Capitanata

Minervini, la ‘tristezza’ di Vascello: “La nostra classe dirigente inerme”


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Il commissario dell'Apt N.Vascello durante la manifestazione di Termoli la scorsa primavera (ph: Michele Sepalone)

Foggia – “Che tristezza la giornata di ieri, un’altra occasione persa non aver compreso, o non averlo voluto fare, che la vertenza Capitanata non vuole essere una clava da usare contro la Giunta regionale”. Ventiquattr’ore ed arriva la replica di Nicola Vascello. Lui, l’ex assessore, come buona parte della rete pro Gino Lisa, ieri non era presente all’assemblea tributata da SeL all’Assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini. Una decisione largamente annunciata ma che, a ben pensare, sta incominciando a far riflettere più d’un componente dell’organo che ha nella Carboneria la sede operativa.

Oggi dovevano tornare a riunirsi le associazioni, ed invece non sarà così. Nessuna spaccatura, ci conferma più d’un componente sin da stamattina. La partita prosegue, palla lunga e pedalare, per sfiancare la resistenza della regione Puglia. Che, comunque, ha dimostrato di avere abbastanza fiato, panchina lunga e tifosi in quantità per reggere l’urto del forcing locale.

Ma a Vascello non è andata proprio giù la serata di ieri. E che sia stata deprimente lo ripete con un’anafora efficace quanto dolente: “Che tristezza – ripete – quei toni sferzanti utilizzati per rispondere al grido di disperazione di un territorio ormai in ginocchio. Un’altra occasione persa non aver risposto alle legittime domande di una terra che non riesce più a comprendere quale sarà il suo futuro e di cosa dovranno vivere i suoi figli”. E ancora, all’ex commissario Apt non sono andati giù i continui riferimenti di Minervini a Foggia e ai foggiani, le allusioni, per niente velate ad ipotetici vittimismi, i sassi lanciati contro la classe politica e dirigente del capoluogo, che pure sferza a sua volta: “Che tristezza – e tre – lo sguardo assente dei rappresentanti istituzionali e di partito seduti al tavolo dei relatori, compiaciuti spettatori, incapaci di comprendere che l’ingeneroso atto d’accusa scagliato contro la nostra classe dirigente, chiamava in causa principalmente loro. Un’altra occasione persa, l’intervento della rappresentante del consorzio Gargano mare che non è riuscita a far comprendere che il Gino Lisa per un territorio come il Gargano non è più un lusso ma una esigenza”.

Come di gradimento nullo è stato lo scaricabarile levantino: “Che tristezza, voler scaricare a tutti i costi su altri le responsabilità di decenni di prevaricazioni consumate ai danni della parte più fragile della regione. Poteva essere questa l’occasione per aprire un dialogo schietto con una terra che si sente sempre più corpo estraneo rispetto al resto della regione. Doveva essere questa la circostanza da utilizzare per frenare quel sentimento autonomista che appare sempre più diffuso tra la gente di Capitanata”.

E il 7 dicembre, intanto, Foggia si prepara ad accogliere Di Paola. Con tanto di nuove diatribe.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Minervini, la ‘tristezza’ di Vascello: “La nostra classe dirigente inerme” ultima modifica: 2011-11-25T19:02:48+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • antonio

    I buoi sono scappati oramai…Bari ha deciso le sorti del Gino Lisa..Minervini non ha risposto alle domande delle Associazioni..altro che esempio di democrazia partecipata..cone tuonava una tn tg locale..ho volato spesso per Palermo per ragioni familiari, non ero uno della ritretta elite così definita da un altro rappresentante locale della governance..sono stato orgoglioso di far sapere agli amici e conoscenti anche di altre regioni che da Foggia, vecchia capitale imperiale, si volava…illusione svanita sotto il peso dei calcoli politico-territoriali…spero che alle prossime elezioni qualcuno in alto avrà il suo benservito..da parte dei foggiani..coraggio andiamo avanti..

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