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Colpevoli sono i Romani, da sempre avversi alle irregolarità e per i quali febbraio era il Mensis Feralis

Il 29 febbraio si avvicina: anno bisesto, anno funesto?

Nei paesi anglosassoni, ad esempio, una tradizione legata a S. Patrizio vuole che il 29 febbraio le ragazze possano chiedere al fidanzato di sposarle

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Roma. ”Anno bisesto, anno funesto”, dicevano i Romani. ”Anno bisteso, ne’ baco, ne’ moglie, ne’ innesto”, incalzava mille e 400 anni dopo lo scienziato Michele Savonarola, nonno del domenicano Girolamo. Insomma, fermi tutti: niente nuove imprese, ne’ passioni, quando l’anno ha un giorno in più. Povero 2016, a partire così la strada è davvero in salita. E a pochi giorni dalla data fatidica, quel 29 febbraio che compare ogni quattro anni, quasi esistesse e non esistesse, anche chi non è superstizioso si ritrova a pensarci su. (di Daniela Giammusso)

Da quando, nel 46 a.C., Giulio Cesare, per pareggiare i conti con le sei ore circa che ”avanzano” ogni anno dai 365 giorni canonici, seguendo i calcoli dell’astronomo Sosigene di Alessandria introdusse nel suo calendario un giorno in più ogni 4 anni, subito dopo il 24 febbraio. E poiché il 24 febbraio in latino era il ”sexto die ante Calendas Martias”, quel giorno diventò il ”bis sexto die”, da cui la denominazione ”bisestile”.

Ma perchè tanta ostilità verso l’anno bisestile? Colpevoli sono i Romani, da sempre avversi alle irregolarità e per i quali febbraio era il Mensis Feralis, il mese dei morti, dedicato ai riti per i defunti e alle cerimonie di purificazione.

I più superstiziosi sono corsi a fare i conti: E’ in un anno bisestile, il 1908, che è avvenuto il terremoto di Messina, nel 1968 quello in Belice, nel 1976 in Friuli e nel 2004 lo tsunami nell’Oceano Indiano. Sempre in un anno bisestile, il 2012, era prevista anche la fine del mondo secondo i Maya. Ma visto che siamo tutti ancora qui, forse invece quel 29 febbraio ha portato bene. D’altronde l’ostilità contro il bisestile appartiene solo ai popoli latini. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, una tradizione legata a S. Patrizio vuole che il 29 febbraio le ragazze possano chiedere al fidanzato di sposarle. Chi non accetta paga pegno, comprese 12 paia di guanti, uno al mese, per celare la mano ancora senza anello della fanciulla. (fonte: ANSA)



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