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Macondo – la città dei libri

Puntata numero 182. Recensioni de "Il bacio più breve della storia" (Mathias Malzieu, Feltrinelli 2015) e "Dove scorre il male" (Fabio Mundadori, Damster 2015)


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Logo macondo“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
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∞ Tutta la poesia di cui Malzieu è capace ∞
di Piero Ferrante
copertina-il-bacio-piu-breve-della-storiaC’è un punto esatto dove la realtà finisce e il sogno comincia. E’ quello spazio dove giorno e notte s’incontrano da millenni, dove il tempo non ha effetto sulle cose, dove le note si accoppiano per produrre musica, dove il mare assume un colore che nessun uomo potrà duplicare. E’ qui che vanno a finire tutti i giocattoli dell’infanzia, tutte le nenie delle nonne, tutti i ricordi familiari; è qui che hanno la residenza i sognatori incalliti; ed è sempre qui che prendono corpo le storie di quelli come Mathias Malzieu.

Forse è qui, in questa terra di nessuno e di tutti, che Malzieu ha incontrato Jack e Miss Acacia, in via La meccanica del cuore. Qui conosciuto Tom Cloudman, proprio all’angolo del corso dedicato a L’uomo della nuvole. E sempre qui, in una sera di festa, con l’orchestra che suonava It’s now or never, ha scoperto Sobralia posare le sue labbra su quelle dell’inventore depresso, il ragazzo scoiattolo, per Il bacio più breve della storia, e poi l’ha vista sfumare in una nebbia di invisibilità. E da qui, chissà, li avrà osservati salpare alla volta di Parigi. In momenti separati, per perdersi su strade diverse. Una, Sobralia, sfuggendo. L’altro, l’uomo scoiattolo, alla sua ricerca disperata, sostenuto da una goffa farmacista, consigliato da un investigatore speciale in pensione e guidato da un egocentrico pappagallo parlante.

Tra poesie taumaturgiche, cioccolatini al sapore di bacio, speranze, delusioni, corse e rincorse, fallimenti, ritorni di fiamma, sparizioni, gatti malvagi, scatole, cuori infranti, taxi vuoti e attentati-popcorn, Malzieu monta come panna una storia fino a dargli la consistenza soffice di fiaba. La penna con cui scrive Il bacio più breve della storia è caricata con un inchiostro di magia, ha un tratto dolce e un colore fatato. Malzieu usa parole come coriandoli di spuma, crea personaggi d’incanto e trame intarsiate nel legno della fantasia. Pur sapendolo, ogni volta si rimane incantati a guardarle volteggiare, andare e venire, turbinare come fiocchi di neve calda.

Il risultato è una meravigliosa filastrocca, solo un po’ più lunga del solito. Un libro intimo e caldo ma anche delicato e trasparente come vetro di Murano che racchiude, senza nasconderli, amori normali e mai banali. Sentimenti antichi e soffici come letti di cuscini in inverno, come stufe in ceramica alimentate a sogno che pulsano ardori forti. Sentimenti che odorano d’infinito ma che sono a loro agio anche nei panorami parigini metropolitani, tra rivoli di poesia e ventate di quotidianità.

Mathias Malzieu, “Il bacio più breve della storia”, Feltrinelli 2015
Giudizio: 4 / 5 – smack
Da leggere ascoltando: Dionysos, Aimer à perdre la raison
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A book to tell: Dove scorre il male
di Federica Belleri
dove scorre il maleTitolo: Dove scorre il male
Autore: Fabio Mundadori
Editore: Damster Edizioni
Anno: 2015
Genere: thriller
“Sono stata via, papà, ma sono tornata. – S’incammina verso l’uscita del cimitero – Solo uno è il colpevole. – mormora – E so dove trovarlo”

Fabio Mundadori, bolognese trapiantato a Latina. Innumerevoli racconti scritti e premiati. Ve ne ricordo alcuni: Eroi, Notti di Luna Iena, Chi ha paura del lupo cattivo, Il faro, Bassa marea, Vivi da uomo. Fra i libri che ha pubblicato vi cito l’antologia Io sono Dorian Dum e Occhi verdi, del 2012. Dallo stesso anno presiede la giuria della sezione “Romanzi editi” del premio letterario Garfagnana in giallo. “Dove scorre il male” è il secondo romanzo che ha come protagonista il commissario Sammarchi.

Oggi, per A book to tell, parliamo proprio di questo libro. Luca Sammarchi lavorava per il Ministero degli Interni e aveva incarichi speciali. Dopo una terribile missione in Bosnia aveva deciso di entrare in polizia. Ora, dopo più di dieci anni, sta arrivando alla stazione Termini, a Roma. Non avrete difficoltà a riconoscerlo, gli accostamenti cromatici del suo look sono decisamente discutibili. È atteso come testimone in un processo per una catastrofe edilizia. Imputata la allora EdilBelleri, oggi BBC Costruzioni, di Bruno Belleri. Sammarchi ricorda ancora il surreale silenzio, le piccole esplosioni, le scariche elettriche e le fughe di gas; e nessuna presenza umana.

Un intero quartiere, il Q24, inghiottito in una voragine. Una scena apocalittica. Sammarchi ha ben presente l’indagine che ha iniziato a seguire e che gli è stata tolta poco dopo, grazie ad un trasferimento mirato. Per me, che ho intrapreso questo viaggio insieme al commissario, è apparso chiaramente l’intrigo, l’omesso e l’occultato. Quello che non sospettavo era il mix invidiabile di fantasy, giallo, thriller, azione e suspance. Come nel migliore dei film. Nelle pagine di questo libro ho trovato di tutto: ridicoli scagnozzi, writers, uomini senza scrupoli a contatto con la malavita, progetti ambiziosamente folli da portare avanti “con ogni mezzo”, contrabbandieri di armi, killer professionisti, russi, poliziotti inesperti…..e un’eroina moderna che mi ha sorpreso, un mix tra 007-Indiana Jones al femminile e Lara Croft. In questa storia ci sono dei colpevoli e delle gravi responsabilità. Ci sono persone morte, inutilmente. Sammarchi ne è consapevole e sta indagando ancora, scavalcando mille ostacoli. A dimostrazione del fatto che il percorso verso la verità è tortuoso e complicato. E ancora, kamikaze, parapendii, elicotteri che spariscono dai radar… Dieci anni, dieci lunghi anni per cogliere particolari che non coincidono. Un tempo lunghissimo per scoprire l’inimmaginabile. I fotogrammi di questa vicenda hanno dei punti oscuri, ve ne accorgerete.

Chi manipola? Chi non parla? Cosa è accaduto realmente al Q24 dieci anni prima?

Dove può spingersi la mente diabolica che ha architettato tutto questo?

Il commissario Sammarchi, con dignitosa amarezza, scopre come tutto possa avere un prezzo, come ci si trovi costretti a confrontarsi con l’avidità. Il male scorre come acqua, nelle crepe di un terreno arido. Si insinua, ma non è detto che lo renda fertile…Può avvelenare, anche l’anima. Il male fa soffrire, arriva a uccidere e a unire per sempre, come la morte. Capitoli brevi, istantanee precise che inchiodano il lettore. Scrittura scorrevole e piacevole, nonostante l’argomento trattato. Finale aperto ai dubbi e al dibattito. Ottima lettura. Consigliatissimo.

La recensione è tratta dal Libroguerriero, il blog della scrittrice Marilù Oliva

Macondo – la città dei libri ultima modifica: 2015-06-26T16:12:56+00:00 da Piero Ferrante



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