Manfredonia
"Le chiedo di revocare in autotutela la delibera di giunta regionale numero 1361 datata 5 giugno 2015"

Energas, “Lannes scrive al presidente Emiliano per Manfredonia”


Di:

GIANNI LANNES SCRIVE AL PRESIDENTE MICHELE EMILIANO PER MANFREDONIA!

”Al presidente della regione Puglia Michele Emiliano*

Le scrivo, innanzitutto, per richiamare la sua doverosa attenzione umana ed istituzionale, sulla necessità di stimolare un serio processo di sensibilizzazione riguardo all’improprio sfruttamento delle risorse ambientali, al degrado, all’inquinamento ed ai rischi ad essi associati per la salute umana. La tutela concreta dell’ambiente chiama in causa valori e beni fondamentali come la qualità della vita, il rispetto per la comunità biotica, la tutela effettiva della salute umana. La politica in uno Stato di diritto ha e deve mantenere un ruolo prioritario in quanto la sua ragion d’essere è data proprio dalla tutela dei diritti e valori umani, per i quali non è ammissibile alcuna forma di negoziazione. Il diritto ad un ambiente non inquinato va considerato ormai parte integrante del diritto alla salute in quanto quest’ultimo è evidentemente pregiudicato dalla violazione sistematica dell’equilibrio ambientale.

Colgo l’occasione per metterla al corrente se ancora non lo sapesse, della mancata bonifica dell’area di Manfredonia dall’inquinamento provocato dall’Eni – come si evince dai documenti ufficiali – che seguita ad avere gravissime ripercussioni sulla salute dell’ignara popolazione, in particolare di nascituri, neonati, bambini e adolescenti. Il 10 gennaio 2000 il ministro dell’ambiente con apposito decreto ha perimetrato le aree inquinate sulla terraferma e in mare, in particolare una zona marina prospiciente l’ex petrolchimico che ingloba il porto industriale di 8,5 chilometri quadrati, dove l’Ispra nel 2008 tra gli altri micidiali veleni sedimentati, ha rinvenuto sui fondali anche il mercurio, proprio dove è in atto da anni un impianto di maricoltura (finanziato dalla Regione) e dove l’Energas/Kuwait Petroleum intende far attraccare le navi gasiere.

Mi rivolgo a Lei, dopo aver ascoltato la registrazione di alcuni incontri pubblici a Manfredonia, dopo aver sentito la sua reiterata promessa (novembre 2016), per chiederle di revocare in autotutela la delibera di giunta regionale numero 1361 datata 5 giugno 2015, azione da lei stesso annunciata, a firma del governatore uscente Nichi Vendola. Un atto che ha espresso notoriamente la compatibilità dell’operazione speculativa targata Energas/Kuwait Petroleum, su cui, peraltro, è basato il decreto ministeriale numero 295 del 22 dicembre 2015, sottoscritto dai ministri Galletti e Franceschini. Recentemente, il 22 e 29 dicembre 2016, numerosi tra i cittadini e le cittadine più sensibili della città fondata da re Manfredi, hanno indirizzato al presidente della Repubblica, all’attuale presidente del Consiglio nonché ai ministri Calenda e Delrio, la motivata richiesta di arrestare l’iter autorizzativo per l’impianto del suddetto impianto di gas a petrolio liquefatto, definito dalle direttive Seveso, “a rischio di incidente rilevante”.

Nel congedarmi fiducioso da Lei per il suo fattivo interessamento, e nel comunicarle di essere a disposizione per qualsivoglia chiarimento, prendo a prestito le parole di don Tonino Bello, mio maestro di etica, incastonate nel libro Sud a caro prezzo (La Meridiana, Molfetta, 2003, pagina 55):

«Nel Meridione d’Italia si vive ancora l’età degli schiavi. Prima di tutto è impazzita la legge (nomos) che regola la conduzione della casa (oikia). E’ saltata, cioè, l’eco-nomia. Si è stravolta l’eco-torah. Le regole di condotta, indispensabili in ogni ordinata società, sono state soppiantate da altre regole che privilegiano la forza sulla giustizia, l’arbitrio sul diritto, il “faidate” sugli articoli di legge, il “self-service” normativo sulle istanze del bene comune legittimamente codificate. Assistiamo, insomma, all’eclisse della legalità».

Cordiali saluti!

Gianni Lannes

*(lettera inviata per posta elettronica giovedi 26 gennaio 2017, alle ore 17,04).

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/gianni-lannes-scrive-al-presidente.html#more

Energas, “Lannes scrive al presidente Emiliano per Manfredonia” ultima modifica: 2017-01-26T20:17:57+00:00 da Redazione



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Commenti


  • rinuncio

    Ancora con sta energas…l amministratore delagato ci ha rinunciato…ha capito dove si trovava…..


  • Cittadino indignato


  • Re Manfredi

    Cittadinanza onoraria e chiavi della città’ dopo la fine dell’ odissea tremenda vissuta da Manfredonia.


  • svolta

    Chi rinuncia si esprime a chiare lettere, con una dichiarazione inoltrata agli Enti Pubblici coinvolti e/o interessate.
    Fin quando ciò non avviene il malefico gas cammina sotto, sotto al buio come fatto prima che venisse a galla il progett/proposito grazie al movimento civico del prof. Italo Magno.


  • Anonima

    Evvaiiii adesso fate chiudere anche l impianto di Acqui cultura fate chiudere l ospedale fate chiudere il mercato ittico fate chiudere le menti di tutti i manfredoniani. Vergogna!!!!!!


  • MANFREDONIANO

    GUAI A MOLLARE! LANNES DAVVERO STREPITOSO!
    CI VOLEVA UN MASTINO INDAGATORE COME LANNES A DIFENDERCI CONTRO I SORPRUSI DELLA POLITICA E DELLE LOBBIES!


  • MANFREDONIANO

    PER QUANTO RIGUARDA EMILIANO E AMICHETTI DI PARTITO IL CONTO LA POPOLAZIONE DI MANFREDONIA VE LO PRESENTERA’ ALLE PROSSIME VOTAZIONI POLITICHE!


  • Dino

    Ascoltare lannes e’ musica per le mie orecchie.Purtroppo i suoi libri e i suoi articoli sono pieni di denuncie e moniti per gente senza scrupoli che venderebbe la propria madre per un piatto di lenticchie come dice Lannes.Pero’ e’ la goccia che scava la roccia dice un detto.
    NO ENERGAS


  • Zio Peppino

    Siamo solo degli illusi.
    Il progetto Energas sta andando avanti…
    …ed in maniera spedita…
    le azioni in campo sono state solo aria fritta…
    …come la bufala “Bruxelles”…


  • Le denunce prive di protocollo

    Anche la rabbia dei sipontini va avanti in maniera spedita..


  • Francesco

    Prima di far chiudere l’impianto di acquacoltura non sarebbe meglio far ripetere le analisi del 2008, visto che sono passati 9 anni. Ho molti buoni motivi di ritenere che quelle analisi, condotte con i metodi e le apparecchiature dell’epoca, sono sbagliate. Inoltre andrebbero confrontate con quelle dei sedimenti di altri fondali marini costieri del mare Adriatico.

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