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Dichiarazioni sull’Ordinanza del Tar Puglia che ha concesso la sospensiva alla risoluzione contrattuale tra il Comune e Mazal Global Solution Srl

Tributi, Landella: unico pasticcio in eredità dal centrosinistra

"Com’è facilmente intuibile da questa sommaria ricostruzione delle vicende avvenute in questi ultimi due anni, la nuova Amministrazione comunale si è trovata ad affrontare una situazione estremamente complessa e controversa"

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Foggia. «Nella delicatissima vicenda relativa al servizio di accertamento e riscossione dei tributi della città di Foggia, l’unico pasticcio è quello che ci è stato lasciato in eredità dal centrosinistra. Piuttosto che esultare per la sospensiva concessa dal Tar Puglia alla risoluzione contrattuale tra il Comune di Foggia e la Mazal Global Solution Srl – che l’Amministrazione comunale applicherà attendendo con serenità la sentenza di merito – sarebbe preferibile che Augusto Marasco ed Alfonso De Pellegrino facessero il riassunto delle puntate precedenti prima di emettere sentenze degne di miglior causa. Riavvolgendo il nastro, infatti, emerge una situazione che avrebbe bisogno di un esorcista più che di un amministratore. Aipa SpA, la società aggiudicataria del servizio messo a bando dall’Amministrazione comunale che ci ha preceduto, nell’ordine: ha richiesto l’adesione al concordato preventivo, essendo conseguentemente sospesa dall’Albo dei soggetti abilitati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a svolgere attività di riscossione tributi, ha affittato il ramo d’azienda al Gruppo Kgs SpA, sprovvisto però dei requisiti minimi per l’espletamento del servizio, al quale è successivamente subentrata Mazal Global Solution Srl, che attualmente, stando alle notizie della stampa nazionale, sarebbe commissariata dalla Procura della Repubblica di Milano nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta. Nel 2014, inoltre, il presidente di Aipa SpA è stato arrestato per peculato e recentemente i beni della società sono stati sequestrati dalla Procura della Repubblica di Foggia per un’indagine con un’ipotesi di reato di peculato e successivamente dissequestrati dal Tribunale del Riesame. Eventi cui va aggiunta la proroga dell’affitto di ramo d’azienda tra Aipa SpA e Mazal Global Solution Srl, comunicata all’Ente di Palazzo di Città attraverso la produzione di una documentazione considerata non esaustiva dagli uffici comunali; circostanza sulla quale non hanno convenuto i magistrati amministrativi, che hanno concesso la sospensiva nell’attesa della sentenza di merito del Tar. Solo per esercizio di memoria ricordo poi che sulla legittimità del trattenimento dell’aggio da parte di Aipa SpA sull’Imu durante gli anni di governo del centrosinistra – sulla quale la Procura della Repubblica di Foggia ha imperniato la sua indagine per peculato – l’Amministrazione comunale ha incrociato una molteplicità di pareri e di opinioni discordanti, non soltanto provenienti dalla tecnostruttura ma addirittura dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai quali si aggiungono le motivazioni del dissequestro dei beni della società attualmente in concordato preventivo disposto dal Tribunale del Riesame, secondo il quale la trattenuta sarebbe coerente con l’impianto contrattuale.

Com’è facilmente intuibile da questa sommaria ricostruzione delle vicende avvenute in questi ultimi due anni, la nuova Amministrazione comunale si è trovata ad affrontare una situazione estremamente complessa e controversa, in cui i fattori sui quali basare una decisione politica che avesse come unico e solo obiettivo la tutela della comunità di Foggia sono apparsi spessissimo quasi in contraddizione gli uni con gli altri. È questa l’eredità consegnataci dall’Amministrazione comunale che ci ha preceduto, di cui Augusto Marasco ha fatto parte e di cui il partito del quale Alfonso De Pellegrino è espressione era maggioranza relativa. L’ansia da “rivincita politica”, dunque, sta tutta nelle parole e nelle dichiarazioni di chi oggi, dimostrando di avere una memoria cortissima, si scaglia conto l’Amministrazione comunale in carica e non nella prudenza con cui abbiamo provato e stiamo provando con senso di responsabilità a fare chiarezza in questo vero e proprio guazzabuglio, in cui, tra l’altro, abbiamo raccolto un contratto significativamente oneroso – probabilmente in ragione di una platea di dipendenti della società particolarmente ampia – con un aggio riconosciuto ad Aipa SpA che è circa il doppio di quello della media nazionale.

Da Marasco e De Pellegrino, che con esiti discutibili – visti i risultati conseguiti quando erano al governo e per i quali dovrebbero avvertire il dovere di chiedere scusa città – provano goffamente ad impartire lezioni di buona amministrazione, vorremmo sapere quale sarebbe, dal loro punto di vista, la condotta che l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto tenere ieri e dovrebbe tenere oggi sulla questione specifica. Perché nelle loro esultanti dichiarazioni e nelle loro pretestuose ed esilaranti richieste di dimissioni, al netto delle invettive e della spasmodica volontà di rivalsa, non c’è una sola “controproposta” operativa. Non c’è alcuna linea politica dietro i sorrisi compiaciuti per un’Ordinanza che, peraltro, dispone una sospensiva senza chiudere in via definitiva la controversia. Ho troppo rispetto per la comunità che i cittadini mi hanno chiamato a guidare ed amministrare per considerare le urla sguaiate di Marasco e De Pellegrino argomenti su cui costruire ed intavolare un confronto serio e di merito».

Redazione Stato Quotidiano.it



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