Foggia
La città di Foggia non può subire ritorsioni da chi chiede giustizia per ottenere diritti sanciti dalla Costituzione Italiana

“Sulla questione ATAF prevalga il buon senso su decisioni collettive”

"A dir il vero il Comune di Foggia, con la manovra di bilancio approvata dalla maggioranza dell’assise, avrebbe scelto di versare in Ataf solo 400mila euro"

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Foggia. «La città di Foggia non può subire ritorsioni da chi chiede giustizia per ottenere diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, frutto di anni e lotte sindacali e che si chiama lavoro. Certo, i dipendenti che hanno scioperato hanno commesso un atto forzato che ha bloccato un’intera città. E questo è ciò che è accaduto qualche settimana addietro e che oggi vede i lavoratori Ataf nuovamente al lavoro, ma le rispettive controparti contendersi una posizione pur di addivenire a soluzioni migliori. Ma migliori per chi, è la mia domanda? Da una parte, quella aziendale, si cerca di risanare conti pubblici intervenendo sulle remunerazioni dei lavoratori, dall’altra, sindacalmente forzata, obbligando il Comune di Foggia a versare nelle casse della partecipata la somma dovuta. A dir il vero il Comune di Foggia, con la manovra di bilancio approvata dalla maggioranza dell’assise, avrebbe scelto di versare in Ataf solo 400mila euro, a fronte dei 690mila richiesti per pareggiare i conti.

Ed il resto chi se lo deve accollare? I dipendenti con nuove contrattazioni economiche e normative che vedrebbero cambiarsi indennità –ordinarie e straordinarie- aziendali e contributi vari, parametri di valutazione sull’efficienza e assenteismo? O sarebbero i cittadini il salvacondotto per un’azienda, che per scelte non felici in un CDA politico di maggioranza comunale, dovrebbero accollarsi ulteriori oneri oltre quelli già versati e in procinto di aumentare con le nuove tariffe della sosta a pagamento? Se si analizza nella sua completezza l’azione messa in campo dai vertici Ataf ne consegue che è la risultante di tanti comportamenti attuati da un’azienda che ha al suo apice un CDA politico e fortemente condizionato da un sindaco che crede di gestire tutto, anche chi nomina per gestire. Per far comprendere l’entità delle azioni svolte in Ataf, negli ultimi sei mesi si è scioperato tre volte; erano più di vent’anni che non accadeva un blocco così forte dei mezzi pubblici, allorquando la mobilitazione ha coinvolto quasi la totalità dei dipendenti. La scelta che il CDA ha assunto nell’assumere i 18 dipendenti ex Apcoa con l’intento di pagarli con la rivisitazione degli emolumenti straordinari bloccati, fa ben comprendere le dinamiche di svolgimento che l’Ataf vuole assumere: meno costi a parità di lavoro che inevitabilmente si tradurrebbero in inefficienza e che si ripercuoterebbero sulle prestazioni ai cittadini. Non è un segreto che l’Ataf sta organizzando un nuovo piano industriale dove integrerà le 18 unità lavorative “scaricate” da Apcoa. Tal decisione inevitabilmente cambierà alcune organizzazioni per i lavoratori con più sacrifici e meno soldi.

Decurtazione degli stipendi –di per sé già ridotti negli ultimi anni-, più lavoro e cambio mansioni saranno all’ordine del giorno e con una tal organizzazione è evidente che il lavoratore si preoccupa e manifesta. Vorrei vedere chi di voi a fronte di tal chiamiamoli sacrifici e riduzione degli stipendi –per me indotti da politiche organizzative e gestionali unilaterali nel CDA senza l’ascolto da buon padre di famiglia delle organizzazioni sindacali- non si preoccuperebbe; io SI. E ciò è avallato anche dalle cifre che nelle settimane scorse sono uscite da Via Motta della Regina, dove le decurtazioni in busta paga che si vorrebbero adottare non rispondono alle esigenze richieste. I sindacati hanno parlato di 200-400 euro pro-capite al mese, l’Ataf di soli 80 euro. La discordanza è palese e credere all’uno piuttosto che all’altro non produce trasparenza, anzi inquina ancor di più una vicenda che credo debba essere portata in Consiglio comunale e decidere.

Nelle ultime ore, tuttavia, si è fatto un passo in avanti nella chiarezza delle informazioni. Oltre alle note dichiarazioni di alcuni colleghi della minoranza, il sottoscritto, si è recato in Ataf ed è riuscito a ottenere informazioni dettagliate, avallate da documenti cartacei, che fanno ben comprendere le intenzioni assunte da Ataf SpA, nonché dal suo CDA. Il “Piano 2016-2018 a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di Ataf Spa”, piano approvato dal Consiglio di Amministrazione il 03 Marzo 2016, prevede un risanamento di circa 15 mln/€ attraverso l’acquisizione di beni immobili comunali già avvenuti con Delibera del Consiglio Comunale di Foggia n. 90 dell’11 Settembre 2012 e dalle previsioni dell’andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL –Trasporti Pubblici Locali- e dalle previsioni di riduzione e ottimizzazione dei costi aziendali. Queste, tutte azioni messe in campo ma con risultati improduttivi giacché le previsioni dell’andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL, nel tempo trascorso, hanno prodotto una forbice rispetto ai dati sui ricavi effettivamente realizzati, determinando una situazione di insostenibilità nell’eliminare il debito che “declinato” in soldi è pari a circa 2,4mln/€, ovvero lo sbilancio di cassa del cash-flow previsionale relativo all’anno 2016. Ora, tra mancati adeguamenti inflattivi dei Contratti di servizio TPL e minori ricavi della sosta tariffata, concause anche della scarsa manutenzione dei mezzi e parcometri, nonché della difficoltà di pagare i fornitori, ed anche della possibile revoca da parte dei creditori – Agenzia Entrate, Inps , BNL- della concessione della rateazione e quindi con la decadenza dello stesso Accordo di ristrutturazione del debito che potrebbe comportare il fallimento dell’azienda, l’Ataf, dopo alcuni incontri con il Comune, in data 03 marzo 2016, ha deliberato un nuovo Piano di azioni 2016-2018 a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di Ataf Spa. In sintesi il piano prevedrebbe:
– La prosecuzione del processo di riduzione e ottimizzazione costi aziendali e incremento ricavi diversi da TPL e Sosta.

– La riduzione dei costi del personale dove sommariamente verrebbero introdotte azioni permanenti di contrasto all’assenteismo, con conseguente maggiore disponibilità di personale e relativo risparmio di costi per prestazioni straordinarie; l’eliminazione totale delle prestazioni straordinarie, pagate solo per forza maggiore quando vi è la prosecuzione del servizio o comandato e di quello tecnico; sospensione totale delle anticipazioni TFR, come previsto da un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis della legge fallimentare e dei prestiti aziendali; eliminazioni di contributi, erogazioni, Cral, borse di studio; sostituzione personale Autista utilizzato in Biglietteria con altro personale –per esempio gli ex operatori per la sosta; utilizzo n. 15 ex Operatori Sosta per pulizie autobus; esternalizzazione di alcuni servizi; modifica organizzazione uffici del magazzino; valutare l’esonero di ex L. 830/1961 del personale inidoneo.
– Incremento ricavi TPL.
– Incremento ricavi Sosta congiuntamente con gli Impegni intrapresi in tal senso dal Comune, come descritto nelle diffuse comunicazioni che in questi giorni il Comune di Foggia ha inviato alle agenzie stampa.
– Ristrutturazione del debito con i creditori istituzionali – Agenzia Entrate, Inps , BNL- dilazionandolo da 5 a 7 max 8 anni, con l’aggiunta dellavalorizzazione del patrimonio aziendale ai sensi della DGC N. 112/2015 (Beni già in garanzia ipotecaria ai creditori).

Insomma tutte azione che seguono un preciso percorso, quello precipuamente voluto solo dall’Ataf, e perciò da questa Amministrazione comunale di maggioranza poiché è l’artefice univoca dei componenti del CDA dell’azienda dei trasporti foggiana. Decisioni del CDA, per dirla tutta, di un Consiglio di Amministrazione monocolore politico e partitico che è stato rimesso in auge da un Sindaco che del controllo personale ne fa un dogma gestionale. CDA che nella precedente amministrazione comunale, ed è bene ricordarlo, erano stati eliminati sia per non gravare sulle tasche pubbliche dei cittadini ma soprattutto per esautorare organi politici da decisioni attinenti ad aziende partecipate, che devono godere di piena autonomia e non soggiogata a quella politica. E giacché la politica di maggioranza di questa amministrazione comunale vuol la sua parte, è bene, e lo ripeto, che tal problema venga affrontato nell’assise preposta, anche per aver un valore con cui regolarsi e comunicare ai cittadini eventuali responsabilità.

Tuttavia se si ascoltano le voci dei lavoratori, spesso “taciute” da sequele di comunicati stampa costruiti ad hoc dai comunicatori degli organi politici di maggioranza del Comune di Foggia, questi sembrano avallare ciò che da tempo si evidenzia sulle tratte dei mezzi di trasporto pubblico: autobus obsoleti, senza aria condizionata, in precarie condizioni manutentive, circolanti su vie cittadine non preferenziali – a causa dello stravolgimento indotto dalla nuova isola pedonale – spesso bloccate da auto in soste selvagge e mai sanzionate da chi dovrebbe provvedere non tempestivamente a chiamata, bensì ogni giorno per l’area assegnata. Basti vedere la via dove è ubicato il Comune e tutto è più chiaro. L’Ataf spesso si rifugia dietro scuse elementari come la mancanza del pagamento del biglietto di molti cittadini, senza sapere che il danno erariale in oggetto è la minima parte di quello causato da scelte aziendali preconfezionate dopo poco tempo dall’insediamento del sindaco Landella. Come ho potuto già rilasciare alla stampa, congiuntamente ai mie colleghi consiglieri, credo che la protesta debba essere rivolta alla Giunta comunale piuttosto che rendere difficili le già precarie condizioni dei foggiani. Se l’Ataf ha un CDA espressione unilaterale di un sindaco che s’improvvisa manager, senza averne le dovute attitudini, e che decide solo dopo averlo ascoltato, come si può pretendere che le decisioni vengano assunte trasparentemente da chi è nel CDA?

Come sempre le responsabilità si scaricano su chi lavora e su chi protesta, mai su chi decide e amministra specie se lo scettro è impugnato dalla stessa politica che ha scelto amministratori e CDA. La Sosta Tariffata è diventata il capro espiatorio di una gestione fallimentare di un progetto che poteva e doveva essere la svolta di una città affogata dal traffico e caoticamente pericolosa, laddove da molti mesi gli impianti semaforici brillano di “giallo proprio” e le vie cittadine sono ritornate a doppio senso per dar luogo a zone pedonali personalistiche. In riguardo alla sosta tariffata l’Ataf, in data 08 gennaio 2015, con un’informativa protocollata n° 088/2, chiese al Sindaco Landella, al Consigliere De Martino e al Dirigente comunale Masciello, un incontro urgente per discutere e chiedere un intervento deciso sulla gestione della stessa e delle conseguenze determinate. Nell’informativa è ben sottolineato un problema che affligge tal servizio, ovvero che su 100 auto paganti (esclusi i residenti e perciò aventi diritto) ben 60 sono auto parcheggiate illegalmente (con un ammanco di circa 1.200.000 €/annui) e 74 espongono permessi per disabili (in totale su 100 stalli, 134 non pagano). Per non parlare delle auto parcheggiate sugli scivoli per disabili, marciapiedi, incroci, strisce pedonali, nei giardinetti e davanti le fermate degli autobus. Tutte situazioni che gli Ausiliari al traffico non hanno competenze per intervenire, ma la Polizia Municipale SI. Circostanze, quelle descritte, che in sostanza, oltre a confermare l’inciviltà del cittadino irresponsabile, determinano un livello di illegalità pari al 60% e che decretano mestamente il fallimento del Comune per quanto concerne politiche di decongestione del traffico, ripercuotendosi su quelle economiche e occupazionali messe in campo dall’Ataf. Appunto, fallimento comunale evidenziato anche nella suddetta informativa che l’Ataf ha indirizzato al Comune ponendo in rilievo che “355 permessi con tutta evidenza (sono) utilizzati illegittimamente” –come descritto nella nota Prot. n.0593/2 del 14 febbraio 2013, nota Prot. n.0740// del 26 febbraio 2013, nota Prot. n.1076/2 del 21 marzo 2013, nota Prot. n.1206/2 del 04 aprile 2013-. Ebbene, a distanza di più di un anno l’informativa ha conseguito il nulla e l’Ataf, con il suo personalissimo CDA, ha ritenuto opportuno riunirsi. In data 27 aprile 2016 il CDA suddetto ha redatto un verbale di riunione aventi due ordini del giorno “Comunicazioni urgenti sulla situazione aziendale e determinazioni conseguenti” e “Situazione debiti-crediti 2015 tra Ataf e Comune e determinazioni conseguenti”, dove, rispondendo al secondo ordine, evidenzia lo stato finanziario. In particolare risalta una nota inviata, a mezzo pec-mail, al Comune che dopo esser stata letta dal dirigente al Bilancio, dott. Di Cesare, ha prodotto solo la presa visione delle fatture in essere tra Ataf – Comune – Regione Puglia, senza ottenere una fattiva azione a tal bisogno. La nota sommariamente dice “…dalle risultanze contabili dell’Ente, riferite agli stanziamenti definiti dal Bilancio 2015 del Comune di Foggia, non si evidenziano crediti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2015 ovvero partite sospese tra Ataf SpA e il Comune di Foggia… Nel contempo si segnalano partite debitorie di Ataf SpA verso il Comune di Foggia al 31.12.2015 per € 734.325,00… Pertanto la società Ataf Spa ha l’obbligo di riconciliare le proprie partite debitorie e creditorie verso il Comune di Foggia, poiché, in osservanza di specifici titoli di credito, ai sensi dell’art. 191 del TUEL, non le è consentito mantenere gli importi rivendicati nel proprio bilancio (riferimento nota di Ataf SpA del 01.04.2016 prot. n.995/2)”.

Mentre per il primo ordine del giorno dal Sindaco è pervenuta in Ataf una nota protocollata n. 40159 del 26 aprile 2016 dove si comunica che “alcuni consiglieri comunali hanno formulato una proposta operativa già trasmessa a codesta società…..(con) specifiche misure ritenute idonee e necessarie al fine di scongiurare lo stato di crisi della società già nel corso del 2016”. Il CDA valuta la nota bocciandola specificando che il piano aziendale “non aggredisce le cause costitutive che, per anni, hanno creato un’attività ordinaria del servizio di linea con l’utilizzo strutturale di ingente orario straordinario”, in quanto lo straordinario deriva dal rilevante tasso di assenteismo. Una netta risposta incalzata da Ataf quando fa presente ai consiglieri che in azienda vi sono anche dipendenti con problemi fisici e prossimi al pensionamento che sono oggetto di attenzione per probabili esodi con erogazione di idoneo trattamento previdenziale e perciò rilevante beneficio economico per l’azienda stessa. Con ciò si evidenzia ancora una volta che le istanze proposte dai consiglieri non contano per Ataf. Risposte dell’ex municipalizzata avallate anche dal fatto che il fallimento di Ataf ricadrebbe sui suoi amministratori, cariche politiche volute dal Sindaco l’indomani il suo volere di ricostituire i CDA. E tal risposta trova conferma anche in quella scritta nella nota Prot. n. 40159 del 26 aprile 2016 che il Sindaco Landella rimarca affermando che “Il CDA, valutati e confrontati i due piani, potrà assumere i provvedimenti giudicati più efficaci”. Insomma, il Consiglio comunale, nelle persone che lo compongono a quanto pare per Ataf e per il Sindaco contano poco quando sul banco vi sono interessi comuni ma amministrati e gestiti da persone di fiducia del solo Primo Cittadino e della sua Amministrazione di maggioranza. Una verità sostenuta dalle risposte che Ataf ha fornito ai Consiglieri sulle 17 proposte contenute nella nota, definendo che le loro proposte hanno riscontri poco chiari, non concordanti con le politiche aziendali e che per la sosta tariffata Ataf si rimette alle volontà sindacali e comunali. Ed allora, con tal scenario come si può pretendere che un’azienda partecipata, ex municipalizzata, con tanto di CDA politico di maggioranza comunale, che è di primaria importanza per i cittadini e per la citta di Foggia, possa essere risanata seguendo criteri che non pesino sulle spalle della collettività, come prefigurato?

Spero che il buon senso diventi parte attiva di questa Giunta e sindaco compreso e prevalga su decisioni collettive più che privatistiche e che la questione Ataf, almeno per i temi che ci compete, venga portata al più presto nell’assise preposta e democraticamente decisionale, nell’aula consiliare di Palazzo di Città»

(A cura di Luigi Buonarota – Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà)



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