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Grande Festa nella Chiesa Matrice per lo scoprimento della restaurata Statua

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Rignano Garganico. Scoperta nella tarda mattinata di oggi la statua lignea della Madonna Addolorata , a Rignano Garganico. Reduce, quest’ultima, di una recente ed accurato restauro, di cui si dirà. La funzione ha avuto luogo al termine della Santa Messa domenicale, officiata dal parroco don Santino Di Biase nella Chiesa Matrice dell’Assunta, di origine romanica, ma di chiara architettura rinascimentale, a quanto si evince dalle tre navate, separate da eleganti e ben ordinate colonne abbellite con pietra mandorlata garganica, assai reperibile nelle sottostanti ‘mattine’. Come risaputo, lo stesso materiale servì anche per abbellire la nota reggia di Caserta, di borbonica memoria. La stessa materia che fino ad alcuni decenni or sono formava la balaustra che separava il luogo sacro dei tre altari dal pubblico dei devoti. Le pareti e la volta sono affrescate da Natale Penati, grande pittore milanese vissuto ed operante nel secolo scorso. Il tempio, come accade da qualche tempo era stracolmo di pubblico incredibilmente ‘festante’, trattandosi di una Madonna Addolorata, appunto, per via dei famosi Sette Dolori evangelici da Lei sofferti per amore del figlio Gesù, venuto in terra per salvare l’umanità dal peccato. Il simulacro della Vergine era predisposto in bella mostra, agghindato di fiori a più non posso e di luminarie sul lato sinistro dell’Altare maggiore. Prima di lasciare il tempio, i devoti a gruppi l’hanno salutata sostando di fronte per alcuni minuti in preghiera.

Dopo di che sull’uscio si sono scambiati il saluto fraterno con il parroco che era lì in attesa, come un santo, indossando i sacri abiti. A quanto si è appreso la statua è rimasta in restauro sin dalla metà di novembre dello scorso anno presso lo studio d’arte e restauro di Luigi Valerio Iaccarino e Giuseppe Zingaro in quel di Andria, che l’hanno disinfettata accuratamente contro i tarli, riparata in qualche tratto e rimesso a nuovo il vestito nero originario , trapuntato d’ oro. La sistemazione dell’opera è stata sostenuta finanziariamente da un gruppo di devoti, partecipanti al progetto “Adotta un Santo”, finalizzato al restauro generale di tutte le statue ‘bisognose’. Iniziativa inventata e portata avanti da Antonio Cozzetti, giovane animatore e coordinatore delle attività religiose e culturali della Parrocchia. Si presume che l’opera in questione sia di fattura – scuola napoletana risalente al tardo Settecento, proprio in coincidenza con l’arrivo e la diffusione del citato culto in paese, sull’esempio anche di quanto avveniva nella vicina San Marco in Lamis, dove l’attaccamento all’Addolorata è molto avvertito. La statua era allogata nella nicchia sovrastante l’altarino a destra di quello maggiore. Sicuramente a curarne la funzione e tradizione ci pensava la Confraternita dei Morti ossia del Purgatorio, almeno fino alla sua estinzione e funzione, avvenuta in epoca incerta, forse a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Ai tempi del Colera operava ancora, a quanto appreso da alcuni documenti, di cui si è fatto cenno nel v. Padre Pio e Rignano , 1e e 2e , 2009 – 2010, redatto da chi scrive e dal figlio Angelo, ma con spesa di stampa sostenuta da P. Antonio Resta, del quale sarebbe bello vederlo in mostra, e semmai diffuso, assieme agli altri sull’apposita bancarella della parrocchia. L’Addolorata raffigura il ‘dolore materno e femminile’in genere per antonomasia, specie nel Meridione dove convive con l’essere donna da tempo immemorabile, ritenuta a torto sottomessa e schiava del maschio. E questo accade ancora oggi, nonostante le lotte e le conquiste dell’emancipazione sia in campo legale sia in quello esistenziale e dei vari ‘telefoni’ amici che dir si voglia. Il delitto d’onore, il femminicidio e la violenza contro il cosiddetto sesso debole, per non dire ‘inferiore, è una pratica ancora troppo diffusa e praticata, non tanto nei Paesi a religione mussulmana, come c’è da aspettarselo, ma anche dalle nostre parti dove il cristianesimo la fa da padrone. A Rignano non c’è una vera e propria festa dell’Addolorata, ma la si venera in ogni momento con la supplica e la preghiera, specie la sera del Venerdì Santo, allorché compagnie di giovani donne vestite e velate di nero sfilano in processione sorreggendo un piccolo cuscino con sopra un oggetto tipico della Passione di Gesù (chiodi, tenaglie,ecc.).

(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)



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