Manfredonia
"Occorre già da domani cominciare ad unire gli uomini e le donne di buona volontà"

Manfredonia, Magno “Non siete pronti per quest’impresa. Servono facce nuove” (vd)

"Diamo un taglio al passato e mettiamoci tutti insieme ad operare"


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Manfredonia, 26 giugno 2017. ”La notte prima degli esami. Mi rendo perfettamente conto di quello che state provando. Quante emozioni, quanti rimorsi, nell’animo di chi sta per avere il giudizio da coloro che presiedono al controllo e possono decretare la vostra vita politica o il vostro dissolvimento.

In questo io vi sono a fianco, io vi capisco, immagino il duro peso che vi sta affliggendo, il senso di sconfitta che vi attanaglia e, nel contempo, sento il vostro animo che spera, pur avvertendo in cuor vostro che non tutto è stato chiarito, non avete fatto abbastanza e con la dovuta chiarezza; tuttavia sperate che i revisori non s’avvedano di alcune magagne oppure fingano di non accorgersi degli errori che pure sono disseminati nel compito che avete svolto. Voi lo sapete che è così.

Ma se aveste studiato, giorno dopo giorno e tutti i giorni, se aveste mostrato la necessaria serietà che quegli studi richiedevano e se aveste avuto rispetto per chi ne sapeva più di voi e posto meno orecchio a chi vi adulava, anche al di là dei vostri meriti, se aveste tenuto l’umiltà dell’ascolto, dando il giusto valore alle cose, senza circondarvi di soggetti che nulla hanno da insegnare a nessuno, se non come si fa a galleggiare sul nulla, oggi le cose per voi andrebbero molto meglio. E ciò è valido soprattutto per chi è già stato rinviato a settembre, con una serie gravosa di insufficienze che ora cerca affannosamente di recuperare.

Sono convinto che anche voi vi stiate accorgendo che, per i vostri ritardi e la mancata abitudine a fare le cose in maniera attenta e meticolosa, ci state costringendo a fare un tour de force quasi disumano, per esaminare cose che richiedevano il giusto tempo di riflessione e la doverosa serenità per essere controllate come si deve.

Ma andiamo avanti.

La corte dei Conti vi ha contestato, nella riunione collegiale del 15/03/2017 (pag. 25) “L’omessa costituzione di euro 3.791.923, da ascrivere tra le spese di bilancio… presentando così una situazione passiva più grave”. Ha chiesto perciò “che l’ente rettifichi i precedenti dati”; ma voi non lo avete fatto, mantenendo secondo me una situazione illegittima e creando pregiudizio all’approvazione del piano di rientro;

Manfredonia, Consiglio approva il “Piano di rientro”

La Corte dei Conti ha invitato il Comune ad eliminare tutti i debiti fuori bilancio ed invece avete mantenuto il debito fuori bilancio relativo al passivo dell’ASE S.p.A., che voi conoscevate bene, in quanto già dal 27 aprile 2017 il comune di Manfredonia ha ricevuto la nota da quell’azienda, relativa all’esercizio 2016, ed in essa si “evidenziava una perdita di esercizio di euro 523.489”. Perché non avete posto questa perdita tra i debiti fuori bilancio? Del resto è noto a tutti che i bilanci delle Società partecipate vanno discussi in costanza del bilancio dell’Ente, per i riflessi finanziari che per questo comportano. Dunque, essendo l’ASE una Società per Azioni con affidamento della gestione dei servizi da parte dell’Amministrazione, toccava al Comune pagare anche questo debito fuori bilancio.

Nel Piano di Rientro dal passivo, il Comune cerca di recuperare somme provenienti dai mutui dall’Amministrazione richiesti alla Cassa Depositi e Prestiti, per opere mai realizzate.
Ve ne do qualche esempio:

Nel 2001, al Comune di Manfredonia è stato concesso un mutuo di 101.922,47 per strade comunali – Per questo mutuo, il Comune ha pagato gli interessi per sedici anni e dopo tutti questi anni adesso ha deciso che il mutuo dovrà tornare indietro, perché nulla è stato fatto, non ci servono le strade;
Nel 2001, al Comune di Manfredonia è stato concesso un mutuo di 219.396,65, per impianti sportivi – Per questo mutuo, il Comune ha pagato interessi per 16 anni e, dopo tutti questi anni, ora è deciso che il mutuo dovrà tornare indietro, perché nulla è stato fatto, non ci servono impianti sportivi;
Nel 2000, al Comune di Manfredonia è stato concesso un mutuo di 21.622,36 per sistemazione rete idrica – Per questo mutuo, il Comune ha pagato interessi per 17 anni e, dopo tutti questi anni, ora è deciso, il mutuo dovrà tornare indietro, perché nulla è stato fatto, non ci serve nessuna sistemazione idrica;
Nel 2000, al Comune di Manfredonia è stato concesso un mutuo di 20.476,54 per sistemazione strade comunali – Questo mutuo, dopo che abbiamo pagato interessi per 17 anni, è stato deciso che ora il mutuo dovrà tornare indietro, perché nulla è stato fatto, non ci serve sistemare strade dissestate.

Il totale di tutti i mutui stanziati che stanno per tornare indietro, in quanto non utilizzati, ammontano ad un totale complessivo di euro 380.952.24, per opere pubbliche di primaria necessità; ma noi abbiamo tenuto queste risorse per circa vent’anni, senza che qualcuno si attivasse per la loro utilizzazione, rinunciando a risolvere tante questioni che stanno a cuore ai cittadini della nostra città. Ma cos’è che non ha funzionato in questo Comune? Se è vero, come dice la Corte, che i nostri amministratori hanno dimostrato limitata capacità di programmazione, è altrettanto vero che essi hanno dimostrato anche incapacità realizzativa. E se facciamo bene i conti vediamo che in circa 17 anni di interessi sui 380,952,24 euro, che si restituiscono perché non utilizzati in nessun modo, gli interessi pagati inutilmente superano i centomila euro, costituendo danno erariale per “la correlata corresponsione di interessi passivi”.

Signor Presidente, signori Consiglieri, la Corte dei Conti ha lamentato che il Comune dei Manfredonia “ha ceduto gratuitamente all’Ente Parco nazionale del Gargano la propria partecipazione all’86% dell’Oasi Lago Salso e, secondo la Corte, ciò è stato fatto non solo in violazione della legge 244 del 2007, ma anche “in assenza di qualsiasi procedura comparativa, configurando una vera e propria donazione”.

Ora in presenza di tale giudizio dell’alta magistratura contabile, verso un atto gratuito e completamente contro legge, ci si sarebbe aspettato di più, nel Piano di Rientro che andiamo a discutere oggi in quest’aula. Invece, ai rilievi della corte, il Comune risponde così: “Si precisa che l’Ente valuterà la possibilità di procedere alla risoluzione del contratto di trasferimento della partecipazione azionaria per inadempimento”, ignorando completamente che l’atto più grave non è l’inadempimento contrattuale del Parco nazionale del Gargano ma quello commesso dal Comune stesso, che ha effettuato la donazione di una vera gemma della nostra città, per chi la sa capire e saprebbe valorizzarlo, al Parco Nazionale del Gargano ed al suo presidente pro-tempore, magari per sottesi accordi politici.

Nel Piano di Rientro noto che, nell’ottica del risparmio, l’Ente comunale intende rivedere la programmazione delle spese per il personale. Ma dalle poche righe che avete stilato, signori amministratori, ho travato solo una nuova unità, prevista in assunzione nel corrente anno, che non verrà più, ed un comandato in uscita. Sinceramente, io mi sarei aspettato molto di più, particolarmente un restringimento dello staff del Sindaco, dal quale ci si dovrebbe attendere un esempio che valga per tutti, anche nell’ottica della riorganizzazione degli uffici, che viene auspicata dalla stessa Corte e da voi stessi agognato. Ma prima di esprimere un giudizio su questo mi aspetto una risposta chiarificatrice da parte dell’Assessore al personale o dallo stesso sindaco, che sicuramente è consapevole che quasi tutti i sindaci che si sono succeduti alla guida della nostra città non avevano nutriti staff, ma un solo addetto al proprio ufficio e non sembra abbiano sfigurato.

Inoltre, per il superamento di limiti di spesa imposti dalla legge, la Corte fa riferimento ad alcune misure da restringere, quali studi e consulenze, mostre, pubblicità e rappresentanza, missioni e, per finire, esercizio di autovetture. Ora signor Presidente, noi abbiamo sindaci di grandi città che vanno a lavorare in bici e con essa girano in città, anche per promuovere attività fisica e uno stile di vita sano: da Milano, a Roma a Firenze, a Genova, a Napoli, a Bari ed anche a Londra. Rinunciare all’auto consente loro di conoscere meglio la situazione della propria comunità ed avere la possibilità di stringere le mani ai concittadini, ascoltarli, vivere la vita palpitante della città. Perfino il papa si muove tranquillamente con i mezzi pubblici anche quando va all’estero. Quale occasione migliore di questo per dare un calcio alla propria macchina e liberare il Comune dei suoi gravosi costi, insieme a quelli di un personale autista? Questo risparmio è sicuramente più sicuro, veritiero e disponibile di quelli aleatori e difficili che il comune si attende arriveranno da modulazioni delle spese ed eventuali maggiori introiti che potrebbero venire dalle concessione edilizie, specie ora che l’edilizia nella nostra città è messa in ginocchio.

Signor Presidente, Signori Consiglieri, questo Piano di Rientro difficilmente sarà approvato dalla Corte dei Conti, perché il problema principale è la certezza della consistenza di cassa. Signori amministratori, guardate con chiarezza nelle casse del Comune e vi accorgerete che non avete le risorse per farvi approvare questo Piano di Rientro.

Io un invito lo farei. I consiglieri hanno accettato una decurtazione di circa il 40% dei loro gettoni di presenza. Io propongo che anche gli amministratori, si riducano del 30% le loro indennità ed inoltre vengano eliminati i premi per la performance devoluti ai dirigenti, per gli anni in cui a tutti i cittadini verranno chiesti gravosi sacrifici, secondo il Piano di Rientro dal debito, ovverosia il 2017/2018/2019.

E del resto sono convinto che, se anche ci fosse qualche spiraglio che si apra ad una possibilità di riequilibrare il bilancio dell’Ente, non c’è nel Comune un’adeguata struttura organizzativa che valorizzi meglio il personale, giacché la stessa magistratura contabile ha lamentato un vostro limite nella gestione delle risorse umane, e quel limite non si supera con un colpo d’ali o con la forza della volontà. Inoltre, manca in chi dirige il Comune la necessaria vocazione politica che possa portare avanti questo difficile progetto. Il riequilibrio previsto comporta molto tempo e, con tutta la volontà che ci metterete, per quello che siete, non riuscirete ad ottenere quello che auspicate.

Voi siete bravissimi a gestire il consenso, siete dei veri e propri collettori di voti, nessuno può tenervi dietro nella capacità che avete di far proliferare le liste, per settori, categorie, interessi, senza dimenticare le famiglie. Però vi manca il sostegno della parte più avanzata e libera della popolazione. Quelli che vi stanno intorno, grandi e piccoli, lo fanno solo per ciò che avete dato o avete promesso loro e per quello che potranno ancora mungere da voi e costoro, quando capiranno che la festa è finita, vi lasceranno soli e saranno i primi a mettervi la gente contro. Per questo non vi vedo adeguati all’impresa. Dopo che per anni ha imperversato questa gestione dissennata, occorrono facce nuove, con atteggiamenti nuovi che sappiano parlare alla gente il linguaggio della verità e del sacrificio, senza promettere ancora di farli sognare, ma spiegando quello ch’è successo, che non è onesto mangiarci oggi il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, facendo capire che con il concorso di tutti Manfredonia si può ancora salvare e potrà di nuovo risorgere.

Occorre già da domani cominciare ad unire gli uomini e le donne di buona volontà, anche di diversa formazione o ispirazione politica ed ideale, non importa, purché, senza steccati ed esclusioni, diamo un taglio al passato e ci mettiamo tutti insieme ad operare, solo votati a fare il bene della città e rilanciare, in tutti i sensi, lavorativi, economici, ambientali, civili ed etici, la nostra bella Manfredonia.

(A cura del Prof. Italo Magno, Consigliere Comunale di MANFREDONIA NUOVA)

Aula consiliare Comune di Manfredonia (st - UF COMMF)

Aula consiliare Comune di Manfredonia (st – UF COMMF)


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Redazione Stato Quotidiano.it

Manfredonia, Magno “Non siete pronti per quest’impresa. Servono facce nuove” (vd) ultima modifica: 2017-06-26T21:52:34+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giggino

    Povero professore, dei miei stivali. Però devo ammettere che qualche piccolo passo avanti ,come si dice in gergo scolastico, lo ha fatto.


  • Emigrato

    Professore che ne dicano i mestieranti della politica , penso che sia arrivato il momento di mandare a casa questa classe politica, gli amici di Forza Italia, Direzione Itali, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e tutta la società civile ed i movimenti politici e sindacali cosa aspettate a mandare a casa questa classe di signori che di politica non sanno manco cosa sia.


  • Lecchino

    Ma il sindaco non ha la patente? Perchè avrebbe bisogno di un’ autista? Forse in questo modo crede di creare nuovi posti di lavoro? 😉


  • Vito

    Ci vorranno sicuramente facce nuove,ma di sicuro non le vostre


  • Dove sta la nana non cercare la grassa

    Servono facce nuove? E dove le troviamo?

    La tua è vecchia,
    … stendiamo un velo pietoso.

    I 5 stelle non sono pronti, sono ancora dilettanti allo sbaraglio.

    Forza italia?
    Mah…forse, per me sarebbe la cosa migliore, ma non credo abbiano i voti.


  • STUFO

    COMMISSARIO PREFETTIZIO!


  • Giulia

    X STUFO, tuttalpiu’ possiamo darti il commissario Rex.


  • antonella

    Ma i membri di uno staff servono per postare commenti inutili?


  • Manfredonia nell'era della pietra

    Povera Manfredonia..basta guardarsi in giro..


  • catacomba

    Peccato era una bella città il professore ha ragione lui viene deriso dal palazzo ma vedrete avrà ragione la gente i cittadini di Manfredonia non è possono più


  • Dove sta la nana non cercare la grassa

    Ma Alice non c’è?

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