Palazzo Dogana, minoranza spinge per dimissioni Pepe

di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 26 febbraio, 2010

PalazzoDogana-Picasaweb.it

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Foggia – I consiglieri provinciali del centrosinistra hanno depositato questa mattina la richiesta di convocazione di una seduta monotematica del Consiglio provinciale con all’ordine del giorno la crisi politico-amministrativa determinata dalla revoca delle deleghe agli assessori dell’UdC e la fuoriuscita di questa stessa forza politica dalla maggioranza di governo a Palazzo Dogana. “La crisi politica e amministrativa in cui versa l’Amministrazione provinciale di Foggia testimonia l’evidente fallimento del progetto politico e programmatico incarnato e sintetizzato dalla candidatura e dall’elezione dell’on. Antonio Pepe – si legge nel documento – E’ fuori di dubbio che la Provincia di Foggia non abbia assunto alcun ruolo nelle vertenze sociali di maggiore rilievo esplose in questi due anni, mostrando appieno l’incapacità di interpretare, anche in forme innovative, il proprio ruolo politico e amministrativo; con l’ulteriore aggravante del totale disprezzo per le proposte avanzate dai gruppi di minoranza e, più di una volta, condivise dai partiti di maggioranza. Ciò che di qualificato e qualificante è stato compiuto in questo periodo è l’aver portato a compimento la programmazione attivata dalla Giunta provinciale presieduta da Carmine Stallone e sostenuta dalle forze di centrosinistra. Prova ne sia l’adozione definitiva del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, la cui stesura è stata avviata e sostanzialmente esaurita nel quinquennio 2003-2008. La rottura dell’accordo elettorale con l’UdC – originata da vicende interne a questo stesso partito e alimentata dalle ambizioni assessorili di singoli consiglieri – ha determinato l’instabilità politica della maggioranza e il rallentamento dell’attività amministrativa, peraltro mai all’altezza delle aspettative della comunità per celerità ed efficacia. Al punto da determinare l’inagibilità politica del Consiglio provinciale, la cui convocazione su temi decisivi per il territorio è stata rinviata sine die per evitare l’evidenza della debolezza numerica e politica della maggioranza, come più volte è accaduto nel recente passato. Il contesto critico appena descritto è ulteriormente aggravato dalla rivalutazione, anche a destra, della decisività politica del tema dell’incompatibilità tra il ruolo di presidente della Provincia e di parlamentare assunti entrambi dall’on. Antonio Pepe, che persistendo nella doppia rappresentanza mostra di non avere alcun rispetto della comunità che lo ha eletto e dell’istituzione che è stato delegato a governare”.

prencipeantonioLE DICHIARAZIONI DI PRENCIPE – “Ci sono motivazioni più che sufficienti per sollecitare la discussione sul presente ed il futuro dell’Amministrazione Pepe in Consiglio provinciale, restituendo dignità istituzionale e trasparenza politica al dibattito tra i partiti che lo compongono – commenta il capogruppo del PD, Antonio Prencipe – Ci appelliamo al presidente dell’Assise, Enrico Santaniello, affinché la convocazione avvenga nel termine dei 20 giorni indicato dal regolamento consiliare, così garantendo alla minoranza l’esercizio pieno ed effettivo delle proprie prerogative istituzionali e scongiurando il prevalere di logiche elettoralistiche. D’altronde, più volte i rappresentanti del PdL e delle civiche di destra hanno sostenuto la compattezza, numerica e politica, della maggioranza; dunque, non dovrebbero frapporre ostacoli formali allo svolgimento del dibattito. In quella sede – conclude Prencipe – ribadiremo la richiesta di dimissioni del presidente Pepe e la necessità di restituire ai cittadini il diritto di scegliersi un altro governo per la Capitanata, espressione della maggioranza degli elettori e non frutto di un ribaltone amministrativo”.

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