Manfredonia
“Vogliamo conoscere - conclude Gatta - una volta per tutte, quale disegno ci sia per il nosocomio manfredoniano"

Gatta: “La verità sul futuro dell’ospedale di Manfredonia”

"Il nosocomio serve un bacino di utenza di oltre 60 mila abitanti, con un picco notevole nei mesi estivi"

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Bari. “La scure di ulteriori mortificazioni ai danni dell’ospedale di Manfredonia continua a destare la preoccupazione della comunità: la ormai cronica carenza di personale, infatti, condanna alcuni reparti alla chiusura. Eppure, il nosocomio serve un bacino di utenza di oltre 60 mila abitanti, con un picco notevole nei mesi estivi. Per questo, ho depositato un’interrogazione diretta all’assessore regionale alla Salute, ovvero Michele Emiliano, per avere lumi sulla veridicità di queste ipotesi e per chiedere se intenda prevedere una deroga a quanto previsto dalla l.r. 12/2010, per consentire l’espletamento dei concorsi già banditi e non ancora espletati e la sostituzione del personale assente”. Lo annuncia il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “La struttura manfredoniana – aggiunge – è stata confermata Ospedale di Base, con il risultato della perdita di 30 posti letto, sebbene sia stata arricchita di alcune specialità mediche. Ciononostante, si assiste ad una riduzione di risorse umane, tecnologiche e finanziarie, che sta mettendo in forse le varie unità e sta pregiudicando la produttività dei vari reparti della struttura. Infatti, esami strumentali quali TAC, risonanza magnetica e visite senologiche vengono dirottati presso altre strutture a discapito di Manfredonia per mancanza di personale sanitario. Per questo, per tutelare il diritto all’assistenza sanitaria in un territorio che d’estate segna presenze quasi decuplicate, chiedo al presidente della Giunta regionale cosa intenda fare: è ormai improcrastinabile un rafforzamento del personale, se si vuole tenere in vita una realtà che ha collezionato un patrimonio di esperienze e conoscenze di altissimo valore scientifico”. “Vogliamo conoscere – conclude Gatta – una volta per tutte, quale disegno ci sia per il nosocomio manfredoniano, sul quale troppe chiacchiere sono state dette e troppe rassicurazioni elargite, spesso drammaticamente smentite dai fatti”.



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Commenti


  • Zuzzurellone Sipontino

    Domande a tutti i cittadini di Manfredonia: è più facile fare carriera in un ospedale di base o in uno di primo livello? A Manfredonia o a Cerignola? Continua il lento, strisciante, dissanguamento del nostro nosocomio che porterà alla sua chiusura? Quale sviluppo turistico senza ospedale? Le patologie di urgenza che dipendono dalla distanza e dal tempo di intervento( vedi urgenze cardiache) non sarebbe meglio averle a Manfredonia? Facciamo in tempo ad arrivare a S.G. Rotondo o a Foggia? Nella difesa del nostro territorio lei è sempre presente, avv. Gatta. La maggioranza della Capitanata in Regione che fà?


  • MICHELE

    non sono stati fatti concorsi perche si è usato LA STABILIZZAZIONE e, facendo una conta ci sono più stabilizzati che personale medico e paramedico.
    tanti che a furia di grattarsi le hanno consumate.


  • svolta

    La maggioranza della Capitanata in Regione che fà?…. Scalda le poltrone….


  • Dino

    La verità sigor Gatta e che tutto questo succede perchè siete sempre gli stessi ad amministrare la cosa pubblica, la verità e che siamo noi che votiamo sempre gli stessi. Masochismo,interessi, bhooooo


  • Grato

    Da ignorante in materia vorrei sapere se il presidente della regione e’ obbligato a rispondere a queste interpellanze.Questo dubbio nasce dal fatto che n’è’ ho viste fare tante,ma queste non sono quasi mai seguite da risposte esaurienti da parte degli interessati.A me sembrano come sassi gettati nel mare,che lavano la coscienza a chi le fa…….In questo caso vorrei conoscere il seguito.Grazie


  • Uomo Libero

    E’ ora che tutti ci svegliassimo, in primis i nostri rappresentanti politici, che guarda caso sono amici di Emiliano.


  • Raffaele Vairo

    L’ospedale di Manfredonia, se non si affronta e risolve la questione della cronica carenza di personale, è destinato ad una progressiva e inesorabile chiusura. Come cittadino di questa città chiedo, in primis, al nostro Sindaco e poi ai nostri rappresentanti politici a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale) se nella nostra città sono assicurati i livelli essenziali di assistenza (LEA), ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Tali LEA, com’è noto, sono stati definiti con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, entrato in vigore il 23 febbraio 2002. Nella fattispecie in argomento mi riferisco, in particolare, ai LEA riguardanti l’assistenza ospedaliera, in pronto soccorso, in ricovero ordinario, in day hospital e day surgery, in strutture per la lungodegenza e la riabilitazione, e così via.
    Il comma 169 della Legge 30 dicembre 2004, n.311, (Legge finanziaria 2005) affida al Ministro della Salute il compito di fissare “gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito, e quantitativi, di cui ai livelli essenziali di assistenza”, anche al fine di garantire che le modalità di erogazione delle prestazioni incluse nei Lea siano uniformi sul territorio nazionale.
    L’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 prevede l’istituzione, presso il Ministero della salute, del “COMITATO PERMANENTE” cui è affidato il compito di: “verificare l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza e di efficienza nell’utilizzo delle risorse, nonché la congruità tra le prestazioni da erogare e le risorse messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale”.
    Orbene, domando se i LEA, previsti per l’assistenza ospedaliera sul nostro territorio:
    1. sono erogati in condizioni di efficacia e di efficienza nell’utilizzo delle risorse umane, strumentali, organizzative, tecnologiche e finanziarie?
    2. le risorse messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale sono adeguate rispetto alla quantità e qualità delle prestazioni da erogare?
    Voglio, infine, precisare che i LEA costituiscono una articolazione dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni) che la nostra Costituzione, all’articolo 117, lettera m), vuole che vengano garantiti su tutto il territorio nazionale.
    Il compito della loro definizione spetta esclusivamente allo Stato ma la loro realizzazione compete oltre che allo stesso Stato ai diversi enti territoriali, ovvero alle regioni, alle province ed ai comuni.
    Ciò premesso, resto in attesa di una cortese risposta.
    Autorizzo, a tal fine, la Redazione a comunicare la mia mail ove richiesta.


  • MICHELE

    quando la politica era fuori dalla sanità, questa funzionava che una meraviglia.
    è arrivata la politica e la distrutta.
    è necessario trovare altri metodi di gestione che siano al di sopra degli interessi politici. lo so che è utopia ma.
    SI PUO’ FARE.

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