Manfredonia
Da Giandolfi a Elisabetta Palumbo: dal febbraio 2016 ruolo ancora non sostituito

Manfredonia, “Perchè è ancora vacante il posto da Assessore all’Ambiente?” (IV)

Prima pubblicazione articolo: 29.06.2016

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Manfredonia. Giandolfi (2010), Gallifuoco (2011), Brunetti (2013), Armiento (2015), Palumbo (2015), X (data di insediamento: boh). 5 assessori in 6 anni di Amministrazione con mistero su chi ricoprirà il ruolo vacante da mesi. Così in sintesi il quadro ad oggi dell’Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile del Comune di Manfredonia, dall’insediamento della prima Giunta Riccardi.

Varie le motivazioni che negli anni hanno portato alle dimissioni o alle revoche delle deleghe “Purtroppo, problematiche di natura politica, sorte a livello sia comunale sia provinciale, all’interno del raggruppamento di appartenenza di Nunzio Giandolfi, l’Unione di Centro, ci hanno indotto a questa decisione. A malincuore, perché l’assessore ha lavorato con solerzia e vivo senso del dovere, guardando al bene della città“, aveva commentato il sindaco dopo il primo cambio nell’assessorato, in favore di Gallifuoco.

L’interregno di quest’ultimo dura 2 anni. Motivi della revoca delle deleghe? Come in precedenza. “(..) Nel corso degli ultimi mesi sono sorte problematiche di natura amministrativo – istituzionale, oltre che e principalmente politica, alla base della suindicata conferita delega“.

E’ la volta dunque di Adamo Brunetti, che riuscirà a completare il percorso da assessore dimettendosi – con una lettera inviata al sindaco – a ridosso delle amministrative, dopo la candidatura nella lista civica ‘Il bello viene ora’.

Parte il ‘Riccardi bis’ e l’Assessorato in questione sembra fare il verso – tra problemi atavici irrisolti (bonifica ex Enichem) e altri più incalzanti (Deposito gpl Energas) – a un film del 1951 di Riccardo Freda: “Vedi l’Ambiente e poi muori“. Si ironizza, naturalmente. Una polveriera, una santabarbara? Si evitino sproporzioni, ma certo – dopo l’insediamento della Giunta – le deleghe in questione sembrano proprio non voler trovare un ‘padrone’ (nel senso di assessore).

3 luglio 2015 – 15 febbraio 2016: come infatti ricordato, in poco più di 7 mesi, sono state due le dimissioni nella Giunta Riccardi bis, relativamente al citato assessorato. La restituzione delle deleghe, da parte dell’ex assessora Elisabetta Palumbo, seguì quelle protocollate ad inizio luglio dall’ex assessora Annarita Armiento. “Sono profondamente dispiaciuta; la mia – aveva detto l’avvocato Armiento – è una decisione sofferta, che mi provoca profondo rammarico ma, or ora, sono sopravvenuti impedimenti personali legati alla mia sfera privata e che, mio malgrado, non posso ignorare, perché non mi consentirebbero di svolgere con la giusta e doverosa serenità il compito affidatomi dal sindaco”. Al tempo diverse le voci sulle motivazioni alla base della scelta. In una conferenza stampa successiva, il sindaco Riccardi negò categoricamente una correlazione tra il progetto per l’installazione del deposito gpl a Manfredonia e presunte difficoltà di gestione, della procedura, da parte della neo assessora. “Motivazioni personali”. Giunte a pochi giorni dalla nomina.

Da sinistra verso destra in senso orario: Nunzio Giandolfi, Michele Gallifuoco, casella in attesa di essere riempita con il nome del nuovo assessore, Adamo Brunetti, Annarita Armiento, Elisabetta Palumbo

Da sinistra verso destra in senso orario: Nunzio Giandolfi, Michele Gallifuoco, casella in attesa di essere riempita con il nome del nuovo assessore, Adamo Brunetti, Annarita Armiento, Elisabetta Palumbo

Complessivamente analoghe le motivazioni indicate dalla professionista che ha sostituito la Armiento. Nella sua missiva indirizzata al sindaco, Elisabetta Palumbo scrisse infatti che “le motivazioni scaturiscono da sopraggiunti motivi personali, che mi impediscono di svolgere a pieno e con serenità questo compito che comporta un impegno continuo e responsabile”. “Ritengo quindi corretto e doveroso – disse la Palumbo – restituire la delega affidatami, consapevole di aver affrontato tutti gli impegni con umiltà e correttezza e restando, ad ogni modo, a disposizione dell’Amministrazione, per quello che mi sarà possibile”.

Passano alcuni mesi e la questione della nomina del nuovo Assessore all’Ambiente viene affrontata anche in Consiglio. ”(…) non c’è il consigliere Taronna con il quale devo scusare, perché per la verità questa interrogazione … si duplica rispetto a una stessa fatta dal consigliere Taronna (09.03.2016,ndr) rispetto alla quale avevo detto che mi sarei accinto a una sostituzione in tempi rapidi. Così non è stato, perché è evidente che il Sindaco diciamo sostituisce l’Assessore quando ritiene di aver a disposizione tutti gli elementi necessari per procedere alla sua sostituzione, come non ritengo che sia giusto, anche perché qui nessuno è stato nominato, credo che non sono stato nominato io, non è stato nominato nessuno che è in questa aula (in verità, il conferimento delle deleghe agli assessori, presenti durante le sedute del Consiglio comunale, avviene attraverso un atto del sindaco, ndr), ma siamo stati per fortuna eletti e credo che il Sindaco ha tra le sue prerogative anche la possibilità di mantenere e/o avocare a sé deleghe, questo è previsto dallo Statuto, è previsto dalle norme, quindi non gridiamo allo scandalo. Il tema è sempre lo stesso, il giudizio è politico, alla fine anche rispetto alla gestione di alcune deleghe, evidentemente sarà la città a dover esprimere un suo punto di vista, di merito rispetto all’attività del Sindaco e rispetto alle deleghe che ha voluto mantenere (….)”’. Così in replica ad un’interrogazione consiliare, del consigliere Italo Magno, nel corso della seduta di Consiglio dello scorso 20 maggio 2016.

Nel frattempo, si ricorda come per il nuovo dirigente del settore Ecologia e Urbanistica, la scelta è ricaduta sull’ingegnere Antonello Antonicelli, già direttore dell’area ‘Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale’ della Regione Puglia.

Sulla questione era intervenuto duramente in una nota stampa il Consigliere Italo Magno di Manfredonia Nuova, per il quale alla base delle duplici dimissioni nell’Assessorato in questione, nella nuova Giunta, vi sarebbe il progetto dell’Energas per l’installazione del deposito gpl. “Chi si sente di prendere una patata così bollente, senza avere alle spalle chi ti difende?”, il pensiero di Magno.

(PRIMA PUBBLICAZIONE 29 Giu, 2016 @ 12:12)

Redazione Stato Quotidiano, DDF

(FOCUS ANTONICELLI
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