Manfredonia
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Solarium ‘Acqua di Cristo’, “Perchè sull’Albo pretorio non c’è l’atto del Permesso di costruire?”

"Vi sono obblighi di pubblicazione? La pubblicazione del suddetto PdC avverrà in un secondo momento o non vi è necessità?"

Di:

Manfredonia. ”Gentile Redazione di Stato Quotidiano, vi chiedo gentilmente di fornirmi una risposta: come mai sull’Albo pretorio online del Comune di Manfredonia non vi è traccia (al momento in cui si scrive,ndr) del Permesso di costruire n.10/2016 del 25/01/2016 (dati riportati sul cartello di cantiere come vostra foto allegata all’articolo relativo al realizzando Solarium in località Acqua di Cristo), anzi il primo pubblicato è il n. 14/2016? Vi sono obblighi di pubblicazione? La pubblicazione del suddetto PdC avverrà in un secondo momento o non vi è necessità? Grazie”. (Michele, Manfredonia 26.02.2016)

L’installazione. Si fa riferimento alla prossima realizzazione di un “Solarium” con servizi in località ‘Acqua di Cristo – viale Miramare’, area pubblica frequentata ogni estate in primis dai residenti. In particolare, il permesso di costruire riporta la data 25.01.2016, rilasciato alla ‘La Roca’ sas (vedasi tabella). Direttore dei lavori e progettista l’Architetto Massimo Campanile. Progettista delle strutture l’ingegnere Fabio Rinaldi. La data di inizio lavori riporta il 03.02.2016.

Cosa dovrebbe essere realizzato. Come riportato in un atto dell’Autorità Portuale di Manfredonia, dell’ottobre 2015, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Foggia con nota parere del 04.06.2014, autorizza “La realizzazione di un solarium per il noleggio di ombrelloni e lettini, avente natura temporanea (ovvero sarà posizionato solo durante la stagione estiva). L’opera consentirà l’utilizzazione di tale tratto di costa caratterizzato dalla presenza di scogli, mediante l’installazione di una serie di pedane di legno a più livelli che seguiranno l’orografia della scogliera fino al mare, con la conseguente realizzazione di un chiosco servizi + WC (in legno per il corpo Servizi-Reception-Bar ed in una struttura prefabbricata metallica per il corpo W.C.), la realizzazione di due spogliatoi (uomo/donna) e di tre docce, in località ‘Acqua di Cristo – viale Miramare’ del Comune di Manfredonia”.

L’Autorità portuale di Manfredonia – con atto del 19 ottobre 2015 – ha concesso alla società “La Roca di Spagnuolo Leonardo & C. sas” di Manfredonia, nella persona del socio accomandatario e rappresentante, di “occupare, per il periodo della stagione estiva, un’area demaniale sita nel Comune di Manfredonia al viale Miramare di mq.1080, da adibire a solarium giornaliero e noleggio ombrelloni, avente scadenza il 31.12.2018″.

Allegati – FOCUS
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Screenshoot Albo Pretorio Comune di Manfredonia – 26.02.2016 – Ore 21
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Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • Dino

    Magicamente è uscito,fino adesso anch’io non la trovavo,forse la parola “solarium” nell’oggetto di ricerca non l’ho scritta bene.


  • ilproletario

    Una volta costruito il “Solarium”, sarà cambiato anche il nome del cosiddetto “Palazzo della Sorgente”????
    Diventerà Palazzo del Solarium?????


  • Donato

    Stanno cambiando la scogliera, stanno uccidendo Manfredonia. Stiamo a guardare.


  • pino83

    Ora hanno anche oscurato il perimetro !!!!!


  • Matteo

    un popolo di ignoranti e invidiosi


  • Matteo

    dovevate fare ricorso due anni fà. Adesso vi dovete mangiare il fegato per la rabbia e andare a ca- in un altro posto.


  • fedele

    Donato dice bene:Stanno uccidendo Manfredonia e stiamo a guardare.Ma cosa possiamo fare? ci vorrebbe un partito di qualsiasi fede che prenda in mano la situazione e contesti se non è troppo tardi il Solarium.Prendiamo esempio da Cerignola che per il declassamento dell’ ospedale si stanno muovendo e Martedì vanno a Bari a contestare tale decisione.


  • iovidi

    CHI NON è D’ACCORDO CON TALE AUTORIZZAZIONE ED ALL’EPOCA HA VOTATO A FAVORE DI CHI OGGI AMMINISTRA…. FACCIA SENTIRE IL PROPRIO NEGATIVO PARERE A CHI HA DATO IL VOTO…. ALMENO QUESTO LO POTETE FARE….


  • Moralizzatore

    Le documentazioni escono fuori solo se richieste. Nel frattempo però si è già iniziato a riempire di cemento i pochi tratti rimasti ancora al pubblico accesso. Cosa che doveva avvenire solo per la stagione estiva. Che squallore di paese. Scontato che mi vedrò bene di spendere 1 solo euro per l’ennesima distruzione del territorio. Non basta che l’amministrazione non abbia mai provveduto al decoro della costa pubblica, ora la vende ai privati senza farsi tanti scrupoli. Che squallore.


  • Michele

    il permesso di costruire non è ancora online


  • Colui colui

    Se i cittadini fossero stati a conoscenza di tale opera, si sarebbero attivati almeno per mitigare tale opera.
    Comunque credo che si possa cercare di rimediare ancora, con una proposta che vada bene a tutti cioè:
    Lasciare i servizi igienici ed il bar, nel contempo dare libero accesso a tutti in modo da non dover pagare per andare al mare, poi chi vuole può pagare un minimo per avere le sdraio, ma ci deve essere un passaggio per i residenti, questa potrebbe essere una buona cosa.


  • stella del nord

    La legge DEVE ESSERE UGUALE X. TUTTI.MA QUA SI MANGIA SEMPRE


  • Il sangue della scogliera del villaggio dei pescatori grida ancora vendetta al cielo!

    TOGLIETE QUELLO SCHIFO CEMENTO DALLA SCOGLIERA! MANFREDONIANI RIBELLIAMOCI E I CONSIGLIERI AL COMUNE CHE FANNO DORMONO?


  • stella del nord

    Proposta: Lasciamo il bar e i servizi igienici.stop!


  • stella del nord

    Veramente qualcuno si è mosso.aspettiamo e vediamo.non credo che andra’ avanti


  • Matteo

    E adesso dove devo portare il cane a fare i bisogni senza nemmeno raccoglierli da terra?
    Chiederò all ENPA di verificare i permessi


  • ezio

    VERGOGNA, COME E’ POSSIBILE FARE IMPRESA IN QUESTO CLIMA MEDIOEVALE? LA SCOGLIERA INIZIA A MANFREDONIA ED ARRIVA A VIESTE, IN PROSSIMITA’ DEI CENTRI ABITATI E MEGLIO LA GESTIONE AI PRIVATI, ALMENO C’E’ CONTROLLO E PULIZIA, IN ALTERNATIVA SPORCIZIA ED ANARCHIA.


  • Manfredony

    Dalla scherma, si legge che ben 13 atti di costruzione, tutti del 2016, non sono sull’albo pretorio. E’ legale? E i politici che devono controllare ora cosa faranno?
    A pensar male si azzecca sempre


  • Moralizzatore

    Ezio ma a chi vuoi darla bere? Sembra quasi che i privati lo facciano per un interesse collettivo invece si tratta della ennesima privazione della costa ai suoi cittadini, cosa che renderà quei poco di spiaggia libera ancora più caotico e fetente. E non saranno certo i privati che faranno pulizia. Dovrebbe farlo l’ammistrazione ma quella è impegnata solo a dare concessioni per riempire di cemento gli spazi ancora liberi. Infatti quelle poche barche presenti nel nuovo porto turistico potrebbero essere tranquillamente piazzate negli altri porti presenti e resterebbero ancora spazi vuoi. Un grande successo cementificare le costa, non c’è dubbio.


  • franco

    pecore,ma lo sapete che agli scogli dell’acqua di Cristo c’e’ sempre stato il divieto di balneazione?


  • stella del nord

    Allora se c’e’ il divieto perche’ piazzare il solarium?


  • uomo della strada

    http://catania.meridionews.it/articolo/37836/solarium-di-ognina-a-smontarlo-ci-pensa-il-mare-la-ditta-e-in-ritardo-ora-ce-un-danno-ambientale/

    Il solarium di Ognina – costruito di fronte all’istituto Nautico – doveva essere smantellato entro il 31 ottobre. La data è quella stabilita dalla Regione e coincide col termine della stagione balneare. I lavori spettavano alla ditta Fraggetta Fabio & c. sas – che tre anni fa ha ottenuto la gestione dei solarium e delle spiagge libere comunali – ma gli operai non sono mai stati visti a lavoro. A tirare via assi di legno e tubi di metallo ha provveduto – con un giorno di ritardo sulla scadenza fissata dalla Regione – la mareggiata che domenica ha raggiunto le coste catanesi.

    «Il solarium – che di sera ospitava un locale dove bere e ballare – è stato utilizzato fino a pochi giorni fa da Fraggetta», spiega l’assessore all’Ecologia Rosario D’Agata. La battigia sulla quale la struttura era stata costruita è adesso invasa da pezzi di legno, di metallo e altri detriti provenienti da quel che resta della piattaforma distrutta dalla forza delle onde. «Aspetto una relazione dai miei tecnici – dice a MeridioNews l’assessore – per accertare l’entità del danno ambientale causato alla costa». A ripulire la zona dovrà provvedere la stessa ditta che avrebbe dovuto pensare allo smontaggio e che «se ci saranno gli estremi – conclude D’Agata – sarà diffidata per attivarsi al più presto».

    L’impresa prende il nome di Fabio Fraggetta il cui fratello è Claudio. Quest’ultimo è un dipendente comunale vicino al sindaco che si occupa di eventi, spettacoli, cultura e sport. A maggio 2013, nel vivo della campagna elettorale cittadina, è stato anche rappresentante della lista civica Patto per Catania, tra quelle che appoggiavano la candidatura di Enzo Bianco a primo cittadino. La convenzione tra la ditta Fraggetta e il Comune – stipulata a giugno 2013 – scade nel 2015. Una clausola stabilisce però che l’accordo è rinnovabile per altri due anni. «No, assolutamente no – è la risposta dell’assessore D’Agata al riguardo – sarà bandita una nuova gara». Alla quale però potrebbe partecipare anche la ditta Fraggetta, e aggiudicarsi la gestione per altri tre anni.

    «È vero – ammette D’Agata – ma chiederemo idonee garanzie». Più volte il Comune ha avuto da lamentarsi con l’impresa che finora ha gestito gli spazi pubblici balneari. Lo scorso anno, infatti, la ditta è stata più volte al centro delle cronache e delle polemiche. Dalle proteste dei bagnanti sui servizi offerti alla Playa – degrado e muffa, cassetta di primo soccorso vuota e assenza della torretta di salvataggio – a una multa per ombrelloni e sdraio senza autorizzazione. Sempre nel 2014, inoltre, la ditta avrebbe scavalcato il Comune, dando il benestare allo svolgimento del circo alla spiaggia libera numero 1. Quest’anno è toccato poi a tre turisti allontanati perché accompagnati da un cane, nonostante una norma regionale apposita ne consenta la presenza.


  • stella del nord

    Pensiamo a far le cose second la legge.

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