritorno dalla Toscana, ho lavorato vicino Bari. Poi con delle aziende locali”. Tutto benissimo. Poi un giorno, su racconto del signor Pasquale, l’arrivo in cantiere per lavorare. Ma qualcosa è cambiato. La situazione del giorno prima non riflette l’attuale. E giù con le accuse. “Senza uno straccio di prova”. E giù con gli sguardi, con il dico e non dico. Con il colpevolizzare “indirettamente”. Dunque non sei il colpevole. Materialmente. Nessuno te l’ha detto. Ma è come se lo fossi stato. Da sempre.

“Sono stato diffamato per un qualcosa che non ho fatto. Allucinante. Sono stato diffamato per nulla. In seguito sono stato io a denunciare per diffamazione”. Da qui in poi la vita di Pasquale cambia. ‘Che fai vuoi prendere quello a lavorare? Ma quello (…)”. I piccoli e medi centri del Meridione sembrano celare in sè delle effigi personali: ti hanno dipinto in un modo? E lo resti eternamente. E lo stesso vale al contrario: non sei buono ma lo sei stato? “E lo resti per tutta la vita”.

Da questo momento Pasquale ha “grandi difficoltà” nel trovare un lavoro. “Niente. Tanti anni in Toscana, tanta esperienza. Muratore specializzato di terzo livello. Oggi dovrebbero cercarli come merce rara. E invece niente. Qualcuno mi ha colpevolizzato. E non ho più trovato un lavoro”. Peccato che lavorare servi per campare. E per pagare il fitto immobiliare. “Sto cercando di aprire un’attività. Ma i tempi tecnici e la burocrazia ritardano il progetto. Noi non ci arrendiamo. Siamo coraggiosi. Purtroppo da quando persi il lavoro non riusciì più a pagare il fitto. E la proprietaria aveva manifestato l’intenzione di riprendersi i locali”. Dunque “lo sfratto giudiziario”. “Io, Pasqua, con mio figlio, siamo andati a vivere in una casa prima utilizzata d’estate. Vicino a un fiume, al mare. Per viverci stabilimente”. Peccato che in questa casa manchino ad oggi “l’acqua e la corrente”. “E cavolo neanche una doccia posso farmi? E neanche gli animali vivono in questo modo!”, dice Pasqua.

“Ora che sta venendo l’inverno – dice Pasquale – l’argine potrebbe cedere. L’acqua potrebbe salire. Ed io potrei ritrovarmi nell’oceano (metaforicamente, ndR) con il materasso come tavola. La mia donna soffre di diabete. Sono 5 mesi che non fa l’insultina. Il frigorifero lo utilizzamo ma per mettere i tegami. Usiamo un pozzo, con acqua salata, per andare avanti. Noi non chiediamo niente. Nel bene e nel male. La nostra unica richiesta al sindaco è quella di un piccolo sostegno: anche se io non l’ho votata sindaco lei non mi conosce. Non ho niente contro di lei (il Pasquale pensiero: “non ho votato a sinistra ma non per questo sono contrario all’amministrazione”). Glielo dico perchè si può anche avere una preferenza politica ma io la rispetto. Ci dia un piccolo aiuto, per consentire di riavviarci. Ma non voglio commiserazioni. Non vogliamo stipendi o altro ma solo un aiuto per ripartire. Siamo persone coraggiose. Non siamo vagabondi. Ora vorremmo solo tornare a vivere”. Gli occhi del figlio di Pasqua guardano l’acqua che sale. Acqua che s’avvicina verso la campagna. Il pensiero ai coetanei felici. Ai coetanei che hanno la fortuna di vivere “con l’acqua e la luce”. Pasqua lo guarda: “vorrebbe lavorare. Ma niente, niente. Cortesemente diteci cosa fare per tornare a vivere”. Chi risponde?

LA VIDEO INTERVISTA


g.defilippo@statoquotidiano.it

Vite che cambiano. “Diffamato, inoccupato, in casa senz’acqua nè luce. Aiuto” (Video) ultima modifica: 2011-10-25T17:54:56+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Redazione

    Per un errore di database i commenti a margine di questo testo sono andati perduti. Invitiamo i lettori ad inoltrare nuovi commenti. Grazie


  • Don Ciccio

    Ho letto il Vs articolo:

    Vite che cambiano. “Diffamato, inoccupato, in casa senz’acqua nè luce.
    Aiuto”.

    Non avete pensato di istituire una forma di colletta almeno i bisogni primari?
    Tra tutti i lettori e gli sponsor di STATOQUOTIDIANO, forse ci riusciamo!


  • per don ciccio

    Ma presumo che lei sia un prete…….allora mi chiedo poichè voi dovreste essere deputati e i primi ad accorrere verso i poveri abbisognosi. perche non lo fate? oppure interessate il nostro pr/imprenditore e commerciante perchè intervenga lui in primis?
    questo è dove pecca la Chiesa……..i preti dicono: fate quello che vi dico e non fate quello che faccio io!
    Vergogna.


  • un zapponetano

    xchè colui che ha intervistato pasquale non chiede notizie di questa famiglia a qualche parente di pasqua?purtroppo non ce piu waln…………


  • mauro la macchia 10/3/82

    In base a ciò che questo signore ha detto, che cerca un piccolo aiuto dall’amministrazione, perchè a breve deve avviarsi un suo progetto, perchè dice di essere persona volenterosa, nn lo conosco, comunque và aiutata questa famiglia avendo anche la moglie col diabete che nn fà l’insulina da 5 mesi. Le istituzioni si impegnano a dar ospitalità a stranieri scappati da guerre e nn, e la gente di casa nostra, quando si muoveranno ad aiutarla? Mauro La Macchia 10/3/82


  • Anonimo

    questa e fare la carita la carita si fa alle persone che non ce la fanno fisicamente ho con dei problemi non a persone che con la loro mentalita non si vuole sottometere al sistema. percio te e il tuo figlio se trovate da lavorare a25euro al giorno non dovete dire di no e pocco se no glialtri come farrano ad aiutarvi se faremo tutti cosi in che mondo vivremo sveglia sveglia sveglia……………….. al meno lascia vivere tuo figlio lascialo prendere la sua strada almeno fallo per lui


  • l,uomo tigre

    andate ah zappare tutte 3


  • caronte

    poverini, —zappala tu la terra se la sai zappare voi giovani avete paura di posrcarvi le mani e questo è assodato,volere èpotere, cio che ha rovinato queste persone del video non è la mancanza di lavoro ma le maldicenze di un paese che sa solo parlare alle spalle e per via di cio uno perde il lavoro e si trova in q stato assurdo davvero

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