ManfredoniaRicordi di storia
Persona solare era sempre pronto alla battuta

Manfredonia, “In ricordo dell’amico Giovanni Salvemini, detto ‘Nine jajo'”

Da alcuni anni, Nino aveva problemi alle gambe per via anche del suo lavoro di pescatore che aveva praticato per anni a bordo di un motopeschereccio

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Manfredonia. Sono trascorsi due mesi da quando l’amico Nino ci ha lasciati. Non ero a Manfredonia quando Nino è deceduto e mi è dispiaciuto di non aver potuto partecipare al suo funerale.

Era una persona simpaticissima. Bravo sarto, emigrò agli inizi degli anni ‘60 per lavoro in Australia a Melbourne, dove lavorò per dieci anni, trascorsi i quali ritornò a Manfredonia. Son andato alcune volte a casa sua ad intervistarlo per i suoi trascorsi con Lucio Dalla, quando il cantautore Bolognese, veniva nel periodo estivo a Manfredonia con sua madre, la signora Iole Melotti. Nino, conosciuto da tutti con il soprannome di “Jaiò” è stato un comicissimo personaggio sipontino del dopo guerra. Persona solare era sempre pronto alla battuta in ogni circostanza sul lavoro e con gli amici, in particolare a carnevale, poi durante le feste matrimoniali e gite varie dove spesso si esibiva con la sua bella voce, con la sua mimica e con l’emissione di versi gutturali che divertivano a crepapelle i presenti.

Con Tonino Tomaiuolo, Matteo Ciociola, Saverio Magno, Ottavio Balta ed altri bontemponi, trascorreva nei caldi pomeriggi estivi, quando la sartoria era chiusa, momenti svago cantando tra i casotti degli stabilimenti balneari Tricarico e Titta, insieme a Lucio Dalla; quest’ultimo, 14-15 enne accompagnava gli artisti sipontini suonando alcuni strumenti musicali. Uno spasso per i bagnanti che raggruppati intorno a Nino, a Dalla e ai suoi amici applaudivano divertiti alle loro performance. Mi riferiva Nino, in una intervista, che il famoso “tappetto” che lui eseguiva con maestria nel corso delle sue esibizioni con il mignolo della mano destra portato alla bocca (che provoca un suono a mò di stappa tappo) come altri versi gutturali fu lui ad insegnarli a Lucio Dalla.

Quando a Dalla il 13 agosto 1997 gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Manfredonia, Nino li mostrò una foto degli anni ’50, che lo ritraeva con lui e l’amico Tonino Tomaiuolo (al secolo Sciurille) sulla spiaggia di Manfredonia. Quel giorno alla cerimonia del conferimento della onorificenza cittadina a Dalla ero anch’io presente perché in servizio nel chiostro del Comune e a quell’incontro dopo tanti anni di Nino con il cantautore bolognese; ricordo che Dalla alla vista di quella foto inedita che lo ritraeva a 15 anni di età, rimase stupito e poi abbracciò il suo vecchio amico “Jaiò” calorosamente. Quella piccola foto (poi fatta ingrandire) che lo ritraeva con Dalla, Nino la custodiva gelosamente nel suo portafoglio e la portava con orgoglio sempre con se.

Da alcuni anni, Nino aveva problemi alle gambe per via anche del suo lavoro di pescatore che aveva praticato per anni a bordo di un motopeschereccio dopo il suo ritorno a Manfredonia. Negli ultimi anni usciva pochissimo. Abitava in via Mozzillo Iaccarino, ed alcune volte lo incontravo seduto al muretto nei presso del Liceo Classico in viale Miramare. Una persona garbata “Jaiò” che amava la sua famiglia e credeva molto nell’amicizia. Ciao Nino, gli artisti non si dimenticano mai.

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari)

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Commenti


  • Nicola

    Caro Franco, purtroppo ,alcuni giorni fa ci ha lasciato anche l’amico SCURILL. Comunque ancora una volta grazie Franco per le tue stupende testimonianze.

  • Grande Nino,grande trio.Un grazie a Franco x quello che fai


  • Anna Rita Salvemini

    Caro Franco ringrazio a nome della famiglia e, sopratutto a nome di babbo che, sicuramente sará felicissimo di questa lettera. Sono certa che tutti e tre si sono rincontrati e da qualche parte fanno Animazione .
    Anna Rita Salvemini 👍


  • Rino La Forgia

    Leggo quest”articolo e lacrime mi scendono spontanee. Nino Jaiò era un uomo vero, una bravo padre di famiglia e un personaggio simpaticissimo. Potrei raccontare tanti aneddoti su Nino,da una Pasquetta passata a casa sua (fuori c’era il temporale e Nino padre di Andrea, mio grande amico, vedendo la nostra frustrazione per una giornata di festa rovinata, ci invito tutti, una decina di ragazzi e ragazze, da lui, e con canti e barzellette ci fece passare una giornata indimenticabile) alle tante storie che ci raccontava sotto i portici di via Mozzillo Iaccarino. Ma la storia più significativa è quando in mia presenza, sempre sotto i portici, Nino mise a rischio la sua incolumità salvando un bimbo da decine di ponteggi di ferro che gli stavano cadendo addosso. Senza pensarci due volte si scaraventò sotto i ponteggi e con la sua forza enorme impedì che questi cadessero sul bimbo e che nel frattempo venne allontanato da altri passanti. Posso solo immaginare lo sforzo incredibile compiuto da Nino che ovviamente si procurò alcune ferite anche se lievi. Da allora per noi bambini della Mozzillo fu considerato come un eroe.
    Anch’io, purtroppo, quando è venuto a mancare non ero a Manfredonia e non ho potuto dargli l’ultimo saluto ma resterà ugualmente nei miei ricordi.
    Un grande abbraccio ad Andrea, Giuseppe, Anna Rita e Giovanna.
    Rino.

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