Manfredonia
Corte Conti "(..) proceduto in modo irregolare alla riscossione delle somme di spettanza comunale"

Manfredonia. Diritti per rilascio carte d’identità: dipendente dovrà risarcire 31mila euro al Comune

Per uno dei convenuti riscontrata "anche la ripetuta compilazione delle ricevute senza indicazione dell’importo del diritto riscosso" e "numerosi incompleti riversamenti"

Di:

Bari/Manfredonia. ”(…) responsabilità contabile (..) per essersi appropriati di (…) somme di denaro (…) a titolo di diritti per il rilascio delle carte d’identità, in qualità di responsabili degli uffici del Comune di Manfredonia (..)”: con recente sentenza (di cui si riporteranno in seguito alcuni stralci,ndr), la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia ha condannato due privati al pagamento, in favore del Comune di Manfredonia, rispettivamente della somma di €. 31.361,05 e di €. 1.849,00. Gli stessi sono stati anche condannati al pagamento delle spese dello stesso giudizio.

La pubblica udienza si è svolta il 15 febbraio 2017.

L’atto di citazione della Procura regionale

“La Procura regionale, con atto di citazione depositato in data 26 febbraio 2015, aveva chiamato in causa” – oltre ad altre 3 privati, “che hanno evitato il giudizio con il pagamento della somma determinata in misura ridotta con decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale” – altri 2 cittadini (“di cui uno non ha inteso avvalersi della possibilità di evitare il giudizio mediante il pagamento della minor somma di €. 1.400,00 indicata nel predetto decreto presidenziale”) per “sentirli condannare al pagamento, in favore del Comune di Manfredonia , dell’importo di €. 31.390,48 il primo e di €. 1.897,24 il secondo, oltre a rivalutazione monetaria, interessi e spese di giustizia”.

L’accusa

“L’azione risarcitoria si riferisce alla responsabilità contabile agli stessi ascritta dalla Procura regionale per essersi appropriati delle predette somme di denaro che avrebbero incassato nel triennio 2010-2012, a titolo di diritti per il rilascio delle carte d’identità, in qualità di responsabili degli uffici del Comune di Manfredonia siti rispettivamente in via Orto Sdanga e via Pulsano”.

Le indagini della Compagnia della Guardia di Finanza di Manfredonia

“La Procura regionale, preliminarmente, ha dato atto dell’attività di indagine svolta dalla Guardia di Finanza. Dall’esame dei registri ed elenchi delle carte d’identità rilasciate nel predetto triennio era emerso che nel 2010 erano state emesse complessivamente 3.844 carte d’identità (di cui 1.521 duplicati per i quali andava riscosso il diritto doppio di €. 10,32), nel 2011 4.916 carte d’identità (di cui 2.362 duplicati) e nel 2012 5.207 documenti (di cui 715 duplicati). Il rilascio di tali carte d’identità avrebbe dovuto comportare, secondo i calcoli dei militari (considerato l’importo di €. 5,16 quale diritto singolo applicabile alle emissioni ordinarie e l’importo doppio di €. 10,32 per i duplicati), complessivamente l’introito di €. 95.795,40. Senonché dall’esame correlato del registro delle Entrate per categoria era emerso che le somme incassate che risultavano indicate sulle bollette consegnate dall’Economato ai perdetti uffici erano complessivamente pari ad €. 63.918,18 (relative a n. 11.158 bollette a fronte di 13.967 carte d’identità rilasciate nel periodo) e di importo complessivo risultava versata in Economato la minor somma di €. 60.425,46″.

“L’ammanco complessivo di €. 35.369,94 era costituito, secondo le indagini esperite dalla Guardia di Finanza, per €. 3.492,72 da diritti non consegnati all’economo seppure facenti parte della somma complessiva indicata nelle bollette utilizzate e per la restante parte da diritti riscossi dai responsabili del rilascio dei documenti ma non documentati nelle bollette bensì trattenuti indebitamente da costoro”, come riportato i magistrati della Corte dei Conti della Puglia.

“A seguito di ulteriori verifiche era stato possibile calcolare l’importo addebito a ciascun convenuto considerando incassati e non consegnati i diritti per il rilascio delle carte d’identità emesse nel periodo intermedio tra la data della prima e quella dell’ultima bolletta di uno stesso blocchetto a seconda dell’operatore che effettuava la riconsegna del bollettario all’economo che, a sua volta, rilasciava la ricevuta riepilogativa della somma ricevuta”.

Esterno Compagnia Guardia di Finanza di Manfredonia (stato@

Esterno Compagnia Guardia di Finanza di Manfredonia (stato@

“Le somme riferite” ai due privati per i quali è stato richiesto il risarcimento in favore del Comune di Manfredonia “erano state calcolate per differenza tra la somma complessiva dell’ammanco accertato e quello ricostruito in capo agli altri soggetti coinvolti”.

Da evidenziare come mentre in un caso l’addebito è stato riformulato per un totale di €. 31.390,48, negli altri casi si parla di somme pari a euro 1.897,24, €. 1.691,38, €. 172,96 e €. 389,38. Gli ultimi 3 dipendenti del Comune, come detto, “hanno versato la somma ridotta e pertanto hanno evitato il giudizio per stralcio della loro posizione, come da decreto presidenziale del 28.4.2015”.

Un convenuto (al quale è spettato il risarcimento di maggiore importo) “ha chiesto preliminarmente la sospensione del giudizio (rigettata dalla Corte dei Conti,ndr) in attesa della definizione di quello penale pendente a suo carico presso il Tribunale di Foggia per il reato di peculato riferito agli stessi fatti oggetto della contestazione per responsabilità contabile; ha dedotto nel merito l’assenza del danno e della condotta a lui imputabile contestando, tra l’altro, il metodo di indagine svolto dalla Guardia di Finanza osservando che né nel registro delle carte d’identità né nei bollettari esaminati dagli investigatori era riportato il nome del dipendente che aveva provveduto al rilascio delle carte d’identità ma tale dato era rintracciabile solo sui cartellini dell’archivio anagrafico, non consultati.”

La difesa dei due convenuti del presente giudizio

Lo stesso “ha inoltre osservato che dal numero delle carte oggetto di contestazione andrebbero escluse quelle sostituite per errore di stampa o errore relativo ai dati anagrafici e personali, casi per i quali non era stato riscosso alcun diritto dall’utente, ed ha chiesto, in via principale, il rigetto della domanda attorea di risarcimento o in via gradata di accertare la reale entità del danno ad egli effettivamente attribuibile, ed in via istruttoria lo svolgimento di accertamenti diretti presso l’Ufficio anagrafico del Comune di Manfredonia al fine di verificare, attraverso la disamina dei cc.dd. cartellini, quali delle carte d’identità oggetto di contestazione per il mancato o parziale riversamento dei diritti fossero state da egli lavorate e quali di queste riguardassero la sostituzione a seguito di errore dell’ufficio, ovvero l’emissione per sostituire una carta prorogata o da prorogare o per sostituire un documento smarrito o per altre ragioni”.

Il secondo convenuto, del giudizio in questione, “ha anche sostenuto l’erroneità dei calcoli dei diritti mancanti, effettuati dalla Guardia di Finanza, lamentando che non si è tenuto conto né dei giorni di assenza dal lavoro né del fatto che per il rilascio di carte d’identità in sostituzione di quelle la cui validità era stata prorogata da cinque a dieci anni, ai sensi del D.L. 112/2008, con annotazione a tergo, era sempre stato riscosso il diritto singolo di €. 5,16, non considerandoli duplicati in senso tecnico (per i quali era previsto il diritto doppio di €. 10.32, ossia carte rilasciate in caso di smarrimento, furto o deterioramento di quelle originali), prassi poi confortata dalla nota del 16.5.2012 del Ministero dell’Interno”.

La relazione conclusiva della Guardia di Finanza

“In data 8.9.2016 è stata depositata la relazione conclusiva (datata 1.9.2016) della Compagnia delle Guardia di Finanza in ordine agli accertamenti svolti in cui vengono indicati per i due convenuti, per ognuno dei tre anni dal 2010 al 2012 e complessivamente l’ammontare delle somme per diritti fissi, riguardanti il rilascio delle carte d’identità, da riscuotere e non versate all’economo, distinte a seconda della tipologia del rilascio del documento”. “Sono state indicate anche le somme riscosse, che pur indicate nelle bollette fornite dall’economato, non sono risultate versate al momento della riconsegna dei bollettari”.

“(…) le indagini della Guardia di Finanza hanno avuto modo di appurare (cfr. pag. 4 relazione dell’1.9.2016) che il Settore “Bilancio e Programmazione – Provveditorato ed Economato” del Comune di Manfredonia era l’articolazione deputata alla gestione degli introiti di qualsiasi natura riversati nelle casse dell’Ente comunale. Per le riscossioni, a qualsiasi titolo, l’economo teneva apposito bollettario con ricevute a ricalco madre e figlia sovrapposte, preventivamente vidimato dal Sindaco o delegato. Nessuna riscossione poteva essere eseguita senza rilascio di apposita ricevuta staccata dai suddetti unici bollettari. Nel giornalmastro, tenuto col metodo della partita semplice, era acceso un conto per ogni gestione dove venivano registrate cronologicamente le somme incassate ed i pagamenti effettuati per ogni singola gestione”.

Comune di Manfredonia - Stato Quotidiano

Esterno Comune Manfredonia, Piazza del Popolo (ph: raffaele salvemini)

“(…) Periodicamente, gli incaricati provvedevano al riversamento degli incassi (unitamente ai bollettari utilizzati e contenenti le copie madre delle ricevute emesse) all’economato il quale, come dettato da apposito Regolamento Comunale, provvedeva a registrare tali somme tra le entrate e per singolo capitolo.” “In sintesi ad ogni singola carta di identità emessa doveva corrispondere una singola ricevuta/bolletta di incasso indicante la somma, il motivo, il nominativo e la data emissione della medesima”.

“(…) i convenuti, preposti al rilascio delle carte d’identità e nel contempo all’esazione dei diritti in discussione, avevano il precipuo compito di compilare in ogni sua parte la ricevuta economale al fine di poter dimostrare, in caso di contestazione, come poi avvenuto, le giustificazioni del caso mediante gli unici documenti validamente probatori previsti per tale incarico di natura contabile”.

La sentenza della Corte dei Conti

In definitiva con riguardo all’ammanco collegato al mancato versamento in Economato dei diritti per mancata emissione della bolletta o per emissione di una bolletta per importo inferiore a quello da riscuotere, in questa sede deve essere riconosciuta la contabile responsabilità dei convenuti in quanto, in disparte l’effettiva appropriazione delle somme da parte di costoro, questione che sarà esaminata nella diversa sede penale, non può non desumersi dai fatti sopra illustrati che gli stessi hanno proceduto in modo irregolare alla riscossione delle somme di spettanza comunale ed al conseguente riversamento presso l’Economato causando l’ammanco totale sopra indicato per ognuno di essi“.

“Le reiterate anomalie nelle riscossioni – l’aver rilasciato più volte documenti d’identità in assenza della ricevuta di pagamento dei diritti” e per uno dei convenuti “anche la ripetuta compilazione delle ricevute senza indicazione dell’importo del diritto riscosso – ed i numerosi incompleti riversamenti denotano, quindi, condotte gravemente colpose”, come riportato nella citata sentenza.

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Commenti


  • Alchimista

    Scusate perché nel articolo non viene mai nominato che sono due dipendenti del Comune (è scritto all’inizio del testo,ndr) e sopratutto i loro nomi?


  • pdp

    a) Nome,cognome e foto.
    b) ma questi non vengono licenziati? vado io a lavorare al posto loro.


  • Antonio

    non è dato sapere i nomi di questi concittadini? non è dato sapere se continuano a lavorare x il comune e se continuano a percepire lo stipendio frutto delle nostre tasse?


  • Dino

    Licenziare per giusta causa.


  • Cittadino attento

    Licenziamento in tronco. Al posto loro padri di famiglia senza stipendio.

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