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Chi ha contaminato l’area pertinente la fabbrica di manufatti in cemento-amianto denominata Fibronit spa?

Bari, alla ricerca degli inquinatori dell’ex Fibronit

L’alba del 18 ottobre 2016 vede l’inizio dei lavori di bonifica e riqualificazione di 100 mila metri quadrati

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Bari. Chi ha contaminato l’area pertinente la fabbrica di manufatti in cemento-amianto denominata Fibronit spa? “Stante gli accertamenti,elementi di fatto e di diritto,indagini,risultanze tecniche si provvede all’individuazione del responsabile dell’inquinamento nelle società Fibronit spa e Materit srl”.Parole che si leggono nell’incarto del 14 dicembre 2016,firmato dalla Città Metropolitana di Bari. Documento trasmesso a Regione Puglia,Procura della Repubblica di Bari,Asl Bari,Arpa Puglia e curatele fallimentari di Fibronit e Materit.

In precedenza, 1° giugno 2016, i vertici della Città Metropolitana comunicano, a Fibronit e Materit e al Giudice della sezione fallimentare di Vercelli,l’avvio del procedimento in cui “… si dichiara che le suddette società risultano, dagli atti e documentazione,soggetto responsabile della contaminazione”. La risposta dei curatori fallimentari? L’avv. Luisa Galli per Fibronit e l’avv. Carlo Capra per Materit il giorno 11 luglio 2016 scrivono che “…in nessun caso gli organi fallimentari possono essere ritenuti responsabili della contaminazione”.

A fine gennaio 2017 non è dato sapere l’opinione degli avvocati Galli e Capra in merito alla chiamata in causa notificata, 14 dicembre dell’anno passato,dalla Città Metropolitana.

Dunque una vicenda senza fine.

Che principia in data 20 settembre 1985.Allorchè la Finanziaria Fibronit,sede legale Casale Monferrato(AL),dismette la produzione di materiali d’amianto in capo allo stabilimento Fibronit spa di Bari. Il sequestro giudiziario è del febbraio 1995. Tra i capi d’imputazione figurano : realizzazione e gestione all’interno della Fibronit di una discarica non autorizzata destinata a smaltimento rifiuti pericolosi,dispersione nell’aria di polveri derivanti da lavorazione di amianto,nonchè distruzione delle falde acquifere.

Sopraggiunge il 2001 e lo Stato italico inserisce la Fibronit del capoluogo pugliese tra i siti d’interesse nazionale da bonificare. Dal Piano di caratterizzazione dei suoli interni e esterni della fabbrica,eseguito da TIA srl per conto della Fibronit,ratificato nel 2004 dal Ministero dell’Ambiente,si apprende che : “ si delinea in modo conclamato la responsabilità di Fibronit per inquinamento del sito… come noto l’area a elevata contaminazione,fino a 3-5 m. di profondità,è la cosiddetta discarica, già individuata nelle precedenti indagini…”.

Inoltre, lo studio di fattibilità per il riuso dell’ex Fibronit mette in luce che le fasi di lavorazione nel complesso industriale barese “ avvenivano senza alcuna prevenzione a garanzia della salubrità del luogo di lavoro e delle zone circostanti”. Non va dimenticato che la Fibronit di Bari si distingue per la consistente estensione e notevole quantità dei volumi di sostanze depositate.

Nel corso del tempo il luogo Fibronit è catturato dalla città nell’ambito della forte espansione edilizia,occupando zone privilegiate all’interno di ben tre quartieri : Japigia, San Pasquale,Madonnella.

Passano otto anni e il Giudice del Tribunale di Casale Monferrato dichiara il fallimento sia di Fibronit spa(13 marzo 2003) sia di Materit spa(28 giugno 2003). I responsabili legali di Fibronit non hanno mai proceduto all’obbligo di Legge e quindi il Tribunale di Bari, sentenza del 16 giugno 2004, dispone la confisca dei capannoni a titolo originario–ossia libera da eventuali vincoli o diritti di terzi—nel patrimonio dello Stato.

Con l’obiettivo di eliminare ogni rischio ambientale nel 2013 c’è il via libera,da parte del Comune di Bari, al progetto definitivo per la messa in sicurezza permanente dell’ex Fibronit,su cui, a metà luglio 2012,la Regione Puglia aveva espresso parere favorevole.

L’alba del 18 ottobre 2016 vede l’inizio dei lavori di bonifica e riqualificazione di 100 mila metri quadrati.

Impegnata, da Regione e Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia e Stato, la somma di 10.418.106,03 euro. Progettazione esecutiva e realizzazione assegnata,tramite gara,al raggruppamento temporaneo d’imprese Teorema spa di Acquaviva delle Fonti, AVR Sp.zo.0 di Cracovia e Geo Impianti e Costruzioni srl di Bari che ha offerto 9.785.674,04 euro oltre Iva.

Durata lavori? Settecentoquattordici giorni.

(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)



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