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"La proposta di legge che modifica la precedente risalente al lontano 1998"

De Leonardis: “Per l’esecutivo la regolamentazione dell’attività venatoria non s’ha da fare”

"A distanza di due anni, la II Commissione, nonostante continue, ripetute, estenuanti sollecitazioni, è ancora e sempre in attesa del parere degli uffici tecnici competenti e permane l’assordante silenzio dell’assessore al ramo e dei dirigenti"

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Foggia. Di seguito, una nota del presidente del Gruppo Alternativa Popolare, Giannicola De Leonardis. “La proposta di legge che modifica la precedente risalente al lontano 1998, attraverso l’introduzione di nuove norme per la protezione della fauna selvatica, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico – ambientali e per la regolamentazione dell’attività venatoria, è stata presentata dai colleghi Gatta e Pentassuglia nel 2015. L’attuale esecutivo regionale in campagna elettorale aveva dato ampie rassicurazioni di un intervento in materia, al comparto e al considerevole indotto: un impegno doveroso alla luce dei numeri che la caccia assicura, dal turismo – in mesi strategici per puntare sulla destagionalizzazione tanto sbandierata e sognata quanto puntualmente disattesa – all’enogastronomia, che la nostra economia non può assolutamente permettersi di ignorare e dimenticare (anche perché si produrrebbe la beffa di cacciatori i quali piuttosto che scegliere la Puglia si vedrebbero costretti ad andare altrove, portando le loro preziose risorse in altri territori).

A distanza di due anni, la II Commissione, nonostante continue, ripetute, estenuanti sollecitazioni, è ancora e sempre in attesa del parere degli uffici tecnici competenti e permane l’assordante silenzio dell’assessore al ramo e dei dirigenti: un atteggiamento che non solo disattende un impegno assunto pubblicamente più volte, ma denota una profonda mancanza di rispetto e considerazione per il ruolo dei singoli consiglieri, della Commissione e della comunità pugliese da noi rappresentata. Ed è ancora impossibile quindi qualunque confronto, qualsiasi discussione, la convocazione delle audizioni con gli attori interessati alla nuova regolamentazione di un settore strategico, al di là delle posizioni e dei pregiudizi. Un atteggiamento non più tollerabile: per questo la volontà condivisa all’unanimità di concedere ulteriori ma definitivi quindici giorni per l’arrivo della documentazione richiesta e di procedere comunque con l’iter istruttorio della proposta di legge denota invece un senso di responsabilità che su questo fronte appare purtroppo unilaterale, alla luce di quanto (non) sta succedendo”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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