Suicidio a Mattinata; faldone con “Fatture estere” (VIDEO intervento) | Manfredonia

Suicidio a Mattinata; faldone con “Fatture estere” (VIDEO intervento)

Le ricerche; lo speleologo e addetto del soccorso alpino della Campania Francesco Colletta (STATO@)

Mattinata/Manfredonia – UNA morte lunga 160 metri. Una morte angosciante nel suo evolversi. Nuovi particolari sul decesso di Carmine Capozzi, il 48enne di San Giorgio del Sannio (Benevento), allontanatosi nel pomeriggio del 22 maggio – dal proprio Comune – e ritrovato cadavere su una spiaggia di Mattinatella. Una piccola spiaggia che vede dall’alto uno strapiombo di circa 120 metri dal punto d’accesso iniziale. Ricostruendo il percorso fatto dall’uomo: 40 metri di asfalto, 15 con una prima zona boschiva, altri 30 con una seconda zona, dunque una parete ripida di 20, quindi 45 lunghissimi metri prima della caletta. Una cala della morte, per il 48enne campano, che dopo aver superato la recinzione della zona ed essere partito con la sua Fiat Uno (con una rincorsa di circa 40 metri a probabile velocità di 50/h) ha prima volato superando gli alberi e gli arbusti, quindi impattato in una prima zona, con l’ipotetica suddivisione di motore, carcassa dell’auto e uomo sbalzato fuori dall’abitacolo. Infine lo schianto finale contro le pareti e dunque il suolo.


La scomparsa.
Come ricostruito, martedì 22 maggio l’uomo avrebbe prima pagato gli operai della sua azienda – un distributore di carburanti in Campania – per poi allontanarsi con l’automobile fino ad arrivare nella sera in località Mattinatella, nel Gargano. “Un luogo che l’uomo conosceva – dice Francesco ‘il Barone’, un pescatore dell’area – e dove sarebbe venuto tempo fa. Impossibile centrare di notte uno strapiombo di questa altezza”. Dalla raccolta dati, si ricorda che non sono emersi conoscenti dell’imprenditore nella zona di Mattinata.

Oramai certa l’ipotesi del suicidio per “debiti”. Primo caso in zona, dopo i numerosi già avvenuti in Italia. Dalle ipotesi emerse, l’uomo avrebbe avuto “ingenti somme” da pagare, nell’ambito della sua attività lavorativa. Verosimile l’ipotesi del suicidio per una incombente situazione debitoria. L’ipotetica tragedia si correla a quella di altri casi avvenuti di recente in Italia.

Le indagini di Polizia giudiziaria sono a cura del Comando Compagnia dei carabinieri di Manfredonia, capitano Federico M.G. Fazio; per recuperare il corpo dell’uomo erano intervenuti nella notte, dopo il fatto: i carabinieri di Manfredonia e della Stazione di Mattinata, la Squadra Vigili del Fuoco di Manfredonia, uomini del SAF (nucleo speleo-alpino-fluviale) di Foggia, lo speleologo e addetto del soccorso alpino della Campania Francesco Colletta (che avrebbe materialmente recuperato i resti del corpo dell’uomo, aiutato anche da due pescatori dell’area: “Francesco a torso nudo si è buttato nell’acqua; inizialmente avevamo pensato ad un’auto rubata o a qualche ladro di seppie”); la Guardia Costiera Capitaneria di Porto di Manfredonia, del referente Comandante Castriotta, l’elicottero della Guardia di Finanza di Bari, per illuminare la zona ai fini del ritrovamento del corpo dell’uomo (trovato a circa 160 metri dal punto del lancio dell’auto); nel corso delle ricerche sono state utilizzate delle corde per il recupero dell’auto e del corpo dell’uomo; il cadavere del 48enne, con recupero finale effettuato verso le ore 3 e 50 di questa notte, è stato riportato sulla spiaggia prima di essere trasferito nell’obitorio in Campania. Incredulità dei conoscenti dell’uomo, che non sarebbe sposato e nè avrebbe figli. La salma è stata riconosciuta dal parente che aveva lanciato l’allarme dopo la scomparsa.

Nuove ricerche stamane. Lo speleologo Francesco Colletta, del soccorso alpino della Campania, con i colleghi del gruppo speleologico di San Giovanni Rotondo, Vincenzo Cafaro ‘Vincenzone Sgr’, Giuseppe Mansolillo e Vincenzo Savino, hanno effettuato un’ulteriore ricerca di oggetti e resti dell’uomo, non recuperati nella notte della tragedia a causa del buio nella zona. In base alla raccolta dati ritrovati: il libretto di circolazione dell’auto del 48enne, diverse parti dell’automobile, ma anche capelli dell’uomo, piccole parti del cadavere e soprattutto un faldone con dicitura “fatture estere”. L’uomo, senza padre, madre e fratelli (ma ipoteticamente intestatario di beni) avrebbe portato con sè la documentazione relativa ai pagamenti non onorati. Continuano le indagini degli inquirenti.

g.defilippo@statoquotidiano.it

VIDEO REPORTAGE (ESCLUSIVA STATO): DINAMICA GESTO E INTERVENTO PER ULTERIORE RECUPERO


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10 Commenti

  1. Maurizio Demarchi scrive:

    Basta con i suicidi,i responsabili dovranno pagare. Non è possibile lasciare gli uomini isolati a gestire la propria disperazione.

  2. marabaccianella@virgilio.it scrive:

    E’ l’ennesimo suicidio ma per me è
    un “omicidio bianco”. Chi sono gli
    assassini?

  3. Jack scrive:

    Articolo assurdo. Si contano i metri esatti della caduta (“40 metri di asfalto, 15 con una prima zona boschiva, altri 30 con una seconda zona”, ma fa tanta differenza?) e si mette un album ricco di foto di speleologi sorridenti durante la loro operazione. Sembra che la morte del povero individuo in questo articolo sia di secondo rilievo…

  4. Redazione scrive:

    Gentile lettore,
    si era a 3 giorni dalla tragedia e si tratta di un articolo ricostruzione di quanto avvenuto; come indicato, ci sono indagini di PG ancora in corso; da qui la ricostruzione della vicenda; la Redazione ha rivolto già il 22 maggio le condoglianze ai parenti ed amici dell’uomo; ci sono immagini non pubblicate – dell’intervento – nel rispetto dell’uomo; immagini crude, di sangue; purtroppo di queste cose non ne ha contezza; noi facciamo solo il nostro lavoro; la dinamica dell’incidente è importante; adesso stiamo inserendo il video per una documentazione dei fatti; le immagini con i volti degli uomini intervenuti sono state cancellate, ma come segno tangibile di un’ipocrisia (di lettura) che andrebbe invece eliminata; in conclusione rivolgiamo nuovamente un pensiero all’uomo, con lo stesso rispetto avuto sin dal primo istante; grazie, Red.

  5. Jack scrive:

    Ma sono i troppo dettagli della ricostruzione che sono fuori luogo per il tipo di avvenimento. Non si possono mettere frasi del tipo “Francesco a torso nudo si è buttato nell’acqua” o il conteggio esatto dei metri di altezza dalla quale il povero individuo si e’ lanciato. Vabbe’…

  6. Redazione scrive:

    Era un articolo di ricostruzione; la ricostruzione deve essere meticolosa con dati, affermazioni dei presenti, anche segni impercettibili; è il nostro lavoro; in ogni modo La ringraziamo, distinti saluti; Red.

  7. vittoria gentile scrive:

    Propongo questo testo perché penso offra spunti di riflessione, generali, interessanti non solo per i media, ma per tutti. Sottolineando con particolare premura le ultime otto righe. Nessuno deve sentirsi così solo e impotente da prendere decisioni definite che coinvolgono non solo se stessi, ma anche chi gli sta intorno. “Una strada si trova sempre” dice un vecchio adagio (che ha un corrispettivo preciso nel nostro meraviglioso dialetto del sud). E’ proprio così! una strada condivisa però. Mai gestita in solitudine.

    Linee Guida sul tema del suicidio trattato dai mass media
    a cura di Maurizio Pompili, docente presso i Corsi di Laurea e Specializzazione della II Facoltà di Medicina e Chirurgia, Sapienza Università di Roma e coordinatore del Centro per la Prevenzione del Suicidio
    Raccomandazioni e strumenti di prevenzione

    Le seguenti raccomandazioni possono essere utilizzabili per ridurre il rischio di comportamenti imitativi o di contagio pur mantenendo l’integrità del servizio:
    1. domandarsi se il suicidio costituisce una notizia;
    2. non presentare il suicidio come un atto misterioso in un individuo apparentemente in salute e di successo;
    3. indicare invece che il suicidio è una complicazione in diversi tipi di patologia mentale, molte delle quali sono trattabili;
    4. non presentare il suicidio come un modo ragionevole per risolvere i problemi;
    5. non presentare il suicidio in stile eroico e romantico;
    6. fare particolare attenzione a fotografie della vittima e a quelle relative al dolore dei parenti e amici al fine di evitare un’identificazione con la vittima e glorificarne inavvertitamente la morte;
    7. evitare le descrizioni particolareggiate sul metodo di suicidio e sul luogo dove è avvenuto;
    8. limitare lo spazio riservato a storie di suicidio; evitare titoli di prima pagina;
    9. evitare un inutile sensazionalismo; storie ben riportate sono a volte danneggiate da titoli inappropriati;
    10. fornire informazioni adeguate su risorse disponibili per il trattamento e la prevenzione del comportamento suicidario.

    Esiste dunque la necessità di creare una cultura all’interno dei media che permetta il loro utilizzo nella lotta contro il suicidio..

    In conclusione, una condotta in linea con la lotta al suicidio dovrebbe attenersi ai seguenti punti:
    1. essere realistici: i suicidi sono notizie e spesso sono entità difficili da gestire, soprattutto nel caso di suicidi di personaggi noti. È necessario impegnarsi in un lavoro che rispetti i più sani principi dei media;
    2. sviluppare una strategia dei media: raccogliere solo i fatti e le figure essenziali; pianificare gli eventi ed istruire le persone a scoprire i punti più pratici e importanti di una storia. Rendere una notizia chiara e semplice;
    Linee guida per identificare gli elementi mediatici che favoriscono o prevengono il suicidio
    Il rischio di contagio è più alto se:
    • Vi è un riferimento sensazionalistico;
    • Il servizio è in prima pagina, soprattutto nella metà superiore;
    • La parola “suicidio” appare in prima pagina;
    • Vi sono figure della vittima o della scena del suicidio;
    • La vittima viene fatta passare come eroe.
    L’effetto su persone suscettibile sarà più forte se:
    • Si forniscono dettagli su come o dove il suicidio è evvenuto;
    • Il suicidio è descritto come inspiegabile (ad es.: aveva tutto dalla sua parte);
    • I motivi del suicidio sono romanticizzati (…esere uniti per l’eternità)
    • I motivi sono semplicistici (ad es.: il ragazzo ha commesso il suicidio a causa di brutti voti a scuola)
    Il rischio di Il rischio di contagio è ridotto quando:
    • Sono presentate alternative al suicidio (dove l’individuo poteva trovare aiuto?);
    • Vengono forniti esempi di esiti favorevoli;
    • Sono fornite informazioni sulle risorse a disposizione di individui con tendenze suicidarie;
    • È fornita una lista di indicatori di comportamenti suicidari.
    Poter creare una cultura all’interno dei mezzi di comunicazione di massa è infatti un obiettivo primario da raggiungere, soprattutto per ciò che concerne la divulgazione dei mezzi di supporto a disposizione di coloro che sperimentano il comportamento suicidario.

    Vari studi hanno evidenziato che trattare argomenti inerenti il suicidio accompagnati alla presentazione delle risorse a disposizione degli individui in crisi riduce notevolmente la possibilità che si verifichino comportamenti imitativi.

  8. Redazione scrive:

    La ringraziamo per il Suo apporto; distinti saluti; Red.

  9. Rotondini Giovanni scrive:

    Viviamo già da tempo in una assurda censura dettata da MAMMA PATRIA.Se… l’articolo è troppo dettagliato, bisogna chiamare il giornalista per fargli fare ciò che PSEUDO giornalisti direbbero in modo velato e poco realistico. Cari amici o tali la morte non viene quasi mai in punta di piedi (e sono stato fin troppo delicato per voi sensibili) ricordatevi queste poche parole quando sarete chiamati…
    Ps nella mia vita ho conosciuto una sola persona morta di vecchiaia serenamente, il resto guardatevi intorno e svegliatevi.

  10. vittoria gentile scrive:

    Mi scusi ma chi ha parlato di censura? Oppure di “oscurare” i casi di suicidio voltandosi dall’altra parte e facendo finta di niente? Si tratta semplicemente di raccomandazioni e linee guida per i media atte a trattare temi così delicati e socialmente sensibili in modo appropriato e opportuno; al fine di non urtare la sensibilità dell’opinione pubblica scegliendo la strada del sensazionalismo e del dettagliamento morboso sul decesso.
    E al fine, soprattutto, di evitare fenomeni di contagio imitativo in soggetti già a rischio o potenzialmente vulnerabili. Ma il modo non vuole e non va, affatto, ad incidere sull’integrità del servizio giornalistico, limitandosi a proporre, in fondo, delle accortezze comunicative di civiltà e sensibilità sociale. Tutto qua e null’altro.

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