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"La CGIL e la FLAI a tutti i livelli da anni sono impegnate in una dura lotta contro i fenomeni di sfruttamento, che non riguardano solo i migranti, ma anche e soprattutto le donne italiane"

Calamita a del Carmine: caporalato e sfruttamento esistono dall’era dei tempi

"Certo si potrebbe fare molto di più e meglio, si potrebbe immaginare di riprendere l’idea di eco-villaggio o di agricoltura ad alto impatto sociale"

Di:

”Spett.le Direttore Testata Stato Quotidiano, Foggia, 26/08/15

Oggetto: Risposta articolo Sig. del Carmine ex segretario FLAI CGIL.

Spett.le Direttore,

in primo luogo mi complimento per il lavoro di informazione che svolgete egregiamente; in secondo luogo, mi vedo costretto mio malgrado, ed in modo inusuale, dare delle risposte all’articolo da Voi pubblicato, articolo/lettera scritto dall’ex componente di segreteria della FLAI CGIL Foggia Sig. Michele (detto Lino) del Carmine. La necessità di fare alcune precisazioni nascono da una serie di imprecisioni e da una serie di affermazioni che il Sig. del Carmine fa nella sua lettere e dal fatto che si firma come ex segretario FLAI Foggia, nei fatti chiamando in causa la struttura sindacale che Rappresento.

La prima precisazione riguarda il periodo storico in cui il Sig. del Carmine è stato componete di segreteria della FLAI CGIL di Foggia fino all’anno 2002, pertanto nel 1990 il Sig. del Carmine non aveva incarichi nella Segreteria Provinciale della FLAI CGIL. Altra precisazione doverosa è che il ghetto cosiddetto di Rignano esiste da circa 25 anni, e che pertanto era esistente e presente anche nel periodo in cui del Carmine svolgeva attività sindacale.

Altra precisazione e che fenomeni di schiavismo, sfruttamento e caporalato, sia in Capitanata che nell’intera Regione Puglia, esistono dall’era dei tempi, basti leggere il libro di Pietro Alò (il caporalato nella tarda modernità) per avere una foto delle denunce e delle inchieste per caporalato già dagli anni sessanta, pertanto il fenomeno era più che esistente e vitale nel periodo di attività sindacale del Sig. del Carmine, così come era presente e vitale quando il Sig. del Carmine fu chiamato a svolgere la funzione di amministratore di questa città, con la delega proprio all’immigrazione e sicuramente ricorderà che proprio come FLAI CGIL in un incontro nella sua sede al quartiere CEP, ponemmo una questione di azione politica di lotta a questi fenomeni illegali.

Non è mia intenzione fare alcun tipo di polemica, ma le affermazioni che il sindacato non tutela i lavoratori e si limita a dare assistenza per la compilazione della domanda di disoccupazione, la trovo decisamente fuori contesto e fuori dalla realtà, intende solo screditare e dare un immagine del sindacato non veritiera. La CGIL e la FLAI a tutti i livelli da anni sono impegnate in una dura lotta contro i fenomeni di sfruttamento, che non riguardano solo i migranti, ma anche e soprattutto le donne italiane, lotta che in questi anni hanno portato dei frutti sul versante normativo, lotte che hanno fatto rinascere la fiducia in un corpo intermedio come il sindacato, lotte che hanno fatto abbassare il livello di paura ed omertà, basti vedere la forte impennata di denunce e vertenze nei confronti dei datori di lavoro o basti vedere le varie inchieste messe in atto dagli organismi preposti, alcune già note ed altre in fase di indagine.

Solo per citare alcune, le più significative, iniziative sindacali messe in atto negli ultimi anni, iniziative che nei fatto hanno acceso i riflettori su tematiche sconosciute ai più,
Ø 2006 “Camper dei diritti” iniziativa svolta in collaborazione con l’ARCI provinciale;
Ø Dal 2007 al 2008 “Diritti in campo”;
Ø 2009 “ORO ROSSO dal reality alla realtà” iniziativa nazionale con più di 50 sindacalisti venuti da tutta Italia.
Ø E per andare avanti “Stop Caporalato”, iniziativa svolta con la FILLEA CGIL (sindacato edili), “gli invisibili delle campagne di raccolta”, “mai più schiavi” iniziativa svolta insieme a FP CGIL (sindacato pubblico impiego), ecc…. .

Una sequela di iniziative che continua ancora oggi e che vede la FLAI CGIL impegnata tutti i gironi nelle campagne di Capitanata e che ci vede sempre dalla stessa parte, dalla parte degli indifesi degli invisibili a cui diamo visibilità; lotte che partono dalla consapevolezza che per rivendicare i tuoi diritti li devi conoscere e quindi diffusione di tabelle paga multilingue e quindi la stampa dei contratti di lavoro provinciali in 5 lingue, lotte che il più delle volte ci vedono soli sia contro i caporali che contro datori di lavoro (padroni), e che in più di un occasione sono sfociati in aggressioni verbali ed anche fisiche.

Sequela di iniziative che in questi anni hanno prodotto leggi regionali (28/2006) e leggi nazionali (138/2011) che nei fatti provano ad incrinare e debellare il fenomeno del caporalato, le stesse dichiarazioni del Ministro Martina di trattare la tematica del caporalato come quella per mafia e quindi estendere al settore agricolo l’applicazione della antimafia (LA TORRE-ROGNONI), sono linee che da anni affermiamo pubblicamente e che sosteniamo con lotte. Lotte che l’anno scorso hanno portato la Regione Puglia a iniziare un percorso sperimentale (delibera inter assessorile capo free-ghetto out), molto interessante, che quest’anno ha avuto una fase di arresto e stallo, perdendo nei fatti un intero anno di tempo.

Certo si potrebbe fare molto di più e meglio, si potrebbe immaginare di riprendere l’idea di eco-villaggio o di agricoltura ad alto impatto sociale (oggi ribattezzata dal Governo come “agricoltura sociale” che nei fatti era la nostra proposta), si potrebbe pensare in modo propositivo a come dare prospettive alle future generazioni, puntando su percorsi in cui i cittadini riscoprano il senso di interesse collettivo, il senso di lotta per il bene comune, il senso di essere cittadini impegnati e non ex.

Chiudo con la frase, che muove giornalmente in nostro fare Sindacato per e Con la gente, frase di Giuseppe Di Vittorio “Vedo davanti a me tante facce, vedo dei neri, vedo di quelli neri neri, vedo dei bianchi, dei gialli, dei mezzi neri come me, ma tutti insieme, con voi, siamo il sindacato di domani” (1954 Congresso FSM).

Saluti
Daniele Calamita, Segretario Generale FLAI CGIL Foggia”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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  • Redazione

    Cera: “Lavoro nero e occultamento di cadavere”

    Intervento del Presidente del Gruppo Consiliare Popolari della Regione Puglia, Napoleone Cera.

    “Ci sono soglie che non possono, né devono mai essere superate.
    Ma quando ci permettiamo di far finta di non vedere o di non sentire il dramma umano di tanti immigrati in cerca di un minimo di sopravvivenza, di rispetto, di riconoscimento di dignità, allora anche occultare il cadavere di un anonimo nero, morto stremato di fatica per raccogliere e trasportare ogni giorno fino a 30 casse di pomodoro, sotto temperature quest’anno proibitive, pagato con qualche misero euro a cassa; quando con estrema facilità ci permettiamo il lusso di nascondere l’epilogo della vergogna consumata con tranquillità ai loro danni, credendo di farla franca; quando consentiamo che ogni giorno sia consumata in dose massicce, in alloggi di fortuna, nell’erba, all’aperto, nei campi, sotto gli alberi, in case fatiscenti, diroccate, senza acqua, nè fogna, la conclusione di una stremante giornata di lavoro a gruppi di disperati immigrati che pur di sopravvivere sono pronti ad adattarsi a tutto, soprattutto a vivere loro stessi come “scarto” del lavoro “scartato” da noi pugliesi; quando dobbiamo affidarci ad autopsie postume per capire di cosa è morta una mamma di tre figli che, per un pugno di euro al giorno, deve lavorare sotto tendoni infuocati dopo aver fatto una levataccia nel cuore della notte e percorso 150 kilometri per raggiungere il luogo della sua morte, non già della sua sopravvivenza; quando tutto questo ci vede muti spettatori e pronti a farci scivolare addosso quelle disumane tragedie che si consumano quotidianamente per tutti i raccolti, in tutte le stagioni, vuol dire che abbiamo perso la nostra dimensione umana.
    Non siamo più uomini alla pari, con uguali diritti e doveri.
    Siamo in uno Stato dove tolleriamo, esercitiamo, organizziamo la schiavitù e tante forme di sfruttamento. Questi sono gli amari frutti del lavoro nero e del più disumano caporalato organizzato, strutturato per ridurre in schiavitù chi ha bisogno di lavorare per vivere.
    La nostra regione sta facendo emergere il suo vero volto, nascosto da un perbenismo di facciata o da tutele solo pomposamente proclamate. Una vergogna senza limiti. Una situazione da cui drammaticamente emerge tutta la debolezza di cui i lavoratori, soprattutto certi lavoratori, sono vittime. Fino alla morte e all’occultamento del cadavere.
    Siamo in preda ad una nefasta, assoluta, inaccettabile inciviltà.
    Non ci sono controlli, pur necessari, che tengano.
    Intanto sorgono nuove figure professionali che sono capaci di dare anche una parvenza di legittimità a tanto mortale sfruttamento. Parlo delle Agenzie interinali e dei tour operator che organizzano scientificamente la nuova tratta umana. Lavoratori senza controlli e senza tutele, vittime e ricattati con buste paga fasulle. Manca un sindacato che garantisca i lavoratori. Quello che sta accadendo ed emergendo in questi giorni è davvero incredibile ed inaccettabile. Si muore in perfetto silenzio e fra tanta omertà. C’è bisogno dell’autopsia per capire. Siamo in presenza di interessi speculativi diffusi su più soggetti.

    Verifichiamo non senza sconcerto che con tranquillo fare omertoso si cerca di consolidare modalità inaccettabili ed interessi comuni. Una vera barbarie.
    Verifico, abbastanza stupefatto, che solo quando scappa il morto i politici si sentono interpellati. Certamente non siamo di fronte ad un sistema inedito, nuovo, scoppiato improvvisamente, in maniera diffusa e da affrontare, ma ad un collaudato sistema sul quale in passato, evidentemente, non si è operato, come necessario, in profondità. Conviviamo tranquillamente con i drammi che si consumano nei lavori stagionali.

    Le cifre raggiunte dal lavoro nero – si parla di due milioni di lavoratori – sono cifre che tolgono il respiro e sono fonte non solo di un grande danno erariale, ma di una profonda caduta di valori sui quali l’intero Consiglio Regionale deve essere chiamato a tentare di invertire questa dolorosa quanto insostenibile situazione umana e civile.

    E’ necessario che il Presidente Emiliano e il Presidente del Consiglio Regionale, Loizzo, organizzino rapidamente una seduta straordinaria del Consiglio Regionale.

    La soglia dell’inciviltà e dell’egoismo sono state abbondantemente superate.
    Ogni ulteriore ritardo nell’assumere provvedimenti efficaci sarebbe solo nostra colpevole responsabilità”. /comunicato

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