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La pagina facebook e la petizione su change.or

Orfani con “obbligo di Cud”: il caso delle famiglie vedove

Rita Francia racconta i diritti negati perso il coniuge


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Foggia. Ha compilato per tre anni un normale 730 considerando i suoi figli a carico, operazione che ha svolto il suo commercialista. Al quarto anno il fisco le ha notificato una serie di multe dilazionate nel tempo, e altre ne arriveranno, perché i suoi figli sono considerati “fiscalmente indipendenti”. Motivo: Rita Francia, docente universitaria originaria di Biccari che vive a Roma dove insegna all’Università, è vedova con due figli, uno di 7 l’altro di 15 anni. Superando una certa soglia di reversibilità non può usufruire, né fiscalmente né dal punto di vista del welfare, di tutti i provvedimenti che riguardano le famiglie. Una situazione in cui si trovano circa 50mila madri o padri con figli minori che hanno perso il coniuge. “Siamo fuori da tutti i provvedimenti che riguardano la famiglia nel momento in cui sono riconosciute, giustamente, unioni di ogni tipo e per cui si sta operando molto. Sembra che in Italia solo chi fa più rumore ottiene, non è che se non sfiliamo non esistiamo, abbiamo perso uno status in seguito ad una tragedia e ci dicono che non ci sono soldi. La reversibilità ci arriva decurtata dl 60% e ipertassata”.

La soglia di reversibilità nell’ultima finanziaria

Ma vediamo i termini di questa “autonomia fiscale”, notizie che Rita Francia ha cercato in rete una volta capito che lei e si suoi due figli non erano considerate famiglie tradizionali. Su facebook è stata creata una pagina intitolata “riconoscimento dei diritti alle famigli vedove” in cui si dibatte quotidianamente sui resoconti delle commissioni parlamentari, i provvedimenti legislativi delle Regioni, servizi di alcune testate giornalistiche, locali e non, che si sono interessata al problema. Tutto risalirebbe alla legge Dini del 1995, ricostruisce Francia, che aveva fissato alcune restrizioni “ma dovevano essere passeggere”. La soglia di reversibilità è stata innalzata di mille euro, da poco più di duemila che era, nella finanziaria 2016. Attualmente è di 3mila e 800 euro “ma noi vorremo che fosse innalzata almeno a 5mila perché uscissimo da questa spirare negativa”. La petizione su change.org prima dei provvedimenti della finanziaria ha contribuito a smuovere le acque e quindi ad ottenere questo piccolo risultato. Quello che le famiglie vedove temono oggi è che la vicenda sia “considerata chiusa”. Nell’attivazione di misure a favore delle famiglie, Francia cita l’impegno del consigliere dei 5stelle Della Villa e Giorgetti di Fi, ha contatto Codacons e Federconsumatori che si sono detti “interessati”.

L’esclusione dai benefit

Ma da cosa sono escluse questa famiglie oltre a non avere i figli in detrazione in busta paga? Non possono scaricare le spese mediche e scolastiche, tutti i provvedimenti tipo bonus bebè non li includono, i minori handicappati non hanno diritto a nulla, perdono il diritto allo studio a 26 anni in ogni caso. “Ho alcune colleghe insegnanti che hanno chiesto per il trasferimento di riavvicinarsi ai figli ma non potendo barrare la casella di riavvicinamento al coniuge, e nemmeno per l’assistenza di un figlio malato, questa richiesta non è considerata valida”. Altro problema è il cumulo dei redditi e i vari passaggi, dallo stanziamento dei soldi fino all’accredito sul 730, con una tassazione per ogni step, almeno quattro ne conta l’interessata: “Siamo l’unica categoria per cui è applicato il cumulo dei redditi innalzando di molto la soglia Irpef, non siamo nucleo quando dobbiamo ricevere ma lo siamo quando dobbiamo dare. Lei pensi che in Italia è possibile scaricare le spese per gli animali domestici, per noi no, i nostri è come se fossero dei ‘falsi figli’. Ho fatto un’assicurazione medica privata che non posso estendere a miei figli perché non risultano a mio carico”. “Dopo il lutto la beffa: due orfanelli con obbligo di Cud che anche se vanno all’asilo non sono a carico della mamma”, racconta una delle altre storie sulla pagina dei diritti alle famiglie vedove, diritti non riconosciuti.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 26.02.2017)

Orfani con “obbligo di Cud”: il caso delle famiglie vedove ultima modifica: 2017-02-26T11:05:45+00:00 da Paola Lucino



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