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La Puglia, infatti, si colloca al penultimo posto tra le venti regioni italiane in termini di incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione totale

Cresce la presenza straniera residente in Puglia

Si fa riferimento, in particolare, alle trasformazioni in corso sul fronte della fecondità e della struttura demografica

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L’Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali rende noto che negli ultimi 15 anni, la presenza straniera residente in Puglia è cresciuta in termini assoluti, senza acquisire, comunque, un peso rilevante in termini percentuali, rispetto al totale della popolazione. La Puglia, infatti, si colloca al penultimo posto tra le venti regioni italiane in termini di incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione totale.

Alla luce di tali dinamiche, emergono, comunque, degli elementi degni di nota. Rilevanti, soprattutto per le implicazioni che ne deriveranno nel prossimo futuro, sono i cambiamenti nella struttura demografica degli stranieri, il cui processo di integrazione passa anche attraverso l’acquisizione di comportamenti analoghi a quelli degli autoctoni, sia in ambito familiare sia nel più ampio spettro socio-economico.

Si fa riferimento, in particolare, alle trasformazioni in corso sul fronte della fecondità e della struttura demografica; sebbene la popolazione straniera continui a presentare valori superiori a quanto si osserva, ormai da tempo, per la popolazione italiana, la sua fecondità si è ridotta in maniera considerevole. Inoltre, atteso che la popolazione straniera residente in Puglia continua ad essere costituita per i due terzi da persone in età da lavoro (15-64 anni), l’età media in Puglia è aumentata: se, infatti, nel 2002, le incidenze della popolazione non autoctona, con età 25-42 e 43-64 anni, erano rispettivamente del 46,1% e del 18,1%, nel 2015 le quote diventano del 41,6% per i 25-42enni e del 26,8% per i 43-64enni.

Tale andamento segnala un modello migratorio più radicato e stabilizzato, propedeutico ad un processo di integrazione sociale sempre più intenso, e testimoniato dalla crescita della presenza di alunni stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado. L’incremento della presenza straniera in Puglia, infine, è accompagnato da una maggiore varietà nelle cittadinanze presenti, ciascuna delle quali ha visto ridimensionare la propria incidenza rispetto al totale: se, infatti, nel 2002 i cittadini albanesi costituivano il 42% del totale con circa 15mila persone, nel 2015 i cittadini romeni, che con oltre 32mila persone costituiscono la prima cittadinanza presente in Puglia, rappresentano il 27% della popolazione straniera.

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)



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