Cultura
A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico

Per Isabel – A.Tabucchi, 2013

Antonio Tabucchi ha scritto questo romanzo breve nel corso di alcuni anni, poi lo ha messo da parte

Di:

Bologna/Manfredonia. Nella nota che chiude “Per Isabel” si legge: “Non c’è l’imprimatur di Antonio Tabucchi su questo libro. Si tratta dunque del primo inedito postumo della sua opera”.

PER ISABEL. Come definire una storia come questa? A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico, ma forse sfugge a ogni possibile definizione. Tabucchi l’ha sottotitolato “Un mandala”, ma a ben vedere, con criteri tutti occidentali, si tratta in fin dei conti di un’inchiesta, una ricerca che sembra condotta da un Philip Marlowe metafisico. Ma con la metafisica, in questa ricerca spasmodica e pellegrina, si sposa un concetto tutto terrestre della vita: sapori, odori, luoghi, città, fotografie che sono legati al nostro immaginario, ai nostri sogni, ma anche alla nostra quotidiana esperienza. E allora? Nella sua nota Tabucchi suggerisce di pensare a un monaco vestito di rosso, a Hölderlin e a una canzone napoletana. Potranno forse sembrare degli ingredienti incongrui. Ma forse è meglio non cercare la congruenza in uno dei più stravaganti, visionari e insieme struggenti romanzi che la letteratura italiana ci abbia mai regalato. Il romanzo postumo del grande scrittore.

ANALISI. Antonio Tabucchi ha scritto questo romanzo breve nel corso di alcuni anni, poi lo ha messo da parte, dedicandosi ad altre cose. Ha utilizzato “sette quaderni scolastici dalla copertina nera oleata”. Lo definiva: “un romanzo strambo, una creatura strana come un coleottero sconosciuto fossilizzato su un sasso”. In realtà “Per Isabel” è un romanzo meno strano di quanto possa sembrare: l’autore ha semplicemente utilizzato un classico schema poliziesco innestandovi contenuti filosofici (più specificamente metafisici). L’inchiesta di un misterioso personaggio narrante si svolge seguendo cerchi concentrici che stringono sempre più verso la soluzione finale (da qui l’immagine suggerita del mandala). Ogni tappa di questo percorso merita di essere vissuta in pieno, perché Tabucchi con parole semplici disegna figure di grande impatto ed esprime concetti molto forti, a partire dalla riflessione sulla morte e sull’assenza che è alla base di tutto.

L’AUTORE. Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 – Lisbona, 2012) è uno dei grandi scrittori del Novecento europeo. Autore di romanzi, racconti e testi teatrali tradotti in tutto il mondo, ha vinto prestigiosi premi e ha svolto anche una rilevante attività di saggista e di traduttore. Ha insegnato Lingua e letteratura portoghese nelle università di Genova e Siena. Come intellettuale si è impegnato in diverse battaglie civili e politiche, collaborando con importanti testate giornalistiche in Italia e all’estero. Tra le sue opere: Sostiene Pereira, La testa perduta di Damasceno Monteiro, Si sta facendo sempre più tardi.

Il giudizio di Carmine
Antonio Tabucchi
PER ISABEL
Un mandala
2013, Feltrinelli
Valutazione: 4/5

(A cura di Carmine Totaro, Redazione Stato Quotidiano.it)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati