FoggiaRicordi di storia
La festa del 15 agosto, dedicata, dopo quella solenne del 22 marzo, alla nostra Protettrice, era una cosa a parte

Foggia, ‘Estate insieme’, ieri e oggi. Dal ‘Galluccio’ alle case a Siponto

Anche i foggiani che vivevano fuori città o coloro che, come si usava allora, andavano al mare fittando la casa per tutto il mese di luglio o agosto in quel di Margherita di Savoia, Manfredonia, ma anche più lontano


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Foggia – “Estate insieme”, “Estate a Foggia”, “Estate nei Borghi”.. sono solo alcuni degli stravaganti titoli dei “cartelloni estivi” che le amministrazioni comunali nostrane, al pari di ogni città o paesello che si rispetti, nella nostra bella Italia tutti gli anni, nella tarda primavera, si affrettano ad assegnare alle iniziative assunte per sollevare, nei mesi della calura estiva, le sorti di quanti restano in città. E non si pensi che teli decisioni siano cosa da poco. Sulla programmazione della stagione estiva, si giocano e si sono giocate, partite politiche importantissime con dimissioni di sindaci e cadute di Giunte. E’ lo specchio dei nuovi tempi. Sino a pochi decenni fa i programmi estivi erano ben lungi dal preoccupare i sonni dei nostri amministratori. Gli eventi che, per restare nella nostra Città, interrompevano le sue lunghe, monotone e calde giornate estive, erano solo quelli che, per antichi usi e consuetudini, si identificavano nei riti civili e religiosi, legati alle festività dedicate a Sant’Antonio, alla Madonna del Carmine, all’Addolorata, a Sant’Anna e all’Assunta ( onomastico della nostra Protettrice). Erano queste le grandi occasioni che per un anno intero i foggiani aspettavano e che rappresentavano gli “eventi” dell’estate. Erano date scolpite nella mente di ognuno 13 giugno, 15, 16 e 26 luglio, 15 agosto. E non vi era bisogno di cartelloni da affiggere in città per richiamare o ricordare queste date.

Anche i foggiani che vivevano fuori città o coloro che, come si usava allora, andavano al mare fittando la casa per tutto il mese di luglio o agosto in quel di Margherita di Savoia, Manfredonia, ma anche più lontano: Francavilla, Roseto, San Benedetto del Tronto, lasciavano le località balneari per tornare in massa a Foggia e prendere parte a quelle festività. In particolare Sant’Anna e l’Assunta, richiamavano in città moltissimi concittadini e tanti emigrati, che si aggiungevano ai numerosi residenti i quali, a quei tempi, le vacanze se le sognavano o non andavano più in la che di Siponto. Il bello di quelle feste era che, pur essendo, alcune, strettamente legate ai quartieri dove si svolgevano ( per esempio Sant’Anna), erano sentite e partecipate da tutta la città. La Processione per le vie del borgo e Via Sant’Antonio; le funzioni religiose e civili, con spettacoli musicali di primo ordine; le strade dei quartieri interessati ricolme di ogni ben di Dio, che i tanti venditori esponevano sulle loro “bancarelle”. Prodotti gastronomici tipici , come le ciammaruchelle al pomodoro, le pizze fritte con la salsa e una spruzzata di cacioricotta, i “totari” o “pannocchie” di granturco lessati, torcinelli, fichi d ‘india, anguria, tagiata a fette e ghiacciata; torroni e nocelle di ogni tipo; caramelle gommose, palloncini e tantissimi giocattoli per i più piccoli. Le giostre per i piu’ grandicelli e i giovanotti erno attese da un anno all’altro. La passeggiata era di obbligo , così come l’acquisto dei prodotti sopra descritti. Chi aveva la fortuna di abitare lungo il percorso ove si sviluppava la festa, occupava a tempo indeterminato, con amici e ospiti, i balconi delle proprie case e li’ consumavano anguria, nocelline americane, lupini e quant’altro.

La festa del 15 agosto, dedicata dopo quella solenne del 22 marzo alla nostra Protettrice, era una cosa a parte. Non aveva eguali. Le vie centrali illuminate a giorno con le luminarie dai mille colori e dalle foggie più belle. L’enorme Cassa Armonica in Piazza XX settembre e, dopo, Piazza Cavour, dove orchestrali i di primo ordine allietavano le serate di festa con le più note liriche e musiche classiche. Le strade percorse da migliaia di famiglie che, dalla cattedrale, per la visita obbligata alla Madonna, alla villa comunale, senza soluzione di continuità, passeggiavano tra ali di bancarelle e venditori. Campane a festa sin dal primo mattino. Fuochi d’artificio, manifestazioni civili e religiose, tutto contribuiva a rendere viva la Città in piena estate. E poco importava se si doveva lasciare il mare o le donne dovevano “sacrificare” mattinate, col caldo e l’afa, nella preparazione del fatidico e irrinunciabile pranzo che aveva come momento centrale il “galluccio”; come Pasqua ha i suoi “agnelli”. Oggi invece il 15 agosto, come il 26 luglio, sono solo date inserite nei lunghi ( o brevi, dipende dalle disponibilità economiche delle singole amministrazioni comunali) programmi estivi che , se pure, fanno vedere qualche film all’aperto in pù ha tolto qualcosa di magico a quelle festose giornate.

(A cura del prof. Salvatore Aiezza, Foggia 26 luglio 2015)

Foggia, ‘Estate insieme’, ieri e oggi. Dal ‘Galluccio’ alle case a Siponto ultima modifica: 2015-07-26T12:50:00+00:00 da Salvatore Aiezza



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