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"La Regione Puglia ha annunciato lo stanziamento di 112 milioni di euro per 68 progetti velocemente realizzabili"

WWF Foggia: spendiamo bene i soldi contro il dissesto idrogeologico

"A questo proposito l'Associazione del Panda invita a riferirsi ad un importante documento preparato dal gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico"

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Foggia. ”La Regione Puglia ha annunciato lo stanziamento di 112 milioni di euro per 68 progetti velocemente realizzabili finalizzati a contrastare il dissesto idrogeologico.
Di queste risorse circa 78 milioni di euro sono utilizzabili per 53 interventi previsti nei territori di 34 Comuni della Capitanata, di cui 29 nei Monti Dauni. Fra gli obiettivi dichiarati: lotta alle frane, lavori di consolidamento, messa in sicurezza idrogeologica. Il WWF Foggia accoglie con favore questa decisione regionale, a condizione che non si trasformi nell’ennesima colata di cemento, in quanto ci troviamo in presenza di un territorio reso ormai seriamente vulnerabile da diversi fattori e per il quale è necessaria un’azione costante ed efficace per la mitigazione del rischio. Per il WWF, è essenziale che i soldi stanziati siano spesi dai comuni beneficiari non solo velocemente ma anche efficacemente. A questo proposito l’Associazione del Panda invita a riferirsi ad un importante documento preparato dal gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico, formato da associazioni ambientaliste, categorie economiche, rappresentanze degli enti locali, ordini e organizzazioni professionali, istituito dal Ministro dell’ Ambiente per studiare strumenti più efficaci di difesa del territorio. Tale documento è stato presentato il 6 settembre 2013 e accolto favorevolmente dall’allora Ministro dell’Ambiente Orlando che lo ha definito “ricco di proposte e di buone idee”. Fra queste il WWF Foggia, a titolo esemplificativo, ne cita testualmente di seguito qualcuna. Occorre potenziare le attività e gli strumenti di controllo capillare sul territorio per contrastare con decisione le azioni di amministrazioni, operatori economici e singoli cittadini che non rispettano le condizioni di pericolosità e di rischio idrogeologico. Va ridotto il ricorso alle opere, da prevedere solo per i casi dove sono veramente essenziali, favorendo l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica e di sistemazioni idraulico-forestali, opportunamente programmate e dimensionate al bacino idrografico di riferimento. Inserire il concetto della manutenzione e della cura del territorio come prassi ordinaria da adottare annualmente con programmi speciali pluriennali e con continuità finanziaria attraverso piccole e continue opere di manutenzione permanente delle opere di difesa del suolo realizzate.



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