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A cura di Pino Delle Noci

Riforma Costituzionale, art. 77 – Riflessione n.5

"Meditate elettori giovani e meno giovani, con un vostro Sì al questito referendario del 4 dicembre, avrete ipotecato il futuro consegnandolo nelle mani di qualche gabbamondo"

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Manfredonia. “In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…” (Piero Calmandrei).

Chiunque tenti di sovvertire, con colpi di mano e/o con il proprio voto, la Costituzione italiana dovrebbe prima ascoltare le voci lontane che dicono: non commettete atti insensati!”. L’art. 77 della Costituzione italiana è formato da tre comma semplici e comprensibili a chiunque; la sua modifica è il preludio dell’instaurazione di uno stato autocratico. Con la modifica Renzi-Boschi-P2-P3-P4, i comma da tre diventano 7 e sono orditi per assegnare al governo anche poteri legislativi. Erdogan docet.

Il preludio di una deriva autoritaria si manifesta già con la modifica al comma 1 dell’art. 77 che recita: Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. La riforma cambia la frase da “delegazione delle camere” in “delegazione disposta per legge”. La nostra Costituzione prevede un incarico al governo, nell’emanare decreti, revocabile dal Parlamento. Con la frase “delegazione disposta con legge” assegna di fatti al governo “poteri legislativi”. In pratica il governo attuale, usando la sua attuale maggioranza, vara una legge che lo delega ad emanare un decreto per il quale viene meno la necessità di avere l’approvazione del parlamento per la conversione in legge. Se passa il Sì al referendum costituzionale, l’arzigogolo viene votato dai cittadini e l’inganno passa. Basterebbe questo per capire la truffa alla democrazia che si stà congegnando con la modifica costituzionale. Evidenziare gli intrecci e le incomprensioni degli altri comma dell’art. 77 si rischia di diventare prolissi ed incompresi. La certezza è che, la modifica della Costituzione, è pregna di imboscate.

Attualmente i decreti vengono adottati per casi di urgenza dal Governo ed entro 60 giorni devono essere trasformati in legge dal Parlamento, altrimenti perdono efficacia. La riforma Boschi-Renzi P2-P3-P4, superando il bicameralismo, riserva la conversione dei decreti solo alla Camera. Nel caso di materie per le quali il decreto rientri anche nelle competenze del Senato, con espedienti contenuti nel testo, il Governo acquisise poteri che escludono il Senato. Un uomo solo, pilotato da poteri forti che gli forniscono una maggioranza anomala come quella attuale, diventerebbe il Kapò d’Italia. Una riforma diabolica, costruita sulle bugie e propagandata con un quesito referendario ingannevole come specchietto per le alloddole, non tutela i cittadini ma coloro che sono già ampiamente tutelati e privilegiati.

Meditate elettori giovani e meno giovani, con un vostro Sì al questito referendario del 4 dicembre, avrete ipotecato il futuro consegnandolo nelle mani di qualche gabbamondo.

Pino Delle Noci



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