Foggia
Come stabilito con recente sentenza

Vigilanza immobili Comune Foggia, Consiglio di Stato: ok Metropol

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 giugno 2016 il Cons. Paolo Giovanni Nicolò Lotti

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Foggia. ”(…) non sussiste neppure l’ipotesi di falsa dichiarazione ex lett. h) dell’art. 38 d.lgs. n. 163-2006, atteso che tale norma prevede l’esclusione se il concorrente abbia reso falsa dichiarazione in sede di gara (…)”. Con recente sentenza, la Sezione Quinta del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del 2016, proposto dalla Srl Metropol, contro il Comune di Foggia, nei confronti di Spa Cosmopol, per la riforma della sentenza del T.A.R. Puglia, Bari, Sez. I, n. 00297/2016, resa tra le parti, concernente l’affidamento del servizio di vigilanza armata degli immobili di proprietà e di pertinenza del comune di Foggia e delle sedi degli uffici giudiziari per il periodo 2015-2019.

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 7 giugno 2016 il Cons. Paolo Giovanni Nicolò Lotti.

FATTO. ”Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Bari, Sez. I, con la sentenza 9 marzo 2016, n. 297, ha in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile il ricorso, proposto dall’attuale appellante, per l’annullamento della nota del 14.5.2015, con la quale è stata comunicata alla Metropol S.r.l. l’esclusione dalla gara bandita dal Comune di Foggia per “l’affidamento del servizio di vigilanza armata degli immobili di proprietà e di pertinenza del Comune di Foggia e delle sedi degli Uffici Giudiziari per il periodo 2015-2019” – CIG 6165112B5B e del verbale della seduta del 14.5.2015 durante la quale è stata disposta la menzionata esclusione e contestualmente aggiudicata in via provvisoria la gara a Cosmopol s.p.a.

Il TAR ha rilevato sinteticamente che:
– A seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 2860-2015 l’appellante Metropol otteneva l’invocata tutela cautelare e la consequenziale sospensione dell’efficacia del provvedimento di esclusione del 14.5.2015;
– Successivamente, la stazione appaltante individuava (cfr. verbale del 15.7.2015) una nuova ed autonoma ragione di esclusione di Metropol basata sull’esistenza di una grave irregolarità fiscale definitivamente accertata, rilevante ai fini di cui all’art. 38, comma 1, lett. g), d.lgs n. 163-2006, pari ad oltre euro 2 milioni, desumibile da un certificato dell’8.7.2015 dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Foggia – Ufficio Territoriale di Foggia;
– La società appellante contestava l’omessa esclusione della controinteressata Cosmopol, stante l’intervenuto accertamento definitivo in sede giurisdizionale (ex sentenza del Consiglio di Stato n. 2928-2015) dell’inadempimento contrattuale della stessa aggiudicataria con riferimento al contratto con la società Napoli Holding, inadempimento rilevante ai fini di cui all’art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 163-2006 e mai dichiarato dalla società aggiudicataria;
– Il provvedimento di esclusione del 14.5.2015, impugnato con l’atto introduttivo, si fonda in primis sulla causa di esclusione di cui alla lett. e) dell’art. 38 d.lgs. n. 163-2006 e cioè sulla constatazione della grave e reiterata infrazione, commessa da Metropol, debitamente accertata di obblighi (pagamento della retribuzione) derivanti dal rapporto di lavoro;
– Sul punto delle diffuse e reiterate violazioni dell’obbligo primario della retribuzione nei confronti dei propri dipendenti, l’Amministrazione ha evidenziato con adeguata motivazione le ragioni dell’esclusione nel verbale del 14.5.2015;
– La gravità della violazione degli obblighi di cui alla lett. e) dell’art. 38 d.lgs. n. 163-2006, pur se non risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio, è dimostrata dal fatto che con il suo comportamento Metropol ha costretto i propri dipendenti ad attivare la procedura di cui all’art. 5 d.P.R. n. 207-2010, invocando l’intervento sostitutivo dell’Ente per la corresponsione degli elementi dovuti e non percepiti;
– Per sua natura la previsione di cui alla lett. f) (accertamento dell’errore grave nell’esercizio dell’attività professionale) attribuisce alla stessa stazione appaltante un onere di verifica della correttezza dell’operato del gestore uscente, verifica soggetta soltanto ad un sindacato ab estrinseco del giudice amministrativo di non manifesta pretestuosità”.

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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